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28 luglio 2026

OMS: da Lisbona parte la roadmap globale per governare l'intelligenza artificiale in sanità

Biancucci P.

Il 13 e 14 luglio 2026 l’OMS ha riunito a Lisbona 37 Paesi allo scopo di definire una corretta governance dell’Intelligenza Artificiale in modo che possa funzionare a beneficio di ogni paziente. Alla conferenza globale di alto livello sull’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario, co-organizzata dall’OMS Europa e dal governo portoghese, hanno partecipato ministri e alti rappresentanti governativi dei 37 Paesi provenienti da tutte le sei regioni dell’OMS, insieme a leader dell’Università Aga Khan, della Fondazione Bill e Melinda Gates, della Commissione europea, del Wellcome Trust e della Banca Mondiale.

Il workshop tecnico ha aperto il programma della conferenza, riunendo ricercatori, professionisti del settore sanitario e rappresentanti di organizzazioni internazionali per esaminare le opportunità e le sfide pratiche dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. La valutazione dell’OMS Europa, la più completa mai condotta sulla preparazione all’IA nella Regione europea dell’OMS, ha rivelato un divario sorprendente tra ambizione e governance: mentre quasi due terzi dei Paesi stanno già implementando l’IA nella diagnostica, solo l’8% ha una strategia specifica per l’IA in ambito sanitario e solo l’8% ha standard di responsabilità che definiscono a chi debba essere attribuita la responsabilità nel caso di malfunzionamento di un sistema di IA.

Agli stessi risultati è arrivato il rapporto preliminare del Gruppo scientifico internazionale indipendente sull’IA del Segretario generale delle Nazioni Unite, considerando che l’adozione dell’IA sta accelerando prima ancora che siano stati definiti i quadri normativi. Tra i temi chiave affrontati, la governance e la leadership strategica, i quadri di responsabilità etica e legale, la governance dei dati e l’interoperabilità, la preparazione della forza lavoro e gli investimenti responsabili nell’IA. Anche sull’equità è stata posta particolare attenzione allo scopo di garantire che l’IA in ambito sanitario riduca, anziché ampliare, il divario tra sistemi con risorse adeguate e sistemi con risorse insufficienti.

L'incontro si è concentrato su tre pilastri fondamentali: il quadro normativo, necessario a regolamentare l'intelligenza artificiale e a garantirne un utilizzo responsabile; gli strumenti e le infrastrutture indispensabili per un'implementazione sicura; e, infine, le persone – professionisti sanitari e istituzioni – chiamate a tradurre queste innovazioni nella pratica quotidiana. In questa direzione, ministri e alti funzionari stanno lavorando per definire le modalità con le quali l’OMS potrebbe e dovrebbe fornire supporto, sulla base delle sfide comuni e delle richieste sollevate dagli Stati membri, in modo che da Lisbona parta il messaggio della condivisione delle priorità, anziché un’unica soluzione prescrittiva.

«L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità storica per rafforzare i sistemi sanitari e migliorare la vita delle persone – sostiene il Ministro della Salute portoghese, Ana Paula Martins  il suo successo dipende dalla fiducia, da una governance etica e dalla collaborazione. Questo incontro a Lisbona ribadisce il nostro impegno condiviso affinché l’IA sia al servizio delle persone e contribuisca a costruire sistemi sanitari più sicuri, equi e resilienti».

Significative le parole del dr. Hans Henri P. Kluge, Direttore regionale dell’OMS per l’Europa. «Ciò che ha portato 37 Paesi a Lisbona non è la mancanza di ambizione, bensì la mancanza di una direzione condivisa. Ogni Paese al mondo si sta confrontando con le stesse domande in questo momento: come governare l’IA in modo responsabile, come formare il personale sanitario necessario per utilizzarla in sicurezza e come garantire che sia al servizio dei pazienti e non solo di coloro che possono permettersi la tecnologia? Questo incontro è il luogo in cui troviamo un terreno comune e dove l’OMS ascolta le reali esigenze degli Stati membri, concorda su dove può apportare il maggior valore aggiunto e si impegna a intensificare gli sforzi su quei temi che nessun singolo Paese può risolvere da solo».

E aggiunge «Che ci piaccia o no, l’intelligenza artificiale generativa è già entrata nelle aule scolastiche e nelle tasche dei pazienti. Le persone chiedono informazioni sui loro sintomi alle chatbot prima ancora di parlare con un medico. Questo è il motivo dell’urgenza. Regolamentare l’IA in ambito sanitario è difficile, ma non regolamentarla è ancora più difficile, se si considerano i danni subiti dai pazienti, la perdita di fiducia e l’aumento delle disuguaglianze». In conclusione, l’OMS Europa intende continuare a sostenere che sia necessario e urgente trovare norme condivise per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ormai diventata parte integrante nell’erogazione dell’assistenza sanitaria.

Immagine di copertina by Suriyo/Adobe Stock.

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