ATTUALITÀ
29 gennaio 2021

Un collutorio a base di CPC riduce la carica virale del SARS-CoV-2

Redazione Management Odontoiatrico

In questi mesi di pandemia la ricerca non si è fermata, anzi, ha esplorato nuovi campi. Così è stato per il progetto di Unilever che ha preso il via in diversi lavoratori indipendenti negli USA per valutare l’efficacia del collutorio a base di Cetilpiridinio Cloruro (CPC) nella riduzione della carica virale del SARS-CoV.2. I primi risultati dei test di laboratorio hanno attirato subito l’attenzione di ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – che considera il collutorio con tecnologia CPC, in grado di ridurre del 99,9% la carica virale dopo 30 secondi di contatto, un alleato fondamentale per la prevenzione negli studi odontoiatrici e nelle case di tutti i pazienti.

“Nella comune volontà di perseguire iniziative utili alla prevenzione delle malattie del cavo orale e di supporto al benessere della persona, ANDI e Mentadent confermano nuovamente il valore della loro alleanza, presentando i risultati di innovativi studi e  ricerche sperimentali che dimostrano sia l’elevato potere di efficacia del CPC nella riduzione della carica virale del SarsCov2 nel cavo orale sia l’efficacia delle precauzioni in atto nello studio dentistico per garantire che le prestazioni di terapia e prevenzione siano svolte in un ambiente sicuro sia per il paziente che per tutti gli operatori” – ha affermato Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale di ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani.

Il collutorio a base di CPC è in grado di distruggere l’involucro a doppio strato lipidico tipico della famiglia dei coronavirus: il cetilpiridinio cloruro, infatti, è un tensioattivo molto utilizzato anche in ambito ospedaliero nel depotenziamento della capacità dei virus di attaccarsi alle cellule umane. La carica virale è molto elevata nella saliva e il cavo orale diventa, quindi, un porta di accesso del virus molto pericolosa per l’intero organismo.
Il CPC È in grado di inattivare il virus all’interno del cavo orale ma non di fare lo stesso se il virus si è annidato altrove come in gola o nel tratto respiratorio. Inattivarlo in bocca significa depotenziarlo in una zona significativamente strategica per la sua diffusione in altre parti del corpo. Questa tipologia di collutori non solo agisce a livello virale, ma è da preferire ai collutori tradizionali anche per quanto riguardala prevenzione della malattia parodontale e delle carie. Lungi dal sostenere che il collutorio con CPC si sostituisca all’utilizzo giornaliero dei dispositivi di protezione individuale, certamente però è un validissimo alleato nel lavoro sinergico di prevenzione dello sviluppo e della diffusione del Covid-19.

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