INTERVISTE
13 maggio 2024

Ruoli e nuovo contratto dell’ASO: intervista al Prof. Ernesto Rapisarda

Patrizia Gatto

Nel corso del Congresso Regionale AIO dello scorso 12-13 aprile, a Catania, si sono svolte 3 sessioni parallele di successo tra cui un corso per le ASO. La prima relazione introduttiva l’ha svolta il Prof. Ernesto Rapisarda a cui abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere alcune domande.

Professore intanto è doveroso chiederle, dopo tanti anni di carriera Universitaria rivolta agli odontoiatri, come è nata la passione per l’insegnamento alle Assistenti alla poltrona?
Ho insegnato sin dall’anno di istituzione del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria a successive generazioni di studenti e per decenni anche agli iscritti al V anno del CdL in Medicina e Chirurgia. Purtroppo ho notato tra gli studenti di area medica una crescente impreparazione di base dovuta presumibilmente a una minore formazione ottenuta durante gli anni di frequenza dei Licei e uno studio più segmentato, spesso senza una visione critica d’insieme. Viceversa, insegnando in diversi corsi ASO presenti a Catania ho riscontrato sempre una gran voglia di apprendere, un interesse nei confronti dei vari aspetti della professione odontoiatrica, una partecipazione attenta e una frequenza assidua. Tali comportamenti delle iscritte ai corsi di formazione mi hanno motivato a dare il massimo, in uno scambio continuo di esperienze e di opinioni.

Quali sono i molteplici compiti dell’Assistente, figura oggi clinica, all’interno dello studio?
L’individuazione del profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), avvenuta con il DPCM del 9 febbraio 2018, ha riconosciuto e normato le tante mansioni che le cosiddette “Infermiere del Dentista” già in buona parte svolgevano. Da sempre risorsa preziosa dell’equipe odontoiatrica e punto di riferimento per il paziente, l’ASO oggi deve possedere capacità umane e professionali importanti. Accoglie la persona nello studio, raccoglie i dati anagrafici e anamnestici, assiste il paziente prima, durante e dopo l’intervento. Predispone un ambiente accogliente, lo sanifica e smaltisce i rifiuti dello studio; applica procedure per la prevenzione delle infezioni e la sterilizzazione di strumenti, attrezzature di lavoro e area operativa; prepara lo strumentario e il materiale necessario alle diverse prestazioni e il successivo riordino degli stessi; rileva il livello dei consumi dei materiali e la validità dei medicinali presenti. Passa gli strumenti di lavoro necessari all’odontoiatra durante gli interventi clinici; segnala al personale medico eventuali stati di malessere del paziente e assiste l’odontoiatra nelle manovre di primo soccorso. Gestisce l’agenda degli appuntamenti; cura i rapporti con i consulenti e i fornitori esterni; gestisce gli ordini di materiali e dispositivi medici e si occupa dello stoccaggio; gestisce lo schedario delle persone assistite, la documentazione clinica, il materiale iconografico e radiografico; gestisce le procedure amministrative di accoglienza e dimissione. Gestisce il magazzino e la cassa. Tali molteplici attività sono svolte da quelle ASO che lavorano in studi di piccole dimensioni, mono professionali. In realtà meglio strutturate alle ASO vengono attribuiti solo alcuni compiti, anche se devono essere in grado di sapere al bisogno svolgere le altre mansioni.

Cosa non può fare l’Assistente?
In ambito radiografico va sottolineato che solo l’odontoiatra può eseguire esami diagnostici di radiologia quali ausilio diretto e imprescindibile alla prestazione clinica, che vanno tenuti per dieci anni e sono a disposizione del paziente su richiesta. Quindi l’ASO non può operare la scelta dei parametri d’irradiazione, né posizionare la pellicola all’interno del cavo orale o il capo del paziente che deve eseguire una OPT, un telecranio o una Cone Beam. È l’odontoiatra a dover effettuare queste scelte e solo dopo può invitare l’ASO a premere il tasto “erogazione raggi”, azione del tutto priva di responsabilità sanitarie o di risvolti legali. Pertanto l’ASO non è un lavoratore a rischio RX: non potendo utilizzare apparecchi radiografici non deve seguire specifici corsi di radioprotezione anche se deve essere informato sui rischi relativi all’utilizzo di fonti radiogene nell’ambiente di lavoro. Compito dell’ASO è invece la registrazione su supporto informatico per ogni singola apparecchiatura dei dati previsti dall’Allegato II del recente DM 3.11.2023, avendo cura di acquisirli nel rispetto della Privacy e quindi senza identificazione del paziente, suddivisi per genere anagrafico e per le sei fasce di età. Certamente l’ASO non può svolgere le attività proprie dell’Igienista dentale per cui se in studio non è prevista la collaborazione di un laureato in Igiene dentale sarà l’Odontoiatra a dover eseguire anche la semplice ablazione del tartaro.

Oggi per diventare Assistente alla poltrona sono necessarie 700 ore di formazione che insieme a tanti compiti da svolgere e l’obbligo annuale di aggiornamento richiederebbero un inquadramento giuridico ed economico adeguato. Quali sono le novità del nuovo contratto e quali le promesse mancate?
Scaduto il 31 marzo 2018, venerdì 16 febbraio 2024 Confprofessioni ha sottoscritto, con le organizzazioni sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’ipotesi di rinnovo del contratto che coinvolge circa 600.000 dipendenti degli studi e delle attività professionali tra cui quelli degli studi odontoiatrici. I nuovi minimi tabellari sono entrati in vigore il 1° marzo 2024. Il nuovo contratto prevede per tutti i livelli quattro tranche di aumenti decorrenti dal 1° marzo 2024, dal 1° ottobre 2024, dal 10 ottobre 2025 e dal 1° dicembre 2026. A copertura del periodo intercorso tra la scadenza del CCNL del 2018 e la recente sottoscrizione del rinnovo sarà erogata una tantum di compensazione pari a 400 euro per ogni livello di inquadramento così ripartita: 200 euro il 1° maggio 2024 e 200 euro il 1° maggio 2025. Premesso che attualmente le ASO sono inquadrate al livello IV, al fine di garantire una progressione/crescita professionale del personale di studio, il nuovo Contratto ha stabilito che siano collocati nel livello IV super gli ASO con almeno 24 mesi di esperienza nello svolgimento di mansioni di cui al livello IV e nel livello III gli ASO con esperienza almeno di 24 mesi nello svolgimento delle mansioni di cui al livello IV super. Tale progressione dal IV al III livello deriva anche dalla necessità di differenziare contrattualmente oltre che economicamente le ASO dalla nuova figura del Collaboratore di Studio Odontoiatrico (CSO).

È nata infatti una nuova figura nell’ambito dei collaboratori dello studio odontoiatrico: il CSO. Quali compiti può svolgere e in che senso è in competizione con l’ASO?
Il Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO), secondo quanto definito dal CCNL del febbraio 2024, è la nuova figura che “sulla base delle istruzioni e disposizioni dell’Odontoiatra e sotto il suo diretto controllo esegue attività di supporto allo stesso Odontoiatra in studi/strutture odontoiatriche autorizzate, se previste dalla legislazione regionale e in ogni caso non appartenenti al SSN, partecipa ai flussi di lavoro come definiti dall’Odontoiatra e prende parte all’accoglienza della persona assistita, contribuendo al mantenimento, riordino, allestimento e cura degli spazi, attrezzature e dello strumentario, oltreché della documentazione clinica, amministrativa e contabile”. Il CSO può quindi legittimamente svolgere le mansioni di base dell’attività di supporto dell’Odontoiatra, ad esclusione dell’assistenza diretta alla poltrona e delle procedure di validazione e controllo della sterilizzazione degli strumenti riutilizzabili.
Questa nuova figura è stata collocata all’interno dei profili professionali dell’area medico sanitaria e odontoiatrica nel livello IV. Va tuttavia rilevato che mentre i corsi di formazione regionali per le ASO prevedono 300 ore di teoria e 400 di pratica, per divenire CSO bastano solo 90 ore complessive di formazione: 55 di lezioni teoriche e 35 per la formazione pratica.

Alcuni anni fa si parlava di esubero di professionisti nel settore dentale: dagli iscritti all’ordine degli odontoiatri, alle assistenti alle segreterie. Oggi già si parla di carenze di igienisti, domani di assistenti e odontoiatri. In realtà la maggiore carenza nel settore odontoiatrico riguarda oggi gli Igienisti dentali. Infatti gli iscritti all’Albo degli Igienisti dentali in Italia sono circa 9.600, di cui il 55% al nord, il 24% al centro e il 21% al sud, indubbiamente pochi rispetto ai 47mila studi odontoiatrici attivi sul territorio nazionale. Sono professionisti giovani: circa il 35% ha meno di 30 anni e il 34% ha un'età fra 31 e 40 anni. Le loro prestazioni sono assai richieste e fondamentali nella gestione di un moderno studio odontoiatrico.
La laurea in Igiene Dentale fa parte delle Lauree triennali delle Professioni Sanitarie e lo specifico percorso formativo non è presente in tanti Atenei, specie al Sud. Auspico che le Università colmino presto detta carenza, considerando che si andrebbero a formare dei giovani dal sicuro avvenire professionale. Per quanto riguarda le ASO, mentre nel Meridione non trovano facilmente spazi occupazionali, sembra che al Nord sia particolarmente avvertita la loro carenza al punto che l’ANDI si battuta per un percorso formativo molto più breve, quello dei CSO, che dovrebbe servire per ampliare il numero dei soggetti che possano essere assunti dagli studi odontoiatrici.
Per il profilo di odontoiatra, in considerazione dei tanti previsti pensionamenti dei Medici specializzati in Odontoiatria e Protesi Dentaria, laureatisi prima dell’istituzione del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, si prevede che fra un decennio si possa avvertire una relativa carenza di Odontoiatri. Oggi molti neo laureati, pur preparati e motivati, hanno difficoltà ad aprire uno studio proprio e preferiscono lavorare in consulenza o addirittura al servizio delle catene low cost.

Un’ultima domanda professore: cosa suggerisce alle ASO che vogliono seriamente svolgere il loro compito da un punto di vista clinico?
Premesso che quasi ogni dentista ha metodiche operative proprie, cui bisogna in qualche modo adattarsi, per essere apprezzate e direi insostituibili assistenti alla poltrona necessita che l’ASO in formazione acquisisca competenza nell’assistenza odontoiatrica; conoscenza di tutte le tecniche di disinfezione e sterilizzazione; precisione e qualità di approccio nelle operazioni di assistenza al dentista; gentilezza e disponibilità nelle relazioni con il paziente; elevate capacità d’organizzazione e di gestione amministrativa; ottima conoscenza dell’utilizzo del computer e dei sistemi informatici più validi. Inoltre deve amare il proprio lavoro, considerare lo studio odontoiatrico come proprio e avere caratterialmente una buona resistenza allo stress e un atteggiamento rassicurante.

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