ATTUALITÀ
01 luglio 2024

L’Intelligenza Artificiale per le Scienze della Vita a Ta@Buk 2024

Prof. Ernesto Rapisarda

Dal 20 al 24 giugno si è svolta a Taormina la XIV edizione di Ta@Buk, il festival internazionale del libro di Taormina ideato e diretto da Antonella Ferrara, che ha avuto quest’anno “Identità” quale tema generale.

Nel suo ambito, sabato 22 a cura di Carmen Mortellaro si è tenuto presso l’Hotel Villa Diodoro un assai apprezzato approfondimento dal titolo “Intelligenza Artificiale per le Scienze della Vita e il Made in Italy”. Gli illustri Relatori hanno approfondito le tante potenzialità dell’Intelligenza Artificiale in campo biomedico e anche odontoiatrico, ricordando che nel comparto delle Scienze della Vita il Made in Italy figura tra i protagonisti a livello globale nella definizione di una medicina del futuro che sia predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.

Nel corso della presentazione della giornata la Prof.ssa Mortellaro, tra l’altro, ha evidenziato che grazie all’attività di imprese consolidate e di innovative startup il settore Life Science ha resistito alla crisi economica ed è anzi cresciuto significativamente in questi ultimi anni, dando un importante contributo all’economia nazionale con un valore della filiera che corrisponde a circa il 10% del Prodotto Interno Lordo nazionale.

Il Prof. Nicola Leone, Ordinario di Informatica e Rettore dell’Università della Calabria, ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale (I.A.) sta cambiando le nostre vite, costituendo un processo irreversibile che presenta già ora opportunità e insidie. Un cambiamento che si dovrà essere in grado di controllare e guidare, acquisendo una nuova crescente consapevolezza. Assai apprezzato l’intervento del Prof. Antonio Giordano, Presidente della Fondazione SBARRO Health Research Organization, Institute for Cancer Research and Molecular Medicine Temple University, Professore Ordinario di Anatomia ed Istologia Patologica dell’Università degli Studi di Siena e vincitore del Taobuk Da Vinci Prize 2024, riconoscimento ogni anno attribuito a chi ha dato un contributo notevole dal punto di vista scientifico e sociale. Egli ha evidenziato come l’utilizzo della IA in ambito oncologico, governando complessi algoritmi in tempi assai veloci, consente una diagnosi più precoce con conseguente decremento dei tassi di mortalità. Ha però dimostrato che la guerra contro il cancro è ancora lunga e problematica perché se da un lato si muore di meno, dall’altro le neoplasie insorgono con maggiore incidenza rispetto agli anni passati, specie in alcuni territori in conseguenza del crescente inquinamento atmosferico e ambientale. Ha affermato in conclusione che se riusciamo a monitorare i danni alla natura, allora potremo monitorare anche il danno fatto sull’uomo, perché si riflette in maniera quasi simile o identica sia nelle piante che negli animali.

Il Prof. Francesco Profumo, Presidente Isybank presso Intesa San Paolo, già Ministro della Repubblica, Presidente CNR e Rettore del Politecnico di Torino, ha parlato di “Intelligenza Artificiale al servizio della Salute e della Sanità”. Ha evidenziato che le nuove tecnologie offrono grandi prospettive per il futuro del benessere personale e della Sanità pubblica. In un mondo in rapida evoluzione necessita che le conoscenze della classe medica si evolvano continuamente per cui è opportuno che l’aggiornamento sia continuo in modo da poter consapevolmente sfruttare al meglio le tante opportunità che il tumultuoso progresso tecnologico offre. Sapendo ben governare il cambiamento potrà migliorare anche il rapporto medico paziente, oltre a essere in grado di diagnosticare più precocemente tanti stati morbosi in modo da istaurare corrette terapie scientificamente validate mediante l’acquisizione e l’elaborazione di una grande quantità di dati provenienti da tanti Enti di Ricerca, Università e Ospedali sparsi nel mondo.

Ilaria Capua, virologa e saggista, direttrice emerita del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida e Senior Fellow of Global Health alla John Hopkins University, ha trattato un tema quanto mai attuale: “IA e salute circolare: l’importanza dei dati”. Ricordando la saggezza degli antichi, ha dimostrato che l’equilibrio dinamico tra acqua, aria, terra e fuoco è oggi più che mai fondamentale per governare la salute del pianeta e conseguentemente delle popolazioni e degli individui. Le scelte politiche in ambito ambientale e biomedico dovrebbero quindi essere guidate dai tanti affidabili big data che l’Intelligenza Artificiale mette a disposizione, utili anche per comprendere la complessità di molti fenomeni e la loro ricaduta sulla salute umana oltre che animale. La Capua intervenendo poi al dibattito “Come le verità scientifiche devono determinare le scelte politiche e sociali” ha affermato con forza che «la fuga dei talenti è il problema più grave che abbiamo in questo momento e dobbiamo con urgenza trovare un modo di riportarli in Italia, perché ne abbiamo un bisogno disperato».

Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute e del Cell Transplant Center di Miami, in collegamento dalla Florida, ha prospettato nuovi affascinanti scenari della ricerca medica utile ad aiutare i camici bianchi a seguire non più solo pochi assistiti ma migliaia o milioni di persone nel mondo. Ha parlato quindi del progetto statunitense che sta portando allo sviluppo di una psiche sintetica, di un Avatar in grado di assimilare e diffondere ogni tipo di informazioni rendendole prontamente disponibili anche in territori lontani e non ben serviti da efficienti sistemi assistenziali. Altri interessanti contributi sono stati quelli di Maddalena Adorno, CEO e Co-Founder di Dorian Therapeutics Stanford University  California; di Giorgio Motta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia; di Sebastiano Gangemi, Ordinario di Allergologia e Immunologia Clinica presso l’Università di Messina.

Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha ben riassunto il messaggio del Convegno, che oltre la qualificata presenza dei cosiddetti “addetti ai lavori” ha visto l’attenta partecipazione di tanti giovani. Ha affermato che «la tecnologia può contribuire a migliorare la medicina, la salute e la scoperta di nuovi farmaci. È importante però che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sia seguito molto da vicino, in modo da evitare che le macchine imparino prima e indipendentemente da noi, con il rischio di non poterle orientare per il bene dell’uomo e del futuro dell’umanità».

Ciò è fondamentale anche nel mondo odontoiatrico, nell’assistenza come nella prevenzione. L’Intelligenza Artificiale applicata alla Medicina e all’Odontoiatria prospetta nuove soluzioni a favore di una migliore gestione dei vari flussi di lavoro; determina già ora, e siamo solo agli albori di questa nuova era, un impatto concreto e rivoluzionario sul piano sociale e medico, ma necessita vigilare affinché l’Uomo resti al centro di ogni processo decisionale. Questa è la sfida dei prossimi anni, anche in ambito sanitario.

Immagine di copertina by Sikov/Adobe Stock.

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