ATTUALITÀ
27 febbraio 2026

Libertà professionale e attività extra-sanitaria: chiarimenti dalla CAO di Torino

Redazione Tueor Servizi

Può un odontoiatra essere anche amministratore di una Srl immobiliare senza violare le regole deontologiche? La domanda, arrivata a Torino da un iscritto all’Albo, ha acceso il dibattito sulla libertà professionale e sui confini tra attività sanitaria e iniziative economiche extra-professione. Per fare chiarezza, abbiamo intervistato la Dott.ssa Marta Mello, presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Torino, che ci illustra come è nato il parere della Commissione, il ruolo della CAO nella tutela deontologica e l’importanza del confronto con la Federazione nazionale. Un’occasione per comprendere i confini tra autonomia economica del professionista e rispetto dei principi etici e normativi che regolano la professione odontoiatrica.

Dott.ssa Mello, da chi è arrivato il quesito circa la compatibilità tra attività odontoiatrica e quella di amministratore unico di SRL immobiliare?
Il quesito è pervenuto da un iscritto all’Albo degli Odontoiatri di Torino, che chiedeva chiarimenti in merito alla possibilità di assumere il ruolo di amministratore unico di una Srl immobiliare destinata alla gestione di affitti a reddito. Si tratta quindi di un’attività estranea all’ambito sanitario, rispetto alla quale l’iscritto ha ritenuto opportuno interpellare l’Ordine per una valutazione preventiva sotto il profilo deontologico.

La risposta al quesito è in carico alla CAO oppure ci si affida ad esperti del Diritto?
La valutazione deontologica è in capo alla Commissione Albo Odontoiatri, che ha il compito istituzionale di interpretare e applicare il Codice Deontologico ai casi concreti. Nel caso specifico, tuttavia, la questione presentava anche profili di natura normativa e richiedeva un inquadramento giuridico più ampio. Per questo motivo, prima di formulare il parere definitivo, è stato richiesto un approfondimento ai legali dell’Ordine, così da fondare la risposta su un’analisi completa sia sotto il profilo deontologico sia sotto quello legislativo. Il parere espresso è quindi il risultato di una valutazione collegiale e tecnicamente approfondita.

Come mai in questo caso è stato richiesto un parere alla FNOMCeO?
Considerata la rilevanza generale del tema e la possibile ricaduta interpretativa anche su altri territori, abbiamo ritenuto opportuno chiedere un confronto alla Federazione nazionale. L’obiettivo era garantire uniformità interpretativa e offrire agli iscritti un orientamento chiaro e condiviso, evitando letture disomogenee tra Ordini provinciali.

Cosa cambia dopo che la Federazione si è espressa favorevolmente?
La posizione della Federazione rafforza l’indirizzo interpretativo già espresso dalla CAO di Torino. Viene chiarito che, in assenza di specifiche incompatibilità normative e nel rispetto rigoroso dei principi deontologici, non vi è un divieto generalizzato per il medico o l’odontoiatra libero professionista di assumere ruoli imprenditoriali in ambiti non sanitari. Resta fermo il “paletto” fondamentale: qualsiasi attività extra-professionale non deve in alcun modo compromettere l’autonomia, la dignità, l’indipendenza del professionista né generare conflitti di interesse con l’attività sanitaria.

Quali ritiene siano le conseguenze per gli odontoiatri dopo tale parere?
Più che di “conseguenze”, parlerei di maggiore chiarezza. Il parere non introduce nuove possibilità, ma esplicita un principio già presente nell’ordinamento: ciò che non è vietato da una norma e non viola il Codice Deontologico non può essere oggetto di un divieto interpretativo. Gli odontoiatri restano pienamente responsabili del rispetto delle regole deontologiche e dell’esercizio impeccabile della professione. Allo stesso tempo, viene ribadito che la libertà economica del professionista, quando esercitata in ambiti estranei alla sanità e senza interferenze con la pratica clinica, non è di per sé incompatibile con l’iscrizione all’Albo. In questo senso, il parere offre serenità e certezza giuridica, senza arretrare di un millimetro sulla tutela del paziente e sulla centralità dell’etica professionale.

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