CONSULENTE DI ORGANIZZAZIONE
07 maggio 2021

Flessibilità tecnologica e di approccio professionale: le caratteristiche dell'ASO moderna

Patrizia Biancucci

Dr.ssa Rossatto, nella divisione consulenze TOOL della Tueor Servizi lei si occupa di formazione del personale di studio odontoiatrico. Qual è dal suo punto di vista la principale motivazione dell’ASO?
Credo che la principale motivazione che spinge una ragazza a diventare ASO sia dedicarsi al paziente. Occuparsi di lui ed accompagnarlo in un percorso che lo porti a superare le sue problematiche con serenità, permettendogli di affidarsi completamente allo Studio e ad essere fidelizzato a questo. Lo Studio deve diventare un luogo dove il paziente possa trovare professionalità, serietà e sicurezza. L’ASO gioca un ruolo centrale perché “assiste” concretamente il Medico Odontoiatra nell’operatività e diventa supporto attivo per il paziente che spesso e volentieri riconosce anche in lei un elemento essenziale dello “scenario”. È importante per l’ASO comprendere che il suo ruolo non si limita all’operatività clinica ma essere anche consapevole che la sua figura, insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti, rappresenta l’immagine e la vision dello Studio.

 Trova che il grado di istruzione scolastica faccia la differenza? E sotto quale profilo?
Sicuramente il profilo dell’ASO deve essere caratterizzato dalla capacità di costruire un rapporto idoneo con il paziente, da realizzare in maniera professionale, competente e sostenuto da un linguaggio adatto. Oltre alla costruzione della relazione é importante che l’ASO sia pronta ad acquisire nuovi aspetti, sia teorici che tecnici. Nel mio lavoro, accompagno le ragazze nell’apprendimento di nuovi processi operativi e nuovi strumenti tecnologici, da qui nasce la necessità che i soggetti possiedano competenze informatiche. Ritengo che sia fondamentale e faccia la differenza sopratutto la capacità di mettersi in discussione, il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort e sperimentare, senza limitarsi alla propria mansione circoscritta. Sicuramente è necessario che per questa figura esista un percorso di formazione approfondito e costruito, che porti a raggiungere conoscenze specifiche e a costruire un ruolo professionale, strutturato e riconoscibile.

Le risulta difficile far comprendere quanto sia importante questo ruolo all’interno dello studio?
L’aspetto che spesso risulta più complesso da far percepire e realizzare operativamente negli Studi è che davvero ogni soggetto con il proprio lavoro è necessario e indispensabile al funzionamento del tutto. Uno degli obiettivi della nostra attività di consulenza consiste proprio nel far comprendere quanto tutti i soggetti all’interno dello Studio siano fortemente relazionati tra loro ed interdipendenti. Se è vero che è possibile distinguere fisicamente un’area clinica e un’area amministrativa, la realtà è che senza comunicazione tra queste lo Studio è un sistema mal funzionante. L’ASO ha un’importanza fondamentale in questo meccanismo perché può captare bisogni, timori e aspettative del paziente. Da qui la necessità di definire procedure che gestiscano il flusso di comunicazione con la Segreteria, al fine di un’organizzazione ottimizzata, nella quale l’assistente ricopre un ruolo fondamentale anche nell’ambito extra-clinico.

 Dr.ssa Rossatto, ci può delineare le caratteristiche dell’assistente ideale secondo criteri di modernità?
Ritengo che ad oggi lo Studio Odontoiatrico richieda all’ASO una serie di caratteristiche ben precise, prima tra queste l’interscambiabilità. L’Assistente deve professionalizzarsi ed essere in grado di lavorare con Odontoiatri diversi, con metodi di lavoro differenti e in tutte le branche. L’ASO non ha solo il compito di “assistere” il Medico nel senso più ristretto del termine, ma deve essere pronta a diventare un punto di riferimento, come vera e propria figura responsabile in alcuni campi. Mi viene in mente ad esempio la gestione logistica ed informatica del magazzino e degli ordini ai fornitori, piuttosto che il coordinamento dei rapporti con i laboratori odontotecnici e i flussi in entrata e uscita, le procedure di sterilizzazione o la programmazione ottimizzata degli interventi più complessi. Spesso, con la nostra consulenza, ragazze che si sono occupate sempre e solo di assistenza vengono formate sotto altri aspetti (come ad esempio la gestione della contabilità interna di Studio) e ad oggi non possiamo pensare di migliorare opponendo resistenza al cambiamento. Per questo motivo l’Assistente ideale è flessibile, sia dal punto di vista del ruolo sia nell’approccio a tecnologie già esistenti o nuove. La cosa più importante è che sia un soggetto predisposto a lavorare in team, in grado di inserirsi in un processo di comunicazione più ampio e strutturato. Anche per la nostra azienda l’ASO è una risorsa, perché può aiutarci a comprendere meglio cosa funziona e cosa no all’interno dello Studio, divenendo spunto reale per capire dove intervenire e come. L’assistente per Tool è una risorsa non solo da formare ma con la quale collaborare, fonte di ricchezza e di miglioramento per lo Studio. Per questo è importante che sappia “pensare in grande”, sappia captare non solo le lacune operative, ma guardi anche all’immagine dello Studio, in una visione più ampia che coinvolga e implementi con il nostro aiuto il perfezionamento dell’organizzazione e del marketing.

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