ATTUALITÀ
23 settembre 2025

Uso del paracetamolo in gravidanza: confermate le raccomandazioni europee

AIFA

Il paracetamolo è tra i farmaci più comunemente prescritti anche in odontoiatria. Il suo principio attivo è noto per l’attività antipiretica e analgesica, pur possedendo un debole effetto antinfiammatorio. In ambito odontoiatrico viene spesso utilizzato per la gestione del dolore in seguito a procedure chirurgiche dentarie. La sua efficacia analgesica, associata a un buon profilo di tollerabilità gastrica e a un rischio minimo di interferenza con la coagulazione, lo rende una scelta preferenziale in molte situazioni cliniche, comprese quelle che coinvolgono donne in gravidanza.

Alla luce delle dichiarazioni del presidente USA circa l’uso del paracetamolo durante la gestazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha voluto conferma l’assenza di nuove evidenze che impongano modifiche alle raccomandazioni attuali. Questo aggiornamento riguarda anche l’utilizzo del farmaco in ambito odontoiatrico, dove spesso è indicato come prima scelta in gravidanza per il controllo del dolore dentale.
Segue il comunicato ufficiale dell’AIFA.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) informa che, alla luce delle più recenti valutazioni scientifiche effettuate a livello europeo, non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni in vigore sull’uso del paracetamolo in gravidanza.

Il paracetamolo (acetaminofene), ampiamente utilizzato per il trattamento della febbre e del dolore, può essere impiegato durante la gravidanza, se clinicamente necessario. I dati disponibili non evidenziano associazioni con un aumento del rischio di autismo né con malformazioni del feto o del neonato.

Una revisione condotta nel 2019 dal Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sugli effetti del paracetamolo sullo sviluppo neuroevolutivo nei bambini esposti in utero ha concluso che le evidenze disponibili risultano non conclusive e e non supportano modifiche alle attuali raccomandazioni sull’uso in gravidanza. Le esperienze d’uso in ampie coorti di donne in gravidanza confermano, inoltre, l’assenza di rischi malformativi o tossici.

Si raccomanda comunque di utilizzare il paracetamolo durante la gravidanza, alla dose efficace più bassa, per il periodo di tempo più breve possibile e con la frequenza minima compatibile con il trattamento.

L’EMA, in collaborazione con le autorità regolatorie degli altri Stati membri dell’Unione Europea, continuerà a monitorare costantemente la sicurezza dei medicinali contenenti paracetamolo e ad aggiornare le informazioni disponibili qualora emergessero nuovi dati.

 

Immagine di copertina by Fauzi/Adobe Stock.

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