ATTUALITÀ
25 giugno 2026

L’Igienista dentale: sentinella della salute del cavo orale per la prevenzione dei tumori nei giovani

Gianna Maria Nardi

L’Igienista dentale è un professionista sanitario che si dedica alla tutela della salute della persona, della comunità e dell’ambiente, operando con competenza, responsabilità e comportamenti prosociali, come sancito dall’art. 2 del Codice Deontologico. La sua attività si fonda su evidenze scientifiche, linee guida e buone pratiche cliniche, nel rispetto dei principi etici, bioetici e morali. Questa figura professionale contribuisce attivamente alla ricerca, all’innovazione tecnologica e allo sviluppo della sanità digitale, svolgendo un ruolo centrale nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria delle patologie del cavo orale. Particolare rilevanza assume la capacità di intercettare precocemente segni e sintomi sospetti, promuovendo al contempo stili di vita sani attraverso un efficace approccio motivazionale.

L’Igienista dentale riveste un ruolo strategico nei programmi di prevenzione, sia in ambito pubblico sia privato, accompagnando il paziente lungo tutto il corso della vita, dai primi mille giorni fino all’età adulta. Tuttavia, l’attenzione ai pazienti giovani è oggi fondamentale: abitudini come il fumo, il consumo di alcol e comportamenti a rischio, inclusi quelli legati al sesso orale e all’infezione da HPV, contribuiscono ad abbassare l’età d’insorgenza del carcinoma orale, con un aumento dei casi tra i 30 e i 40 anni. La prognosi resta fortemente condizionata dalla diagnosi tardiva. Nella pratica clinica, i protocolli di prevenzione prevedono richiami periodici per il mantenimento dell’eubiosi orale, associati a un’attenta valutazione dei tessuti dento-parodontali e delle mucose. Questo consente di personalizzare le strategie di igiene orale domiciliare e di individuare precocemente eventuali condizioni a rischio. L’osservazione clinica deve includere non solo il cavo orale, ma anche labbra, area periorale e linfonodi, attraverso ispezione e palpazione delle strutture molli.

Pur non formulando diagnosi, l’Igienista dentale svolge un ruolo di “sentinella”, riconoscendo segni clinici sospetti come dolore persistente, disfagia, leucoplachie, eritroplachie, sanguinamenti anomali o lesioni verrucose e indurite. In presenza di tali condizioni, è fondamentale indirizzare tempestivamente il paziente all’odontoiatra per gli opportuni approfondimenti diagnostici. Come indicato dalle linee guida, particolare attenzione va riservata alle lesioni che non si risolvono entro due settimane, per le quali può rendersi necessario il coinvolgimento del patologo orale. L’educazione alla prevenzione nei giovani rappresenta un pilastro fondamentale: promuovere la consapevolezza dei comportamenti a rischio e favorire l’autovalutazione contribuisce all’intercettazione precoce delle lesioni. In questo contesto, l’impiego di tecnologie dedicate può supportare l’osservazione clinica. Tra le tecnologie basate sull'autofluorescenza, il dispositivo Goccles sfrutta la fluorescenza intrinseca dei tessuti del cavo orale mediante speciali filtri ottici integrati negli occhiali del dispositivo, utilizzati in combinazione con una comune lampada fotopolimerizzante odontoiatrica a LED. La sorgente luminosa deve emettere nel range compreso tra 450 e 515 nm, consentendo l'eccitazione dei fluorofori endogeni presenti nella mucosa orale.

Figg. 1a, 1b: A sinistra, immagine clinica convenzionale (Fig. 1a); a destra, visualizzazione mediante dispositivo Goccles. L'aree scura indica una perdita di autofluorescenza rispetto alla fluorescenza verde omogenea dei tessuti sani (Fig. 1b).

 

I filtri selettivi degli occhiali permettono all'operatore di osservare il pattern autofluorescente dei tessuti: in condizioni fisiologiche, la mucosa sana appare caratterizzata da una fluorescenza verde omogenea, mentre eventuali alterazioni possono manifestarsi come aree più scure, indicative di una perdita di autofluorescenza e meritevoli di ulteriori approfondimenti diagnostici. Tale metodica rappresenta un ausilio all'esame clinico convenzionale nella selezione delle lesioni sospette da sottoporre a ulteriori accertamenti diagnostici e non sostituisce l'esame istopatologico ai fini della diagnosi definitiva. Costituisce tuttavia un valido supporto per l'individuazione precoce di lesioni potenzialmente sospette, contribuendo a migliorare l'efficacia e la sicurezza delle attività di prevenzione e screening. La prevenzione dei tumori del cavo orale nei giovani si basa quindi sulla capacità dell’igienista dentale di osservare, ascoltare ed educare, orientando il paziente verso percorsi diagnostici tempestivi. Promuovere lo screening orale significa rafforzare la cultura della prevenzione e contribuire concretamente alla tutela della salute della comunità.

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