ATTUALITÀ
07 settembre 2022

La scansione intraorale riduce i tempi e migliora il comfort del paziente nella protesi fissa e nell'implantologia: una revisione sistematica

Redazione Management Odontoiatrico

Il processo di realizzazione di una protesi dentaria inizia tipicamente dalla prese delle impronte per catturare l’anatomia dei denti preparati o la posizione degli impianti endossei, nonché la morfologia dei tessuti circostanti. Questa fase critica determina l’accuratezza dei modelli e, in ultima analisi, delle protesi. Per decenni, le impronte convenzionali hanno spesso utilizzato materiali da impronta in polivinilsilossano (PVS). I principali svantaggi delle tecniche per la presa di impronta convenzionali includono le proprietà fisiche del materiale, la consistenza, il sapore e l’odore che possono influenzare negativamente l’esperienza del paziente, come documentato da diversi studi clinici.

Grazie alle tecnologie digitali e all’avvento della scansione intraorale (IOS), si sono potuti migliorare svariati aspetti relativi alla presa dell’impronta e non ultimo l’aspetto relativo al comfort e alla comunicazione con il paziente. La scansione intraorale è stata considerata un’alternativa vantaggiosa alle impronte convenzionali (CI), in quanto consente la previsualizzazione dell’area di interesse in tre dimensioni, la riduzione dei tempi di lavoro e il miglioramento dei risultati riferiti dal paziente. IOS è in grado di fornire calchi digitali accurati, riducendo il rischio di distorsione associato all’uso di materiali da impronta e ha anche il potenziale di ottimizzare i flussi di lavoro grazie alla capacità di eseguire rapidamente una nuova scansione di un’area mancante. Ciò non si verifica con le impronte convenzionali poiché in caso di errori l’operatore deve ripetere l’intera procedura.

Questa recente revisione sistemica, ha cercato di indagare se la scansione intraorale fosse in grado di ridurre i tempi di lavoro e migliorare le “patient-reported outcome measures” (PROM) rispetto alle tecniche di impronta convenzionale, tenendo conto delle dimensioni dell’area scansionata. Secondariamente, la revisione ha cercato di verificare l’efficacia delle procedure IOS sulla base dei risultati ortodontici disponibili.

La revisione si è basata sulla ricerca digitale e manuale della letteratura al fine di raccogliere le prove relative agli esiti di IOS e CI eseguiti durante il trattamento di pazienti parzialmente e completamente edentuli in restauri supportati da denti o impianti. L’analisi qualitativa è stata condotta per valutare l’efficienza temporale e le PROM derivanti dall’utilizzo delle due diverse tecniche di presa dell’impronta. I risultati clinici della protesi sono stati analizzati tra gli studi inclusi solo quando disponibili.

Per la sintesi qualitativa sono stati selezionati 17 studi (9 studi controllati randomizzati e 8 studi clinici prospettici). I 17 studi inclusi hanno fornito dati relativi a 430 IOS e 370 CI eseguiti su 437 pazienti. Per le impronte digitali sono stati utilizzati in totale 7 diversi sistemi IOS e le loro versioni aggiornate. I risultati hanno dimostrato che la IOS era complessivamente più veloce della CI, indipendentemente dall’utilizzo della scansione del quadrante o dell’arco completo e dalla natura del restauro (supportato da denti o impianti). Inoltre la IOS è stata preferita alla CI indipendentemente dalle dimensioni dell’area scansionata e dalla natura del restauro (supportato da denti o impianti).

Dai risultati ottenuti, e considerando i limiti della revisione, è chiaramente emerso come la IOS è più veloce della CI, indipendentemente dal fatto che venga eseguita una scansione del quadrante o dell’arco completo. Inoltre si è riscontrato il miglioramento dell’esperienza del paziente e dell’affidabilità dei dati protesici ottenuti. Per quanto riguarda la rilevanza clinica, si è potuta notare una riduzione dei tempi di lavoro associati all’uso dell’impronta digitale che può migliorare sia l’efficienza clinica che l’esperienza del paziente durante le procedure. Come sostenuto dagli autori e della pratica clinica, le misure di esito riferite dal paziente (PROM) sono una componente essenziale della pratica odontoiatrica basata sull’evidenza, in quanto consentono di valutare le modalità terapeutiche dal punto di vista del paziente. Quindi lo studio conclude sostenendo come la IOS sia generalmente preferita dai pazienti rispetto alla tecnica di presa delle impronte convenzionali.

La revisione della letteratura dal titolo “Intraoral scanning reduces procedure time and improves patient comfort in fixed prosthodontics and implant dentistry: a systematic review” è stata pubblicata su Clinical Oral Investigations volume 25, 6517–6531 (2021).

Intraoral scanning reduces procedure time and improves patient comfort in fixed prosthodontics and implant dentistry: a systematic review - PMC (nih.gov)

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