Intervista alla dott.ssa Vanetti a un anno della fondazione dell’ANOMeC


 

By Redazione


La dott.ssa Valenti ci aggiorna sugli attuali rapporti che intercorrono tra odontoiatri, pazienti e terzo pagante.

Dott.ssa Vannetti, ad un anno dalla fondazione di ANOMeC, come è cambiato il rapporto tra odontoiatri, pazienti e terzo pagante?
Le cose purtroppo sono realmente peggiorate: La Società IWS, che ha sostituito FASI, ha esordito sulla scena decurtando del 10% tutti i rimborsi rispetto ai valori precedenti, peraltro fermi da anni. Ovviamente nessuno di noi ha potuto decurtare del 10% gli stipendi dei dipendenti, gli affitti degli studi, i costi dei materiali.
Un fondo del gruppo UNISALUTE ha operato una serie di deconvenzionamenti d’ufficio di molti studi lasciando molti pazienti senza copertura qualora avessero voluto proseguire col curante prescelto permettendosi di consigliare di proseguire le cure presso altri studi scelti dall’Assicurazione, in barba a qualsiasi libera scelta del paziente.
Il gruppo Previmedical ha mandato a più riprese mail annunciando di aver assunto un carico di responsabilità nei confronti della situazione difficile per gli studi causa pandemia promettendo pagamenti entro i termini. Cosa peraltro doverosa e scontata secondo contratto. A questi proclami non è seguito praticamente nulla e molti studi lamentano crediti datati molti mesi oltre i termini contrattuali e addirittura anni. È chiaro che molti colleghi si sono trovati nella necessità di sospendere le cure ai pazienti convenzionati per non andare in perdita secca.


Come giudica ANOMeC questa scelta?
ANOMeC ha sempre cercato il confronto costruttivo con le Assicurazioni ed il dialogo e non ha mai proposto scelte di rottura, soprattutto se ne potevano fare le spese i pazienti.
È chiaro però che se qualcuno di noi non paga i fornitori, questi sospenderanno le forniture di materiali, se non paghiamo le bollette ci tagliano i fili della corrente, se un paziente non paga, sospendiamo le cure. Non si può dar torto a questi colleghi. Non si può lavorare gratis e pagare le spese. Per di più la pandemia ha fatto crescere enormemente i costi di gestione. Abbiamo chiesto la possibilità di chiedere un “contributo Covid” ai pazienti sulle tariffe ma ci è stato negato
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Cosa avete fatto voi di ANOMeC a fronte di questi problemi?
Abbiamo costantemente cercato di dialogare con le Assicurazioni, facendo presente che le modalità in essere comporteranno problemi sia per noi che per i pazienti: raccomandate, mail, PEC, richieste di incontro…. Purtroppo non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Una conclusione disarmante che fa capire quanto poco la categoria medica e odontoiatrica sia tenuta in considerazione. Siamo carne da cannone: l’unica modalità di comunicazione che le Assicurazioni propongono è: o così o niente! Procedere o lasciare. Un far-west selvaggio senza regole dove le Assicurazioni fanno il bello e cattivo tempo senza alcun freno, regola, o limite.
Abbiamo organizzato un importante convegno a Milano dove illustri personaggi del mondo medico ed economico hanno dimostrato chiaramente che le tariffe non possono essere compresse a piacimento, pena il peggioramento della qualità delle cure. È una conseguenza scontata e logica.


Come vede il futuro?
È assolutamente necessario che questa giungla senza regole venga studiato e regolamentato da un legislatore attento alla salute dei cittadini ed al loro diritto di libera scelta del medico curante secondo i principi della costituzione. A rimborsi indecorosi conseguono cure a livello indecoroso; l’obbligo di rivolgersi ai medici scelti dall’Assicurazione e non dal paziente pena il mancato rimborso o un suo drastico ridimensionamento è la negazione ad un diritto costituzionale inalienabile. È tempo che le istituzioni dello Stato ed il Parlamento prendano in esame la questione prima che sia troppo tardi e molti studi saltino per aria.
Ci stiamo muovendo su più piani perché ciò avvenga. Teniamo aperto il canale del dialogo con le Assicurazioni, ma sembra che dall’altra parte questo non interessi. Non riuscendo a dialogare è chiaro che l’unica possibilità è che qualcuno super partes detti regole che salvaguardino il bene comune, ovvero la salute.


Cosa vi proponete in particolare?
Noi riteniamo che il valore economico dell’atto medico possa essere stabilito SOLO dall’operatore che se ne assume la RESPONSABILTÀ medica, civile e penale. Non è accettabile sotto nessun punto di vista: etico, morale, pratico, economico che le Assicurazioni possano stabilire un tariffario unico nazionale e lo impongano ai medici e agli odontoiatri. Ognuno faccia la sua parte: noi medici e odontoiatri agiamo in scienza e coscienza nell’interesse della salute del paziente e valutiamo individualmente i costi dei nostri interventi. Le Assicurazioni danno il “CONTRIBUTO” che il budget consentirà loro di dare. Ma non possono imporre prezzi decisi da loro secondo le loro convenienze economiche sopra la testa di tutti: medici e pazienti!!
Un’altra battaglia importante è quella per la libera scelta del paziente e per l’equiparazione dei “contributi” assicurativi tra convenzioni dirette e indirette.
Siamo anche favorevoli alla reintroduzione di un tariffario minimo “Consigliato” da parte dell’Ordine dei Medici.
Abbiamo bisogno del sostegno di tutti i colleghi Medici e Odontoiatri, convenzionati e no. Questa è una battaglia per la libera professione, il decoro professionale, la tutela della qualità delle cure e della salute dei pazienti. È una battaglia di tutti e per tutti. Su questi temi si gioca il nostro futuro. Per associarsi e sostenere queste battaglie di civiltà basta collegarsi al sito www.anomec.it
L’unione come sempre fa la forza!!!


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