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03 settembre 2025

Salute mentale e professione odontoiatrica: una crisi silenziosa da affrontare

Redazione Management Odontoiatrico

Secondo l’OMS, oltre 1 miliardo di persone vive con disturbi mentali come ansia e depressione, condizioni che rappresentano la seconda causa di disabilità a lungo termine. Il recente World Mental Health Atlas 2024 segnala che i servizi restano sottodimensionati, con solo il 2% dei bilanci sanitari destinato alla salute mentale. Il risultato? Copertura inadeguata, scarsa prevenzione e gravi conseguenze sociali ed economiche1.

Questa emergenza si riflette anche nella professione odontoiatrica, tradizionalmente sottoposta a forti pressioni. Studi internazionali indicano che oltre il 40% dei dentisti manifesta sintomi di ansia o depressione, con punte del 10% per forme gravi. In Australia, il 25% dei dentisti è in burnout, il 17% ha avuto pensieri suicidari2, 3. Nel Regno Unito, il 63% si dichiara esausto, il 52% ha cercato aiuto psicologico per il proprio benessere mentale4. Un problema trasversale che riguarda odontoiatri, igienisti, assistenti e personale amministrativo. Le cause sono molteplici: carichi di lavoro intensi, pazienti ansiosi, isolamento professionale, aspettative elevate, scarsa valorizzazione. L’ambiente odontoiatrico, pur tecnologico e avanzato, può risultare emotivamente logorante, specie in contesti privati dove la performance economica si somma alla cura clinica.

La pandemia ha accentuato il disagio, ma ha anche aumentato la consapevolezza. Oggi, l’OMS chiede una trasformazione sistemica dei servizi di salute mentale: investimenti adeguati, integrazione nelle cure primarie, supporto psicologico nelle emergenze1. Ma è nella quotidianità degli studi che occorre agire. Diversi enti internazionali, tra cui la FDI, promuovono strumenti pratici: digital toolkit, sportelli di ascolto, modelli di benessere organizzativo4. Il modello MindSHED suggerisce sei pilastri: mindfulness, equilibrio emotivo, idratazione, esercizio fisico, alimentazione sana e routine di autoregolazione6. Piccoli gesti, ma fondamentali.

Cosa fare concretamente?

  • Favorire il dialogo all’interno dei team.
  • Rivedere l’organizzazione del lavoro per prevenire sovraccarichi.
  • Investire nella formazione sul benessere psicologico.
  • Offrire accesso a professionisti del supporto mentale, senza stigma.
  • Promuovere una cultura dell’equilibrio, non solo della performance.

Anche i pazienti beneficiano di professionisti più sereni e presenti. Prendersi cura di sé non è un lusso, ma un dovere etico e clinico. La salute mentale non è un tema da relegare alla giornata mondiale del 10 ottobre: è un’urgenza quotidiana. Nell’odontoiatria come in ogni altro settore della salute, non può più essere ignorata.

Bibliografia

  1. World Health Organization. Mental Health Atlas 2024. https://www.who.int
  2. M. S. Hopcraft, R. McGrath, N. Stormon, G. Tavella, G. Parker. Australian dental practitioners experience of burnout. J Public Health Dent. 2023 Sep;83(4):397-407. doi: 10.1111/jphd.12594. Epub 2023 Nov 28.
  3. M. S. Hopcraft, N. Stormon, R. McGrath, G. Parker. Factors associated with suicidal ideation and suicide attempts by Australian dental practitioners. Community Dent Oral Epidemiol. 2023 Dec;51(6):1159-1168. doi: 10.1111/cdoe.12849. Epub 2023 Feb 22.
  4. Dental Protection UK. Wellbeing Survey 2024 – Results and reflections. https://www.dentalprotection.org
  5. FDI World Dental Federation. Digital Toolkit for Mental Wellbeing in Dentistry. https://www.fdiworlddental.org
  6. Nurturing wellbeing in dentistry: A MindSHED approach. September 2024BDJ Team 11(8):342-345. DOI:10.1038/s41407-024-2746-4.

 

Immagine di copertina by Andrii Zastrozhnov/Adobe Stock.

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