ATTUALITÀ
22 settembre 2026

Antibiotici nelle urgenze odontoiatriche: uno studio richiama sull’appropriatezza prescrittiva

Redazione Management Odontoiatrico

Una nuova revisione fa il punto sulle evidenze relative alla sedazione in odontoiatria, analizzando farmaci, vie di somministrazione, caratteristiche del paziente, monitoraggio e Un audit condotto in un ospedale universitario francese evidenzia criticità soprattutto nelle patologie pulpari e periapicali. Un intervento basato su feedback e formazione non ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo, suggerendo la necessità di strategie di antimicrobial stewardship continuative.

L’uso appropriato degli antibiotici rappresenta una delle principali strategie per contrastare l’antimicrobico-resistenza e anche l’odontoiatria è chiamata a contribuire. Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Oral Health ha analizzato le prescrizioni effettuate in un servizio universitario di emergenza odontoiatrica, valutando anche se audit, feedback e formazione potessero migliorare le pratiche prescrittive. Lo studio è stato condotto nel 2025 presso l’University Hospital of Marseille, attraverso due audit prospettici della durata di due settimane, realizzati prima e dopo un intervento educativo. Complessivamente sono stati inclusi 640 pazienti e l’appropriatezza è stata valutata sulla base delle raccomandazioni della European Society of Endodontology (ESE).

Gli antibiotici sono stati prescritti nel 30,3% delle consultazioni, per un totale di 193 pazienti. L’analisi ha evidenziato come il problema fosse particolarmente rilevante nelle diagnosi pulpari e periapicali: tra i pazienti appartenenti a questo gruppo che avevano ricevuto un antibiotico, 112 prescrizioni su 113, pari al 99,1%, sono risultate inappropriate secondo i criteri adottati. Nelle altre categorie diagnostiche, la percentuale di prescrizioni inappropriate è stata invece del 35% (28 su 80).

Il dato non può essere esteso alla pratica odontoiatrica nel suo complesso: riguarda infatti uno specifico servizio ospedaliero di emergenza e, per quanto concerne il 99,1%, esclusivamente il sottogruppo di pazienti con patologie pulpari o periapicali ai quali era stato prescritto un antibiotico. Evidenzia tuttavia una criticità sulla quale gli autori richiamano l’attenzione: in molte condizioni di origine endodontica, la gestione dovrebbe basarsi principalmente sul trattamento odontoiatrico locale, riservando gli antibiotici alle situazioni nelle quali sono effettivamente indicati.

Lo studio ha inoltre valutato l’effetto di un intervento comprendente feedback individuali, sessioni di gruppo e workshop formativi. Dopo l’intervento, l’appropriatezza della decisione di prescrivere o non prescrivere l’antibiotico in relazione all’indicazione clinica è passata dal 71,9% al 77,6%, senza tuttavia raggiungere una differenza statisticamente significativa (p=0,822).

Secondo gli autori, un singolo ciclo di audit e feedback potrebbe quindi non essere sufficiente a determinare cambiamenti significativi nelle abitudini prescrittive. I risultati sostengono piuttosto la necessità di strategie di antimicrobial stewardship continuative e multifattoriali, associate alla corretta diagnosi e alla possibilità di eseguire tempestivamente il trattamento odontoiatrico necessario.

Lo studio, “Appropriateness of antibiotic prescribing in dental practice: results of two clinical audits conducted at a university hospital”, è stato pubblicato il 18 settembre 2026 su Frontiers in Oral Health.

 

Immagine di copertina by AI (ChatGPT).

Copyright © – Riproduzione vietata. Tutti i diritti riservati.

Advertising
Advertising
Advertising
Advertising
Advertising

 

Copyright © 2026 management odontoiatrico Tutti i diritti riservati - P. Iva 09954760014
CREDITI