ATTUALITÀ
21 ottobre 2022

Presentato al CNEL il fascicolo elettronico sanitario: sinergia tra Sanità Militare e Sanità Civile

Patrizia Gatto

Il 18 ottobre si è svolto il convegno presso l’affascinante Sala del Parlamentino del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, promosso della CIU–Unionquadri e CNEL, presente con i suoi massimi vertici, il Presidente Tiziano Treu, il Segretario Generale Mauro Nori e il Consigliere, Francesco Riva, che ha moderato la giornata.

Il tema trattato è stato incentrato sulle esperienze della Sanità Militare, rappresentata dal Ten. Gen. Aldo Sebastiani e dal Col. Stefano Palomba dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare, maturate nei difficili anni di pandemia nell’ambito degli sviluppi informatici e della telemedicina, in presenza del Direttore Generale della digitalizzazione, del sistema sanitario e della statistica del Ministero della Salute, Giuseppe Viggiano, con cui sono maturati importanti confronti e sinergie tra sanità civile e sanità militari.

Grazie anche alla collaborazioni con le eccellenze del mondo civile, presenti in qualità di relatori quali Roberto Basili, dell’Università di Tor Vergata e dagli ingegneri Giuseppe Celeste e Massimo Mancini, Chief Enterprise Market Officer di TIM, il progetto di digitalizzazione della Sanità Militare presentato dall’Ispettorato Generale della Sanità Militare, a cura dei suoi vertici e realizzato in collaborazione con Enterprice Tim, è stato realizzato rapidamente e ha come obiettivo l’organizzazione delle informazioni sanitarie in ambito Militare.

Il cuore del progetto risiede nel fascicolo elettronico del paziente ed è contenuto nella CI o nello spid che accede a una piattaforma clinica basata su semplici principi di funzionalità, per renderla usufruibile agli operatori sanitari.

Gli strumenti digitali devono essere usufruibili per gli operatori, la complicanza crea muri , allontana – afferma Giuseppe Celeste e continua – Le interfacce sono facili per un utilizzo agile come accade per gli smartphone”. Il vantaggio del fascicolo elettronico è molteplice, come ben descritto da tutti i relatori: per il paziente che non dovrà più presentarsi al medico curante o allo specialista con tutti i documenti sanitari precedenti o dover descrivere le tipologie di cure e farmaci a cui si sta sottoponendo; per l’operatore sanitario e lo specialista che possono avere un quadro generale del paziente anche in un consulto di telemedicina o di diagnostica a distanza ed effettuare una diagnosi e proporre una cura al paziente, anche consultando una piattaforma cognitiva clinica, la letteratura e i possibili conflitti nei piani di cura farmacologici.

Più piattaforme dunque interfacciate e gestite con selezionati sistemi di IA che consentono nuovi servizi di prossimità e nella direzione della medicina personalizzata. Ultima ma non meno importante è la possibilità di enormi volumi di dati che possono intercettare rischi sanitari e rendono possibili decisioni veloci e organizzate. Un esempio di eccellenza italiana e di convergenze, traslabili nella sanità civile e di grande utilità nella prospettiva della collaborazione europea. Anche un segnale delle evoluzioni che sono possibili nella Pubblica Amministrazione, partendo da processi di gestione manageriale Il fascicolo sanitario elettronico, che in alcune regioni è parzialmente attivato, non è dunque una chimera, ma una realtà che può essere realizzata ma, come premesso da Giuseppe Viggiano in un sistema sanitario regionalizzato, non si possono negare alcune problematiche.

L’esperienza della Sanità Militare illustrata deriva anche da una programmazione a medio-lungo termine che ha l’obiettivo strategico di implementare la qualità del servizio sanitario militare per poi trasferirlo alla società civile, come ben illustrato dal relatore Stefano Palomba. Punti di forza sono la visione è a 5-10 anni e la valorizzazione degli investimenti precedenti. Lo stesso Generale Sebastiani nelle presentazione sottolinea l’aspetto vincente di usare i fondi strutturali europei per il mantenimento dell’aggiornamento del sistema. Questo rapido processo di digitalizzazione è stato favorito dalla gestione di una “miniera” di dati sanitari nazionali, da una catena decisionale molto corta, come sottolinea Francesco Riva, e dalla possibilità di una esperienza sul campo nazionale. Tutto questo è ora disponibile per gli altri ministeri.

Quello che mi piace di questo sistema militare è che sia di tipo nazionale senza barriere e a disposizione nazionale, restituibile al sistema sanitario”, afferma Massimo Mancini nel suo intervento. Il Segretario Generale del CNEL Mauro Nori chiude il convegno non indicando conclusioni ma commentando che i relatori hanno accompagnato i presenti in sistemi complessi e in una Pubblica Amministrazione sempre più informatizzata e presidiata dall’intelligenza artificiale. Se l’intelligenza artificiale può essere anche mal indirizzata, in questo caso si è visto un’eccellenza applicativa. Mancini sottolinea le maggiori disponibilità delle PA e l’apertura delle strutture militari; accanto ai temi scientifici e tecnologici è necessaria la disponibilità al cambiamento.

Rimane sempre fondamentale il fattore umano perché “le organizzazioni sono fatte anche di sentimenti e di anime” e di differenze territoriali. Ma centralizzare le informazioni è il vero potere delle organizzazioni. Avere il fascicolo sanitario nazionale sarebbe un punto di partenza e di eccellenza che il nostro Paese si può permettere.

Salutando i partecipanti il Consigliere Francesco Riva ha auspicato che questa sinergia tra Sanità Militare e Sanità Civile siano una prassi costante.

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