FORMAZIONE
31 agosto 2026

Dalla formazione alla pratica clinica: rendere la GBR più accessibile e riproducibile

Redazione Management Odontoiatrico

Quando un odontoiatra sceglie un percorso di formazione avanzata, la domanda decisiva non è soltanto “che cosa imparerò?”, ma soprattutto “quanto di ciò che avrò imparato potrò realmente utilizzare nella mia attività clinica?”. È proprio sulla trasferibilità delle competenze che si concentra la Masterclass dedicata alla tecnica F.I.R.S.T. – Fibrinogen-Induced Regeneration Sealing Technique – ideata dal Dott. Vincenzo Foti nel 2016 e indicizzata su PubMed. Due giornate a numero fortemente limitato, nelle quali teoria, video chirurgici step-by-step e attività pratica si integrano con l'obiettivo di fornire al partecipante protocolli operativi per affrontare differenti situazioni di rigenerazione ossea guidata. Con il Dott. Foti parliamo quindi non soltanto di tecnica chirurgica, ma di formazione, curva di apprendimento e di come trasformare un corso in una competenza concretamente applicabile nella propria attività professionale.

Dott. Foti, molti odontoiatri praticano implantologia ma considerano ancora la GBR una chirurgia complessa, riservata soprattutto a operatori particolarmente esperti. È davvero così? E quanto ha influito questa percezione nello sviluppo dei protocolli F.I.R.S.T.?
La percezione della complessità chirurgica delle tecniche GBR tradizionali è evidente a tutti ed è riferita soprattutto alla gestione degli innesti e all'adeguata stabilizzazione delle barriere. Questa percezione ha guidato lo sviluppo di un sistema che privilegiasse la standardizzazione di una tecnica alla portata di tutti. L'obiettivo era creare protocolli in grado di trattare tutti i difetti ossei, nei quali la variabilità legata all'abilità tecnica fosse sostituita da sequenze chirurgiche semplificate, codificate e riproducibili, mantenendo comunque come principio imprescindibile un'accurata gestione dei lembi, fondamentale per il successo della GBR.

Il concetto di “semplificazione” ricorre frequentemente parlando della F.I.R.S.T. In concreto, che cosa significa semplificare una GBR senza rinunciare alla predicibilità del risultato?
Semplificare significa ridurre il numero di variabili operatore-dipendenti senza ridurre il controllo biologico. In pratica, significa lavorare con un unico sistema: osso suino collagenico miscelato a fibrina sigillante per ottenere adesione e stabilità dell’innesto e lamine corticali suine, fissate senza pin o viti, come barriera di contenimento riassorbibile a lungo termine. Significa inoltre seguire protocolli decisionali chiari, che indicano quando è appropriata la preservazione alveolare, quando è indicato un protocollo One-Time Cortical Lamina o quando è necessaria una GBR Verticale, che richiede necessariamente l’utilizzo di osso autologo in proporzione 50:50.

La Masterclass prevede un numero massimo di 10 partecipanti e combina video chirurgici step-by-step, discussione di casi e una parte hands-on. Perché ha scelto un format così ristretto e quale differenza può fare nell'apprendimento rispetto a un corso prevalentemente teorico?
Ho scelto un numero massimo di 10 partecipanti per garantire un'interazione diretta con ciascun corsista e una discussione costruttiva sui passaggi chirurgici più significativi. Nei video step-by-step il partecipante impara nei dettagli la preparazione e l'applicazione dell'innesto osseo, il posizionamento della lamina corticale in numerose situazioni cliniche e ne visualizza i risultati a distanza. La parte pratica è focalizzata sull'addestramento manuale alla corretta gestione della fibrina sigillante, alla modellazione del graft e alla fissazione della lamina corticale senza pin o viti. Questo permette di massimizzare l'apprendimento, prendere coscienza della semplicità operativa e trasferire immediatamente sui pazienti del proprio studio quanto appreso attraverso i gesti chirurgici eseguiti su modelli sintetici da esercitazione. L'efficacia della F.I.R.S.T. in cavità orale, dove si ha l'ambiente biologico ideale, sarà ancora più sorprendente.

Pensiamo al lunedì successivo alla Masterclass: che cosa vorrebbe fosse cambiato nell'approccio clinico del partecipante? Quali procedure o casi dovrebbe essere in grado di valutare e affrontare con maggiore consapevolezza e sicurezza rispetto a prima?
Sulla base delle testimonianze di oltre 1.500 miei corsisti dal 2019 a oggi, sono sicuro che il partecipante avrà acquisito un algoritmo diagnostico-terapeutico completo, che integri il fenotipo parodontale, l'analisi dei fattori di rischio sistemici e locali, la valutazione dei difetti e un'appropriata gestione dei lembi. Al rientro in studio, il partecipante sarà in grado di eseguire una Preservazione Alveolare e di distinguere e trattare, ad esempio, un difetto che richiede una GBR Orizzontale da uno che richiede una GBR Vestibolare mediante protocollo One-Time Cortical Lamina. Sarà inoltre in grado di applicare il protocollo Lamina Shield per la ricostruzione immediata di alveoli post-estrattivi compromessi, evitando future GBR Verticali, più invasive qualora l'alveolo venga lasciato guarire spontaneamente. L'obiettivo non è eseguire subito casi estremi, ma saper selezionare con sicurezza i casi indicati per il proprio livello iniziale e impostare un piano di trattamento predicibile. Con l'esperienza e una maggiore padronanza della F.I.R.S.T. sarà poi possibile trattare più agevolmente anche casi di atrofia ossea severa.

Per chi desidera approfondire i contenuti della Masterclass F.I.R.S.T., è possibile scaricare QUI la brochure completa con il programma e tutte le informazioni sul percorso formativo.

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