ATTUALITÀ
15 settembre 2021

L’eccellenza della parodontologia dall’Italia all’ Australia. Intervista al Prof. Alessandro Quaranta pt.1

Patrizia Biancucci

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il professore Quaranta, Clinical Professor presso il Dipartimento di Parodontologia della School of Dentistry dell’Università di Sydney. Dopo la laurea con lode completò il Corso di Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica nel 2005 e successivamente un Dottorato di Ricerca nel 2008, entrambi presso l’Università La Sapienza di Roma, con aggiornamenti scientifici all’Università di Ferrara, di Chieti e presso l’Istituto Stomatologico Toscano, tutte realtà italiane di eccellenza con cui collabora ancora oggi. È cominciato così il lungo percorso del prof. Alessandro Quaranta, iniziato molti anni fa a 15000 km dall’Australia, dove attualmente vive e lavora occupandosi di Parodontologia sia come clinico sia come ricercatore insieme alla moglie.

Prof. Quaranta, il suo è stato un lungo percorso professionale, partito dall’Italia, in giro per il mondo, fino ad arrivare in Australia. Vogliamo ripercorrerlo insieme?

Dopo aver completato il Dottorato nel 2008, presi servizio come Ricercatore presso l’Università Politecnica delle Marche nel 2011, ma nonostante l’esperienza ad Ancona sia stata molto bella, non ero pienamente soddisfatto per cui continuavo a “fantasticare” su un esperienza all’estero e controllavo continuamente gli annunci per posizioni accademiche internazionali. Fu così che un sabato sera, nel novembre 2013, decisi di premere il click che mi avrebbe cambiato la vita. Quella sera infatti trovai un annuncio per una posizione da Senior Lecturer (una posizione a metà tra il nostro Ricercatore e Professore Associato) per la Dental School nazionale dell’Università di Otago, Nuova Zelanda, e compilai la domanda online. Il mese successivo fui invitato ad avere un colloquio tramite video-chiamata e infine nel Gennaio 2014 ricevetti e accettai l’offerta di lavoro, con l’idea di fare un esperienza di due o tre anni per poi rientrare in Italia. Fu così che nel giugno del 2014 presi servizio presso quella che era stata appena votata come migliore Dental School nel mondo. Nell’Agosto del 2015 fui letteralmente ricercato e reclutato dal Dean della Dental School dell’Università della Western Australia, Perth, per una posizione di Direttore del Dipartimento e della Specializzazione di Parodontologia e Responsabile del Servizio Specialistico Pubblico nella stessa disciplina. Nel Gennaio 2016 mi trasferii a Perth, città bellissima e molto isolata, più vicina a Bali e all’Indonesia cha al resto dell’Australia, dove sotto la mia direzione il Programma di Specializzazione fu riaccreditato per i successivi cinque anni. Nel Giugno 2018 lasciai Perth e mi trasferii in Gold Coast, dove accettai una posizione come Professore Ordinario e Direttore delle Specializzazioni presso la Griffith University nella Gold Coast. L’esperienza alla Griffith University è stata interessante ma allo stesso tempo complicata da numerose criticità interne ed esterne. Durante la mia direzione, con il mio team riuscii comunque ad attrarre Visiting Professor internazionali, portare avanti importanti linee di ricerca e formare molti dei nuovi specialisti australiani in Parodontologia, fino a vincere importanti premi scientifici. Nel gennaio 2020 mi sono trasferito a Sydney e ho fondato con mia moglie lo Smile Specialists Suite.

 Attualmente che ruolo accademico ricopre?

Sono Clinical Professor presso il Dipartimento di Parodontologia della School of Dentistry dell’Università di Sydney. Mi occupo prevalentemente di didattica, supervisione clinica e di ricerca per gli Specializzandi in Parodontologia. Dopo 10 anni di carriera accademica a tempo pieno, ad inizio 2020 ho però deciso di concentrarmi di più sull’attività libero professionale e ritagliare più tempo per la famiglia. Il ruolo di Clinical Professor mi permette di conciliare queste priorità personali con la docenza e la ricerca, riducendo allo stesso tempo il coinvolgimento attivo negli aspetti burocratici e politici dell’attività accademica.

 Come funziona il Servizio sanitario pubblico australiano e quali le principali differenze rispetto al nostro in Italia?

Nel sistema sanitario pubblico australiano, sia in campo medico che odontoiatrico, c’è un significativo screening prima di poter accedere a trattamenti specialistici, in quanto gli specialisti scarseggiano. Medici di base, infermieri, dentisti generali e terapisti orali (più o meno il corrispondente dei nostri igienisti ma con uno scope of practice più ampio) costituiscono la prima linea di prevenzione e trattamento. Le terapie specialistiche odontoiatriche nel settore pubblico sono concentrate in alcuni centri di eccellenza: a Sydney, città di cinque milioni di abitanti, in due ospedali universitari, in Western Australia, in uno stato grande quanto l’Argentina, in un solo centro pubblico odontoiatrico l’Oral Health Centre of Western Australia dove sono stato responsabile del servizio specialistico di Parodontologia ed Implantologia. Direi che nell’insieme l’accesso alle cure dentali pubbliche è ottimizzato ma non sempre semplice. Anche a queste latitudini, le liste di attesa sono spesso lunghe e la spesa sanitaria costituisce un budget costoso e ridotto di anno in anno!

 Prof. Quaranta, alla luce della sua esperienza oltreoceano, ci aiuta a individuare delle criticità nel nostro sistema accademico che si potrebbero migliorare?

 Certo, ma prima vorrei sottolineare due aspetti particolarmente positivi del sistema accademico italiano. Il primo riguarda il costo delle tasse universitarie che rimane ancora sostenibile, senza dover ricorrere a costosi prestiti come in molti paesi occidentali. Io stesso quest’anno ho iniziato un Master biennale in una materia non medica e vi assicuro che il costo di questo Master in un università statale australiana sarebbe almeno cinque volte il costo delle tasse universitarie che pagai durante tutti i miei studi universitari in Italia. Il secondo vantaggio è a favore degli accademici grazie alla legge Gelmini che permette un periodo di congedo, per motivi di studio e ricerca presso un ente straniero, mantenendo pienamente la propria posizione lavorativa accademica in Italia per un totale di 5 anni. Fatta questa premessa, esistono molte criticità preoccupanti nell’attuale sistema accademico italiano: la mancanza di mobilità, i salari molto bassi rispetto ad altri Paesi, la ridotta multiculturalità, la scarsa rappresentanza di genere del corpo accademico e la limitata offerta formativa in inglese. In tutte le Dental Schools in cui ho lavorato, sia in Australia che in Nuova Zelanda, ho trovato un ambiente multiculturale con colleghi provenienti da India, America Latina, Paesi Arabi, Stati Uniti e giovani professori in ruoli di leadership e responsabilità. Io stesso ho assunto il mio ruolo di Direttore del Dipartimento, della Specializzazione e Responsabile del Servizio Pubblico Specialistico prima di compiere quaranta anni. Allo stesso tempo, in Oceania il numero di colleghe di genere femminile in ambito accademico, spesso con importanti ruoli di responsabilità, è consistentemente alto. Infine, la ridotta offerta formativa in inglese limita e complica l’accesso al mercato lavorativo internazionale dei nostri studenti e allo stesso tempo non attrae molti studenti stranieri, che in Oceania e negli altri paesi di retaggio anglosassone costituiscono la fonte di introiti maggiore per le istituzioni accademiche.

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