“Erano mille, erano giovani e molti e ora sono più colti!”
Non si tratta certo dei garibaldini imbarcati a Quarto e descritti per licenza poetica alla maniera della Spigolatrice di Sapri che, per altro, racconta le gesta di un’altra spedizione, di un altro condottiero e di altri giovani patrioti, ma si fa riferimento ai numerosissimi partecipanti al Congresso Internazionale AIOP del 13-15 novembre, a Bologna, sull’usura dentale. Un risultato di tutto rispetto, in termini di affluenze che non poteva essere dato per scontato, soprattutto di questi tempi, ma che, decisamente, non è dovuto al caso, o almeno, non solo a questo e non più di tanto.
Una Accademia, la nostra, l’AIOP che si è impegnata molto e in cui i vari soci attivi, hanno cercato, ognuno a suo modo ed ognuno secondo le proprie attitudini, di darsi da fare per il bene comune. I nostri dirigenti e i loro relativi consigli direttivi, come dovrebbe essere, ma come invece, raramente avviene, hanno dato l’esempio.
Vorrei partire citando e ringraziando il Dott. Gianni Persichetti e l’Odt. Valter Bolognesi, rispettivamente presidente e responsabile della sezione odontotecnica del biennio 2023-2024 che si sono trovati a dirigere l’Accademia in un periodo di “burrasca” per usare una terminologia marinaresca, ma che descrive e rende bene l’idea.
Il loro impegno, il loro entusiasmo e le loro fatiche, sono state accolte in pieno dalla nuova dirigenza, quella in corso, quella che è stata l’artefice di questo quarantatreesimo Congresso AIOP.
L’attuale presidente, Dott. Gaetano Noè e il dirigente, Odt. Nicolino Angeloni non si sono certo risparmiati, anzi, si sono letteralmente “spremuti”. Una “spremitura” contagiosa, la Loro che, come ho detto in precedenza, ha saputo coinvolgere molti altri e i risultati si sono visti, si vedono e, sono certo si vedranno.
L’usura dentale, come scelta del tema congressuale non è frutto del caso, ma fa parte di una visione e di un disegno ben preciso e in perfetta coerenza con altre iniziative di casa AIOP. Anche il modo in cui questo argomento è stato gestito e trattato è frutto di una precisa strategia, di impegno ed esperienza.
AIOP ha voluto affrontare la grave ed ahimè, sempre più attuale ed ingravescente problematica dell’usura dentale, lanciando una sfida a questo disturbo invalidante.
In primis, cercando di dargli una precisa collocazione nosologica che possa essere accettata e condivisa dal maggior numero di operatori possibile: è decisamente importante dare un nome ed un volto al nemico, leggi l’usura dei denti.
Una diagnosi mirata, conoscenze sull’eziologia e sulla patogenesi, un serio impegno alla prevenzione e un raggio d’azione terapeutico il più ampio possibile sono state le risposte che AIOP ha voluto dare al suo Congresso per arginare e contrastare l’usura delle nostre dentature e aggiungo sia naturali che artificiali, ovvero, protesiche, comprese quelle su pilastri implantari.
IL PRE-CONGRESSO
Se è vero il detto che, “il buon giorno si vede dal mattino”, il Corso precongressuale tenuto dal ginevrino Dott. Didier Dietschi, figura clinica di chiara fama internazionale, fortemente voluto dal direttivo ed invitato dal suo amico e compagno di studi dott. Massimo Fuzzi, nostro socio attivissimo, nonché past presidente dell’Accademia, ha avuto un’affluenza che ha di gran lunga superato le più rosee aspettative.
Il dott. Dietschi ha tenuto un corso sull’usura dentale ad ampissimo raggio, partendo dagli aspetti diagnostici e in particolare cercando di dare luce a quelli meno evidenti, per promuovere ed incentivare un approccio intercettivo a tale problematica. Prevenire è meglio che curare. A volte, però, curare è necessario ed ecco che Didier ci ha offerto tutta una serie di opzioni terapeutiche a vari livelli di complessità e di impegno atte, di volta in volta, ad essere applicate in base alle diverse situazioni da affrontare.
IL CONGRESSO, LA SALA PLENARIA
Lo stesso dott. Didier Dietschi, proseguendo e terminando il suo ampio excursus congressuale, ha dato il via alla prima giornata di Congresso, il venerdì mattina.
Un’altra lungimirante ed interessante iniziativa voluta dal dirigente Odt. Nicolino Angeloni e dal presidente Dott. Gaetano Noè, al fine di offrire una visione più ampia e completa di questa problematica, è stata quella di voler coinvolgere trattando l’usura dentale, un team di specialisti non odontoiatri, composto da uno psichiatra e da quattro dott.sse, psicologhe e nutrizioniste. Usura dentale nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è stato il titolo della loro interessantissima relazione congiunta.
Si fa presente che su questo specifico intervento, AIOP ha pubblicato un documento dedicato.
Unico e vincente, da sempre made in AIOP e solo in AIOP, l’approccio combinato delle due figure, quelle dell’Odontoiatra e dell’Odontotecnico idealmente fuse in una sola entità terapeutica, ha segnato il format delle relazioni a venire del pomeriggio del venerdì. Anche in questo caso, senza levare niente alla qualità delle diverse relazioni, ma la loro ben distribuita “sequenza espositiva” ha rappresentato un qualcosa in crescendo, come in una sorta di “Bolero” che, in qualche modo le ha esaltate, rendendole parti armoniche di una stessa sinfonia, giusto per proseguire con la metafora di carattere musicale.
Usura richiama al concetto di asportazione e/o perdita di un qualcosa. Nel caso della dentatura e nella fattispecie, quando l’usura coinvolge la parte occlusale del o dei denti, il ripristinarne la morfologia anatomica andata persa implica inserire un ingombro strutturale fra le battute antagoniste dei denti, il che rimanda, di conseguenza ad un relativo e necessario aumento della dimensione verticale, DV.
Il piano di trattamento step by step: quando, come e perché aumentare la dimensione verticale è stato il titolo della relazione della coppia Dr. Beppe Allais, Odt. Walter Gebhard.
Se occorre ripristinare un qualcosa che è andato perso e se si opta di utilizzare, a tal fine, una tecnica adesiva, occorre ben conoscere non solo i materiali adesivi, ma anche i diversi possibili substrati su cui si confida di ottenere l’adesione. Di questo hanno discusso la Dr.ssa Irena Sailer e l’Odt. Vincent Fehmer, con la loro relazione dal titolo: Il piano di trattamento step by step: adesione sui diversi substrati, scelta e lavorazione dei materiali.
La giornata del venerdì è stata conclusa dalla coppia formata dal Dott. Riccardo Becciani e dall’Odt. Roberto Tintinaglia che hanno presentato una relazione dal titolo: Il piano di trattamento step by step: restauri a spessori ridotti: limiti e possibilità.
Non è facile commentare in modo adeguato e consono la loro relazione. Mi rifaccio ad un riferimento che, il Dott. Didier Dietschi fece a un certo punto della sua relazione sull’arte italiana del Rinascimento. Disse che rimase colpito da “cotanta bellezza” e che questo lo ha spesso spinto ad operare non solo per il ripristino della salute, della forma o della funzione, ma per cercare di ridare o creare bellezza. Ecco, quindi che bellezza ed eleganza descrivono meglio di ogni altra cosa la bellissima relazione di questi due grandiosi professionisti.
Il sabato 14, ultima giornata di Congresso, alla domanda: "STRATEGIE DI TRATTAMENTO: RIABILITAZIONI CONSERVATIVE, RESTAURATIVE E PROTESICHE: QUALE È IL CONFINE?", hanno dato risposta due coppie di relatori.
La prima, formata dal Dr. Riccardo Ammannato e dall’Odt. Maximiliano Valle ha proposto una metodica di approccio conservativo attraverso l’applicazione della loro tecnica, la Index Technique che trova l’indicazione in situazioni di usura moderata e che prevede lo stampaggio in composito dell’anatomia occlusale andata perduta attraverso mascherine dedicate e con preparazioni minimali alle superfici dentali residue.
La seconda coppia, formata da due professionisti di comprovata esperienza, il Dr. Marco Nicastro e l’Odt. Francesco Ferretti, ha spostato l’approccio terapeutico a situazioni maggiormente compromesse o dove, in ogni caso, la scelta operativa era quella di intervenire in modo riorganizzativo sulle superfici dento-occlusali.
The last, but not the least, a latere delle presentazioni in sala primaria il vasto programma Congressuale, come di prassi e consuetudine prevedeva:
SESSIONI PARALLELE e WORKSHOP. LE SESSIONI PARALLELE si dividevano in due gruppi: per Odontotecnici e per Igienisti dentali.
- Per la Sessione Odontotecnici il “portentoso” Gioacchino Cannizzaro ha tenuto le redini a due odontotecnici di razza quali Carlo Borromeo e Tiziano Cantù. Il trio ha parlato di implanto protesi in una chiave che oltre alla tecnica ed al protocollo tenesse in considerazione il paziente e, in particolare un certo tipo di paziente, quello che per tutta una serie di motivi non può accedere al gold standard terapeutico, ma che non per questo non ha il diritto di poter essere curato. Umanesimo e odontoiatria? Perché no, sarebbe un bell’argomento e sicuramente un importante momento di riflessione per ognuno di Noi. Bravi e AIOP li ringrazia.
- Per la Sessione degli igienisti, relatori di grande esperienza e competenza quali la Dr.ssa Lucrezia Parma Benfenati e la Dr.ssa Marisa Roncati, ospiti frequenti della nostra Accademia si sono divise le due giornate congressuali affrontando nella prima aspetti principalmente legati alla diagnosi e alla terapia di mantenimento igienico-parodontale per poi proseguire, il sabato, con aspetti relativi a diversi approcci terapeutici mediante l’utilizzo del Laser a diodi.
- Molto interessanti i WORKSHOP tenuti dalle aziende nostre sponsor che anno visto il coinvolgimento di Alessandro Preti per Dentsply Sirona, di Stefano Gracis e Luca Vailati per Solventum, di Giorgio Rappelli, Mauro Merli e Luca Aquilant per Thommen, di Angelo Canale e Olga Zubatenko per 3Shape, di Claudio Fusinato per ZirzonZahn, di Pietro Venezia per Align tech e di Alberto Pispero per Rhein83.
- Anche la sessione AIOP Young ha avuto una risposta positiva, tanto in termini di partecipazione che in qualità dell'argomento discusso con il Dr. Alessandro Iorio Siciliano, il Dr. Andrea Baldi e l'Odt. Vincenzo Mutone che hanno fornito indicazioni e flusso di lavoro per la gestione del piano di trattamento protesico nei restauri parziali.
- Infine la sessione dedicata alle ASO, dove la Dr.ssa Maria Sofia Rini ha parlato del rapporto fra le assistenti dello studio odontoiatrico ed il paziente soffermandosi con particolare attenzione sul come comunicare al meglio.
Per concludere, la Cena di Gala del venerdì, dove le fatiche e le tensioni congressuali si sono dissolte nelle regali sale del palazzo Reale in p.zza Maggiore a Bologna, quella in cui “non si perde neanche un bambino” per dirla alla Lucio Dalla.
Un Congresso fantastico, quindi, sia per i contenuti che per le affluenze in termini di numero e di livello. Molti giovani, neolaureati e neodiplomati e anche alcuni studenti, hanno creato un clima di contiguità e continuità che ha contribuito a dare ancora più luce a questa ben riuscita manifestazione.
Grande soddisfazione da parte degli Sponsor che, tra le tante, si sono sentiti a casa loro. Questo non è poco. Non si vive di solo pane.
Un grazie particolare va al presidente Dott. Gaetano Noè e all’inesauribile reggente Odt. Nicolino Angeloni per l’impegno, la presenza e le capacità ideative ed organizzative mostrate. Grazie al consiglio Direttivo che ha saputo dare un ampio supporto tecnico umano e logistico. Grazie alla Segreteria Organizzativa, a Giulia, Veronica e Michela che hanno fatto filare tutto liscio da dietro alle quinte. Grazie a Francesco Angelone, stratega e partner nella comunicazione.
Scusandomi se ci si fosse scordati di menzionare qualcuno, si sarebbe incluso in un Grazie collegiale a tutti coloro che si sono adoperati alla realizzazione ed al buon esito di questo Congresso e dove il risultato, sono certo, li abbia ampiamente e giustamente ripagati.