ATTUALITÀ
30 settembre 2021

Inizia il mese della Prevenzione ANDI in collaborazione con Mentadent

Carola Murari

Tanti e interessanti gli argomenti toccati oggi all’evento stampa ANDI-Mentadent presentato dalla giornalista Nicoletta Carboni che ha introdotto i suoi importanti ospiti nella sede centrale di ANDI Milano Lodi Monza. Dal 1980 ANDI è al fianco della popolazione con questa iniziativa, ormai storica, per la prevenzione della salute orale e sistemica che ha contato ad oggi oltre 1 milione di visite e la distribuzione di materiale informativo e kit su tutto il territorio nazionale. Ancora di più ora, in cui non ci si può ancora dire usciti dalla pandemia, la campagna di prevenzione punta al benessere e alla prevenzione a 360 gradi.

Gli oltre 18 mesi di pandemia hanno avuto un forte impatto negativo sulle abitudini degli italiani in termini di prevenzione e cure, anche per quanto riguarda la salute orale: circa un terzo degli italiani si è rivolto al proprio dentista solo per “urgenze” contro solo poco più di un quarto degli accessi per controlli di routine. Una percentuale che nel Sud supera il 40% dimostrando come l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 abbia penalizzato in modo consistente l’accesso alla prevenzione e alle cure odontoiatriche, anche a causa della crisi economica.

Si parte subito con il commento della Prof.ssa M. G. Cagetti, docente dell’Università Statale di Milano, e del Prof. G. Campus, docente dell’Università di Berna, sui dati ottenuti da un’indagine realizzata grazie alla collaborazione di questi due poli universitari e che ha visto il coinvolgimento di 30 mila pazienti contattati attraverso la rete di dentisti Andi che si sono prontamente attivati. Ad oggi i dati sono ancora preliminari ma già in grado di sottolineare come alcune malattie orali, quali la carie e la parodontite, colpiscano ancora alti livelli di popolazione. L’esperienza della pandemia, in tal senso, ha messo ancora di più in luce la necessità di costruire una rete di alleanza terapeutica tra le diverse figure sanitarie e in primis l’odontoiatra come sentinella in grado di intercettare sintomi e rimandare al medico curante per maggiori approfondimenti. Su questa linea lo stesso dott. S. Scotti, segretario nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, che ha anche sottolineato come le circa 80 milioni di dosi di vaccino attualmente somministrate possano essere considerate un dato incoraggiante per il ritorno verso una normalità. Anche in ambito pediatrico l’alleanza terapeutica è un elemento cruciale come ribadito dal dott. P. Biasci che, in qualità di presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri, si auspica in futuro sempre una maggiore comunicazione e diffusione di informazioni con i genitori dei piccoli pazienti e un coinvolgimento più massiccio della categoria dei pediatri nelle iniziative istituzionali e regionali sempre nell’ottica della collaborazione tra i diversi specialisti. Proprio sul tema della comunicazione è intervenuto poi il dott. R. Iandolo, presidente nazionale CAO, ricordando come trasparenza e chiarezza delle informazioni siano da sempre gli elementi su cui ha puntato ANDI in collaborazione con Mentadent per promuovere la cultura della prevenzione odontoiatrica in un contesto in cui l’accesso dei pazienti agli studi risulta ancora tutto sommato ridotto se paragonato al loro reale bisogno di cure. Un accesso limitato anche per quanto riguarda la sanità pubblica, come ribadito dal dott. A. Magi, segretaria nazionale SUMAI – medici ambulatoriali ASL, nella quale i medici odontoiatri hanno riscontrato reali difficoltà ad operare negli ultimi anni e l’odontoiatria sociale ha subito una forte battuta d’arresto. La pandemia ha certamente messo in luce ancora di più i limiti della sanità pubblica e c’è la necessità urgente di superare i meccanismi inconciliabili con la fluidità di accesso ai servizi. In ambito territoriale pubblico la prevenzione, inoltre, riveste un ruolo anche a livello economico dal momento che prevenire l’insorgere di una malattia ha come conseguenza la limitazione dei costi legati alle cure.

Tra gli obiettivi del 41° mese della prevenzione c’è proprio il maggiore coinvolgimento delle istituzioni a livello regionale e nazionale e il presidente ANDI, il dott. C. Ghirlanda, si auspica che al tavolo di discussione tra governo e le maggiori sigle rappresentative del mondo odontoiatrico vengano discussi concretamente le possibili soluzioni di intervento sul territorio. I focus rimangono la consapevolezza dell’importanza della rete di collaborazione tra tutti i protagonisti della sanità e il supporto a particolare fasce di popolazione quali quella degli anziani e degli impossibilitati ad accedere alle cure per disagi sociali ed economici.

L’intervento del Presidente commissione Sanità del Senato, A. M. Parente, si è ricollegato a questo tema proponendo di sfruttare i limiti del sistema sanitario messi in luce drammaticamente dalla pandemia come occasione per riorganizzare la sanità grazie anche ai fondi messi a disposizione a tutela anche delle disuguaglianze sociali. A livello politico è stata sentita anche l’onorevole R. Boldi, vicepresidente XII Commissione Camera, che si auspica per la politica una linea d’azione concreta come quella messa in campo in questi anni da ANDI e Mentadent.

Tornando ai dati della ricerca dell’Università di Milano e Berna, il dott. L. Banzagli, vicepresidente vicario ANDI, è evidente come non siano ancora state depennate patologie molto comuni quali la carie e si devono spronare le istituzioni a sostenere sempre di più ANDI nella sua battaglia per promuovere la prevenzione in modo capillare tra la popolazione. Un aiuto arriva anche dal mondo digitale: da 3 anni ANDI si è mossa nell’ottica social network sfruttando i canali di Facebook e simili per diffondere i suoi messaggi. Molti gli studi odontoiatrici che hanno creato la loro pagina su Facebook aderendo a questa iniziativa e postando i comunicati ANDI. Bisogna continuare ad insistere, quindi, sulla comunicazione come ribadito dal dott. E. G. Mancini, presidente fondazione ANDI Onlus, perché se viene sottovalutato un problema dentale, o in generale di salute, significa che a monte non ha funzionato qualcosa a livello comunicativo. L’aumento di alcune patologie orali durante il lockdown è indubbio e investire sulla prevenzione significa riduzione anche dell’impatto economico e sociale che i servizi di cura comportano.

Cosa si può fare di più? Diffusione e inclusione.

 

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