ATTUALITÀ
10 gennaio 2022

Partito il progetto “Guardati in bocca”

Redazione Tueor Servizi

Con la pubblicazione online del sito, è ufficialmente partito il progetto C.O.C.I.Guardati in bocca” realizzato in collaborazione con Philip Morris Italia S.r.l. e con PMI Science. In linea con la mission, il progetto ha come obiettivo una significativa diminuzione dei tumori del cavo orale, attraverso una corretta formazione dei professionisti del settore che potranno iscriversi alla piattaforma per ricevere tutte le informazioni in merito all’argomento. Il raggiungimento di questo obiettivo passa attraverso la riduzione dei comportamenti a rischio da parte del cittadino e si concretizza grazie alla diagnosi precoce, che si può ottenere attraverso l’autoesame del cavo orale e grazie a controlli mirati dell’odontoiatra. Abbiamo rivolto al prof. Francesco Riva, uno dei “Padri” del progetto, alcune domande in merito al progetto.

Prof. Riva, cosa vi ha spinti a realizzare questo progetto?
I tumori del cavo orale spesso vengono diagnosticati in fase avanzata, molte lesioni vengono sottovalutate e questo fa sì che il tasso di mortalità di queste neoplasie sia ancora molto alto. Dobbiamo e possiamo fare di più. Da questa premessa è partito tutto. Dopo incontri e confronti con specialisti del settore ho capito che c’è bisogno di creare una nuova cultura sul cancro orale, che i nostri colleghi vanno stimolati nell’effettuare una visita completa del cavo orale anche se il paziente si reca nello studio per una impianto o una igiene dentale, che va creata una rete di professionisti in grado di coinvolgere il cittadino, di renderlo protagonista di un gesto semplice come il “Guardati in Bocca” che può davvero salvare la vita.

Come verranno scelti e realizzati i contenuti del sito?
Come promotore del progetto ho voluto nel comitato scientifico esperti di altissimo profilo professionale che hanno dedicato la vita alla ricerca e alla cura delle lesioni del cavo orale. Con loro abbiamo pensato a una piattaforma integrata, in progress, con molti contenuti visual, oltre 30 video, e due webinar con i migliori esperti del settore, uno spazio di formazione per i giovani e di aggiornamento per i colleghi. Ma soprattutto di confronto, una sala congressi virtuale sempre a disposizione in cui proporre progetti e condividere esperienze.

Quali sono i feedback che ha ricevuto dai suoi colleghi in merito al progetto?
Il comitato scientifico in questi primi mesi è fortemente impegnato nel creare una rete, nel coinvolgere varie categorie di operatori sanitari - dagli odontoiatri agli otorinolaringoiatri, dagli igienisti dentali agli assistenti di studio - per ricevere suggerimenti e spunti di riflessione. Abbiamo anche lanciato una prima survey che si concluderà il 30 gennaio e dai primi risultati è evidente come i colleghi vogliano ricevere maggiori informazioni rispetto alle neoplasie del cavo orale per poter meglio interagire con chi entra nei loro studi, informandosi sui fattori di rischio, fornendo un counseling, aiutandolo a conoscere le semplici manovre per un auto esame. C’è un forte interesse e c’è voglia soprattutto di essere protagonisti di un progetto all’avanguardia, di essere noi dentisti, come dico sempre, “sentinelle di salute”.

Ci può anticipare se state già studiando delle evoluzioni del progetto?
I progetti sono molti, fra questi anche l’idea di espandere il progetto a livello europeo perché questo modello possa diventare un messaggio virtuoso anche per altre comunità sanitarie. Restando nell’immediato ci sarà una newsletter periodica, con video e articoli, che verrà inviata agli iscritti della nostra community. Inoltre a tutti coloro che seguiranno i due webinar, che risponderanno alle survey e parteciperanno attivamente alle attività verrà rilasciato un attestato di partecipazione a “Guardati in Bocca”. E poi ci auguriamo di poter ricevere stimoli e suggerimenti da chi visiterà il sito nei prossimi mesi, perché il nostro intento è proprio quello di coinvolgere attivamente quanti più colleghi possibile per creare uno switch culturale e ridurre così tutti insieme, operatori sanitari e cittadini, l’incidenza dei tumori del cavo orale.

Immagine di brgfx - Freepik

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