ATTUALITÀ
01 aprile 2026

Stili di vita e salute orale: i dati ISTAT 2025

Redazione Tueor Servizi

Secondo il rapporto ISTAT 2025 pubblicato oggi (clicca QUI per scaricare il pdf), i principali fattori di rischio per la salute – sedentarietà, eccesso di peso, fumo e consumo di alcol – continuano a influenzare la vita degli italiani, con evidenti ripercussioni anche sulla salute orale. La sedentarietà, pur in calo, riguarda ancora il 30,8% della popolazione di 3 anni e più, con valori più elevati tra le donne (34,2%) rispetto agli uomini (27,2%) e tra le persone con basso titolo di studio, dove quasi la metà (49,8%) non pratica alcuna attività fisica. Nel Mezzogiorno, più di 4 adulti su 10 dichiarano di non svolgere sport o attività fisica nel tempo libero, mentre nel Nord la percentuale si attesta intorno al 20%.

Secondo quanto riportato sul sito Gengivepuntoorg della SIdP, uno studio condotto per 12 anni su oltre 39.000 persone ha evidenziato che i soggetti che praticano regolarmente attività fisica presentano un rischio ridotto del 13% di sviluppare parodontite. Un’ulteriore ricerca ha dimostrato che chi pratica meno di 4 ore di esercizio fisico alla settimana presenta un rischio maggiore del 36% di sviluppare una parodontite severa rispetto a chi supera questa soglia. Questi dati confermano che l’attività fisica non solo favorisce il benessere generale, ma svolge un ruolo preventivo anche per la salute orale.

Per quanto riguarda il peso corporeo, quasi la metà degli adulti (46,4%) è in sovrappeso o obesa, con il 34,8% in sovrappeso e l’11,6% in condizione di obesità, pari a circa 5,75 milioni di persone. Tra gli uomini, l’eccesso ponderale colpisce il 55,1%, mentre tra le donne è pari al 38,2%. Tra i bambini e gli adolescenti di 3-17 anni, oltre 1 su 4 (26,0%) presenta eccesso di peso, con valori del 32,3% tra i più piccoli (3-10 anni) e picchi oltre il 34% in Campania, Calabria e Sicilia. L’obesità e il sovrappeso rappresentano fattori di rischio per patologie sistemiche e per la salute orale, aumentando la probabilità di carie, parodontite e problemi infiammatori.

Il fumo rimane diffuso: il 18,6% della popolazione di 11 anni e più fuma abitualmente, con prevalenza maggiore tra gli uomini (22,3%) rispetto alle donne (15,2%). Negli ultimi anni è quasi raddoppiato l’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato (dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025), soprattutto tra i giovani di 18-34 anni (16,5%). Tuttavia, la maggior parte di chi utilizza questi prodotti continua a fumare sigarette tradizionali, confermando che non rappresentano una vera alternativa al fumo e continuano a incidere negativamente sulla salute orale.

Circa il 15,1% della popolazione di 11 anni e più – pari a circa 8 milioni di persone – adotta comportamenti di consumo di alcol considerati a rischio. Il fenomeno è più diffuso tra gli uomini (21,3%) rispetto alle donne (9,1%) e interessa in particolare giovani, adulti fino ai 44 anni e anziani. L’abitudine al binge drinking e al consumo abituale eccedentario può danneggiare la mucosa orale e compromettere l’efficacia dei trattamenti odontoiatrici. Anche tra gli adolescenti di 11-17 anni, il 15,4% presenta comportamenti a rischio, con il 3,3% che consuma alcol giornalmente, fuori pasto o con binge drinking, nonostante il divieto di legge. L’analisi evidenzia inoltre forti disuguaglianze sociali e territoriali: chi ha un basso titolo di studio o vive nel Mezzogiorno è più esposto a sedentarietà, sovrappeso e fumo, con conseguente aumento del rischio di patologie orali. La salute orale, quindi, è strettamente legata agli stili di vita e al contesto socio-economico.

In questo scenario, il ruolo dell’odontoiatra diventa fondamentale non solo nella cura dei denti, ma anche nella prevenzione dei fattori di rischio, attraverso l’educazione dei pazienti, la promozione di abitudini salutari e la diagnosi precoce. Interventi precoci, fin dall’infanzia, possono proteggere la bocca e la salute generale, riducendo l’incidenza di carie, parodontite, lesioni precancerose e altre patologie croniche correlate a stili di vita non salutari. Anche una politica di welfare orientata al benessere della popolazione – come l’attività sugli stili di vita promossa da alcuni anni dal prof. Riva all’interno del CNEL, in cui l’odontoiatria può avere un ruolo attivo – può rappresentare un elemento fondamentale per ridurre l’incidenza delle malattie croniche e, di conseguenza, l’impatto economico sul sistema sanitario.  

 

Immagine di copertina by ezstudiophoto/Adobe Stock.

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