ATTUALITÀ
26 febbraio 2021

Il rilancio dell’Ortodonzia: considerazioni di un’ortodontista esclusivista a un anno della crisi pandemica

Patrizia Biancucci
Qualche temo fa, parlando con un’amica e raccontando del mio lavoro come Ortodontista esclusivista, le ho confidato una domanda che da mesi mi passa per la testa “Come è possibile che, in piena crisi pandemica, mentre altri colleghi registrano un calo di attività odontoiatrica, io ho ancora tanto lavoro?”. La mia impressione è che l’Ortodonzia “regga” rispetto ad altre branche visibilmente in calo. Perché? La prima cosa che ho pensato, rispetto al notevole aumento di adulti trattati con allineatori trasparenti, è stato il soddisfacimento del bisogno profondo di autorassicurazione rispetto al senso di frustrazione indotto dall’isolamento forzato e dal bombardamento di criticità pandemiche (economia, emergenza sanitaria, lavoro, relazioni sociali, violenza, depressione, futuro incerto, instabilità politica) che peggiora il tono dell’umore e fa perdere la motivazione, tanto da indurre molte persone a cercare altre gratificazioni, come potrebbe essere ritrovare l’estetica del sorriso e regalarsi una terapia ortodontica. Un modo quindi per sottrarsi alle previsioni più nefaste degli “esperti” virologi, complici i media con notizie allarmanti in prima pagina e in TV: e allora, visto che non posso andare al ristorante, all’aperitivo, al cinema, a teatro, niente vacanze o viaggi, faccio qualcosa “per me” e sposto l’attenzione sui miei denti, assisto al loro progressivo spostamento, con un obiettivo positivo: ottenere il nuovo sorriso che desideravo da tanto tempo. Ma, mi sono detta, questo è un mio pensiero che forse non ha valore, malgrado l’esperienza pluridecennale come ortodontista ancora in piena attività.
E allora ho cercato notizie attendibili, tra queste un articolo di Roberto Rosso, presidente Key-Stone, del 23 ottobre 2020 nel quale la domanda di prestazioni dentistiche per il 2021 era stimata intorno al -13%, un italiano su quattro, tra i 20 e i 74 anni, avrebbe rinunciato al dentista, salvo le urgenze, quasi 8mila studi dentistici sarebbero andati incontro a una “situazione recessiva potenzialmente nefasta” fino alla chiusura dell’attività per alcuni. Però a un certo punto Rosso, sulla base della ricerca Key-Stone, segnala una nota ottimistica riguardo bambini e adolescenti, tra i 6 e i 19 anni, ai quali la famiglia vorrà garantire trattamenti ortodontici, controlli e prestazioni di routine. E già questa è stata una prima spiegazione ai miei interrogativi, ma rimanevano i tanti adulti, tra i 20 e i 70 anni circa, con la richiesta di migliorare il proprio sorriso, ai quali potevo proporre solo la cosiddetta ortodonzia invisibile, salvo ovviamente rare eccezioni.
Sempre a supporto delle mie impressioni, cerco ancora e trovo un articolo di Jeremy Booth, su Dental Tribune International, dal titolo eloquente “A prova di pandemia? Align Technology ha stabilito un nuovo record di vendita di allineatori trasparenti nel 2020”.
Stiamo parlando di un’azienda leader produttrice di allineatori, la Align Technology che nel 2020 ha venduto 1,6 milioni di allineatori trasparenti. Quando gli studi dentistici hanno riaperto a metà del 2020, dopo la prima ondata di blocchi, si pensava che l’elevato numero fosse dovuto alla domanda repressa. Poi è stato ipotizzato come fattore aggiuntivo l’“effetto Zoom”. Infatti a causa della pandemia, milioni di persone in tutto il mondo, durante la giornata lavorativa, sono state improvvisamente accompagnate da video in miniatura di se stessi, come fosse un continuo promemoria dei propri difetti percepiti, ed è ipotizzabile che questo abbia aumentato la domanda di trattamenti cosmetici ed estetici, tra cui le cure ortodontiche. Basti pensare che nel quarto trimestre del 2020, l’utilizzo di Invisalign da parte di adulti e adolescenti è aumentata rispettivamente del 36,7% e del 38,7%. Sempre nel quarto trimestre 2020, l’azienda ha spedito casi a 77.000 dentisti in tutto il mondo, di cui 7.300 erano clienti per la prima volta, come riferito da Joseph M. Hogan, presidente e CEO di Align Technology.
E a questo punto mi chiedo “Quanto la pandemia da Covid-19 ha accentuato i vantaggi e la pervasività del digitale, anche nel settore odontoiatrico, primo fra tutti quello ortodontico?”. L’ortodonzia infatti è stata la prima a utilizzare il workflow digitale, i sistemi terapeutici come gli allineatori, e adesso i controlli clinici in remoto, la comunicazione efficace con i pazienti, gli strumenti virtuali per ridurre al minimo gli appuntamenti in studio e fornire un trattamento personalizzato per soddisfare le esigenze del momento e ridisegnare il futuro sorriso. Anche le aziende sono state in grado di interagire con più dentisti attraverso programmi di supporto, soprattutto durante i lockdown, facendo maggiori sforzi nel fornire ai dentisti soluzioni per il flusso di lavoro digitale.
Prima di concludere, un’altra spiegazione che mi do è la rinnovata sensibilità dei colleghi odontoiatri nell’inserire l’Ortodonzia nelle riabilitazioni importanti con piani di cura multidisciplinari, problematiche implantari, parodontali ed estetiche, considerando che anche il paziente ha una nuova sensibilità rispetto alla propria salute orale, agli obiettivi da raggiungere e alla partecipazione interattiva nei processi delle cure odontoiatriche.
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