ATTUALITÀ
21 settembre 2026

Un nuovo white paper chiede di integrare la salute orale nell’assistenza sanitaria generale

EFP

Un nuovo white paper della European Federation of Periodontology (EFP) e della European Association of Dental Public Health (EADPH) invita a una più stretta collaborazione tra professionisti dell’odontoiatria, della medicina, della sanità pubblica e dell’assistenza sociale. Oral health and systemic health outcomes: a call for interdisciplinary action riunisce le evidenze provenienti dalla parodontologia, dalla medicina e dalla sanità pubblica e formula raccomandazioni per la pratica clinica, le politiche sanitarie, la formazione e la ricerca.

Elaborato da un gruppo di lavoro congiunto EFP/EADPH, con il supporto di Oral-B, il white paper è stato presentato il 3 settembre in occasione dell’Oral Health Research Congress 2026, tenutosi a Lisbona, in Portogallo, durante il simposio “Oral and systemic health – A call to action!”. Le patologie orali interessano circa 3,5 miliardi di persone nel mondo e condividono importanti fattori di rischio modificabili con le principali malattie non trasmissibili (NCD), tra cui il consumo di zuccheri liberi, tabacco e alcol. Sono inoltre influenzate da determinanti sociali e commerciali della salute comuni.

Secondo il documento, questi elementi condivisi rappresentano una solida motivazione per integrare la salute orale nelle più ampie strategie sanitarie attraverso un approccio basato sui fattori di rischio comuni, anziché affrontare le diverse patologie in compartimenti separati. Tra le patologie orali, la parodontite è attualmente quella per la quale esistono le evidenze più solide di un’interazione con la salute generale. È stato dimostrato che il trattamento della parodontite può migliorare il controllo glicemico nelle persone con diabete, così come alcuni marker surrogati dell’infiammazione e della funzione vascolare, sebbene rimangano limitate le evidenze relative a un effetto sui principali eventi clinici.

«La salute orale merita un posto all’interno di un approccio più integrato alla cura del paziente», ha dichiarato Moritz Kebschull, autore principale del documento e past president dell’EFP. «Una maggiore consapevolezza, insieme ad appropriati percorsi di screening e invio tra team odontoiatrici e medici, potrebbe fare una differenza significativa per i pazienti».

Il white paper è stato sviluppato in seguito a una riunione congiunta del gruppo di lavoro tenutasi a Francoforte nel gennaio 2026. Esperti di parodontologia, sanità pubblica odontoiatrica, epidemiologia e prevenzione hanno lavorato insieme a rappresentanti della sanità pubblica e della medicina organizzata per esaminare le evidenze disponibili ed elaborare raccomandazioni condivise.

Pubblicato su Periodontology 2000, il documento chiede che la salute orale venga riconosciuta come una priorità di sanità pubblica e integrata nei sistemi sanitari, nelle strategie per le malattie non trasmissibili e nella copertura sanitaria universale. Raccomanda inoltre di inserire la salute orale, la prevenzione e la collaborazione interprofessionale nella formazione dei professionisti sanitari e dell’assistenza sociale.

Un’altra priorità riguarda la riduzione delle disuguaglianze, attraverso politiche e interventi capaci di affrontare le differenze evitabili esistenti tra gruppi socioeconomici, nelle diverse fasi della vita e tra le popolazioni vulnerabili. «Le politiche per la salute orale non possono essere separate dalle più ampie politiche sanitarie», ha dichiarato Mia Rakić, presidente dell’EFP. «Questo white paper offre ai decisori politici un quadro basato sulle evidenze per un’azione coordinata tra professioni e settori diversi».

Il documento conclude che l’integrazione della salute orale nell’assistenza sanitaria generale richiederà una collaborazione continuativa tra professionisti odontoiatrici e medici, autorità sanitarie pubbliche, formatori, decisori politici, pazienti e comunità.

 

Immagine di copertina by AI (ChatGPT).

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