ATTUALITÀ
30 settembre 2026

Robotica odontoiatrica: quanto siamo disposti ad affidarle le nostre cure?

Redazione Management Odontoiatrico

Uno studio condotto su oltre mille partecipanti evidenzia un divario tra l’utilità riconosciuta all’intelligenza artificiale e alla robotica e la disponibilità a sottoporsi personalmente a procedure robot-assistite. Fiducia, controllo del clinico e invasività del trattamento sembrano avere un ruolo centrale nell’accettazione.

L’intelligenza artificiale e i sistemi robotici stanno progressivamente entrando nell’odontoiatria, dalla diagnosi e pianificazione del trattamento fino alle procedure che richiedono precisione e standardizzazione. Ma riconoscere l’utilità di una tecnologia significa anche essere disposti ad affidarle le proprie cure?

A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio trasversale pubblicato su BMC Oral Health, che ha coinvolto 1.055 partecipanti: 542 studenti di odontoiatria, 95 odontoiatri e 418 persone non appartenenti al settore odontoiatrico. Attraverso un questionario online, i ricercatori hanno valutato utilità percepita, accettazione delle procedure, fiducia e controllo, influenza sociale, aspetti etici, privacy e costi, oltre all’intenzione di utilizzare queste tecnologie. I risultati mostrano un interessante divario. Su una scala da 1 a 5, l’utilità percepita ha ottenuto un punteggio medio di 2,95, mentre l’accettazione delle procedure robot-assistite si è fermata a 2,25. In altre parole, riconoscere i possibili benefici della tecnologia non coincide necessariamente con la disponibilità a sottoporsi personalmente a un trattamento eseguito con l’intervento di un sistema robotico.

Molto dipende anche dalla procedura. Tra gli undici trattamenti considerati, lo sbiancamento dentale ha registrato l’accettazione maggiore (2,922), seguito da ablazione del tartaro (2,484) e posizionamento dei bracket ortodontici (2,473). All’estremo opposto si collocano chirurgia dei tessuti molli (1,961), trattamento canalare (1,975), estrazione dentale (2,011) e posizionamento implantare (2,019). L’accettazione tende quindi a diminuire nelle procedure più invasive. Un risultato significativo riguarda gli stessi professionisti: gli odontoiatri hanno mostrato una minore accettazione delle procedure robot-assistite rispetto sia agli studenti sia ai partecipanti non appartenenti al settore odontoiatrico. Non è emersa, invece, una differenza tra i gruppi nell’utilità percepita. Gli autori sottolineano quindi che riconoscere il potenziale valore di queste tecnologie non equivale necessariamente a essere disposti a ricevere personalmente un trattamento robotico.

A incidere maggiormente sull’intenzione di utilizzare IA e robotica è risultato il fattore “fiducia e controllo”, seguito dall’accettazione delle procedure e dall’utilità percepita. Il modello statistico finale spiegava il 56,5% della variabilità dell’intenzione comportamentale. Nello studio assume particolare rilievo anche il mantenimento della supervisione dell’odontoiatra e dell’autorità finale nelle decisioni cliniche. I risultati devono comunque essere interpretati alla luce dei limiti della ricerca. Lo studio è trasversale, utilizza scenari ipotetici e un campionamento di convenienza; il campione è inoltre prevalentemente giovane e femminile e comprende un numero relativamente limitato di odontoiatri. Non misura quindi il comportamento reale di fronte a una procedura robot-assistita. Gli autori indicano la necessità di ulteriori studi longitudinali e transculturali per comprendere come l’esperienza diretta con questi sistemi possa modificarne l’accettazione nel tempo.

Lo studio, intitolato “Ready for robotic dentistry? A comparative study of trust, behavioral intention, and procedural acceptance”, è stato pubblicato su BMC Oral Health.

 

Immagine di copertina by IA ChatGPT.

Copyright © – Riproduzione vietata. Tutti i diritti riservati.

 

Advertising
Advertising
Advertising
Advertising
Advertising

 

Copyright © 2026 management odontoiatrico Tutti i diritti riservati - P. Iva 09954760014
CREDITI