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28 settembre 2026

L’intelligenza artificiale può aiutare l’odontoiatra a controllare la postura?

Redazione Management Odontoiatrico

Un nuovo studio pilota ha sperimentato un sistema basato sulla computer vision per analizzare automaticamente la postura degli odontoiatri durante l’attività clinica. I primi risultati mostrano una buona corrispondenza con le misurazioni manuali, ma saranno necessari studi più ampi prima di un possibile utilizzo nella pratica quotidiana.

Campo operativo ristretto, necessità di elevata precisione e procedure prolungate possono portare l’odontoiatra a mantenere per lungo tempo posture non fisiologiche, come la flessione in avanti di testa e tronco. Individuare e misurare oggettivamente queste condizioni potrebbe contribuire alla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati. Partendo da questo presupposto, uno studio pilota pubblicato su BDJ Open ha sviluppato un metodo per analizzare automaticamente la postura dell’odontoiatra durante l’attività clinica reale, combinando il sistema di computer vision OpenPose con un algoritmo geometrico.

La ricerca è iniziata con un questionario somministrato a 126 professionisti odontoiatrici, odontoiatri e assistenti, per individuare le aree corporee maggiormente interessate dai disturbi muscolo-scheletrici. Sono stati quindi definiti cinque parametri posturali; per l’analisi automatizzata gli autori ne hanno selezionati tre: flessione testa-collo, flessione del tronco e angolo del ginocchio. Cinque odontoiatri, tra 32 e 45 anni e con un’esperienza clinica compresa tra 5 e 12 anni, sono stati videoregistrati durante procedure di scaling effettuate in un contesto clinico reale. Dai filmati sono state selezionate complessivamente 30 immagini rappresentative della postura seduta.

Attraverso OpenPose, il sistema identifica nelle immagini specifici punti chiave del corpo. Un algoritmo calcola quindi automaticamente gli angoli posturali e un punteggio composito, nel quale valori più elevati indicano un maggiore scostamento dagli intervalli ergonomici di riferimento definiti nello studio. Le misurazioni automatiche sono state confrontate con quelle effettuate manualmente dai ricercatori. I risultati hanno mostrato differenze contenute: l’errore assoluto medio è stato di 0,74° per la flessione testa-collo, 0,26° per il tronco e 0,67° per il ginocchio. Il punteggio composito ha registrato un errore assoluto medio di 0,84.

L’obiettivo futuro ipotizzato dagli autori è integrare l’algoritmo in un sistema capace di monitorare la postura durante il lavoro e, dopo adeguata validazione, fornire un feedback quando uno scostamento viene mantenuto nel tempo, indicando anche quale parametro – per esempio testa-collo o tronco – contribuisce maggiormente all’alterazione rilevata.

I risultati devono però essere interpretati con cautela. Lo studio ha coinvolto solo cinque odontoiatri di un unico centro e una sola procedura clinica, utilizzando una videocamera laterale e immagini bidimensionali. Il punteggio proposto non è stato inoltre validato rispetto a strumenti ergonomici consolidati come RULA o REBA. Gli autori sottolineano quindi che il metodo non ha ancora dimostrato di migliorare la postura, ridurre il dolore o prevenire i disturbi muscolo-scheletrici. Saranno necessari studi più ampi e indipendenti prima di poterne ipotizzare l’impiego routinario.

Lo studio completo, “Automatic posture analysis of dentists in real-world clinical settings via a composite OpenPose keypoint detection-geometric approach: a pilot study”, è stato pubblicato su BDJ Open.

 

Immagine di copertina by IA ChatGPT.

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