CONSULENTE FINANZIARIO
22 gennaio 2021

Gli aspetti gestionali dell’evoluzione delle forme di aggregazione tra gli studi

Patrizia Biancucci

Intervista al consulente esperto di controllo di gestione nel settore odontoiatrico
 
Da molti anni stiamo assistendo all’aggregazione tra studi professionali. Un controllo di gestione molto accurato, puntuale e preciso permette di correggere in maniera tempestiva eventuali inefficienze dello studio dentistico in modo da consentire all’odontoiatra di prendere decisioni ponderate, rapide ed efficienti, sulla base dei dati aggiornati forniti dal consulente.

Nel contesto economico attuale, che richiede al professionista risposte efficaci per competere con il continuo cambiamento del mercato, facciamo una breve disamina degli aspetti gestionali con il dr. Franco Cellino, esperto di organizzazione e di controllo economico e finanziario dello studio odontoiatrico.


Dr. Cellino, cos’è il controllo di gestione?
Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un doppione del lavoro del commercialista valutando incasso e fatturato. In realtà il controllo di gestione valuta i costi di produzione iniziando a suddividere i costi fissi e i costi variabili, per poi associarli ai vari operatori/produttori, alle aree cliniche e alle singole prestazioni, fino a determinare la produzione e il valore economico delle prestazioni eseguite.

Come si fa a individuare le criticità di uno studio?
Molte volte la criticità di uno studio può essere legata ad una organizzazione amministrativa non perfetta. L’analisi dell’utile di settore ci fa capire quali sono i settori più forti e quali i meno forti in termini di resa, per arrivare poi ad analizzare anche le singole prestazioni con l’analisi delle tariffe.
Molti sono i parametri da tenere sotto osservazione: tempi di lavoro, programmazione di agenda, tempi poltrona e la sua utilizzazione, efficienza delle risorse umane che lavorano all’interno dello studio odontoiatrico, come collaboratori, dipendenti clinici e amministrativi.

Dr. Cellino, nella sua relazione al IV congresso Management dello studio e della professione odontoiatrica 2020 ha portato come esempio i dati di tre studi che si sono associati. Li vogliamo riassumere?
Premesso che alla fine dell’anno 2 c’è stato un calo reddituale dei soci presi singolarmente, dovuto anche a nuovi investimenti, di fatto i dati analizzati dato dall’anno 0 all’anno 4 c dicono che c’è stato un incremento del 72% dei ricavi, una crescita del 138%, dei costi variabili, del 73% dei costi fissi, una crescita di utile pari al 36 %. Andando a vedere la ripartizione del reddito rispetto all’anno 0, il socio 1 è passato da 60 a €95.000 lordi, il socio 2 da 87 a €100.000, il socio 3 da 177 a €240.000. Questa è una dimostrazione di come l’aggregazione può dare dei risultati importanti anche economicamente.

Altri vantaggi dell’aggregazione tra studi odontoiatrici?
Ritengo che il fatto di aggregarsi non significhi solo cercare a tutti i costi il vantaggio economico. Percepisco infatti nei miei clienti anche una certa tranquillità psicologica nel non essere da soli a dover gestire l’attività produttiva odontoiatrica, con la possibilità di essere tranquilli quando per vari motivi ci si deve fermare oppure semplicemente rallentare la propria attività operativa, prendersi dei momenti di relax o di vacanza.

Gli odontoiatri che si associano non hanno tutti la stessa capacità produttiva, anche in relazione alla propria area di intervento clinico. E allora quali sono i criteri per stabilire la partecipazione agli utili?
Premetto che si possono determinare gli utili tra gli associati con dei criteri non necessariamente correlati alle quote associative, oppure stabilire una quota fissa magari proprio legata alle quote associative. Ma poi ci sono altri fattori di cui tenere conto: il tempo diretto, cioè quello clinico passato sui pazienti, il tempo indiretto, cioè quello extraclinico come rapporti con le risorse umane, i fornitori, i consulenti, tempo che permette ad altri di eseguire prestazioni remunerative. Da non sottovalutare la capacità commerciale, vale a dire la capacità di vendere e quindi di creare lavoro che sicuramente ha un beneficio su tutta l’attività dello studio odontoiatrico e che quindi in qualche modo va riconosciuto.

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