IMPLANTOPROTESI
05 luglio 2024

Impianti sottoperiostali per la riabilitazione del mascellare atrofico: approccio digitale

Angelo Cardarelli

Introduzione
Nel campo della moderna implantologia l’impianto subperiostale è emerso come una tecnica rivoluzionaria che offre ai pazienti una seconda possibilità per ripristinare il proprio sorriso e riconquistare la salute orale. Questo articolo approfondisce le complessità dell’impianto sottoperiostale, spiegandone i vantaggi, la procedura e il motivo per cui può rappresentare una soluzione senza precedenti anche per casi complessi. Il sistema di impianti customizzati fornisce una soluzione di restauro efficace e personalizzata per pazienti particolarmente complessi in cui gli impianti convenzionali non rappresentano un’opzione praticabile. I metodi esistenti di produzione degli impianti subperiostali non consentivano la produzione di strutture in titanio altamente precise e con una superfice in grado di consentire l’osteointegrazione. La nostra ricerca ci ha portato alla stampa 3D, una nuova tecnica di fabbricazione mai utilizzata prima per realizzare impianti dentali di questo tipo. Per la prima volta, possiamo produrre la nostra struttura implantare (Ti-6Al-4V) dalla polvere di titanio in un processo di stratificazione sequenziale che consente una precisione senza precedenti.

Caso clinico
Un paziente maschio di 75 anni è stato sottoposto a intervento per un grave riassorbimento osseo nella parte destra del mascellare superiore. Dopo l’esame e CBCT abbiamo pianificato di posizionare impianti customizzati con flusso di lavoro digitale (Figg. 1-4). Una volta pronti tutti i materiali, si è proceduto alla fase chirurgica, utilizzando l’anestesia locale e la sedazione cosciente. È stata eseguita un’incisione crestale, delimitata da incisioni di rilascio mesiale e distale, ed è stato sollevato un lembo a tutto spessore, per una visione completa del sito chirurgico. La replica dell’impianto è stata utilizzata per preparare il lembo, per verificare il perfetto adattamento dell’impianto durante l’intervento e per la preparazione (foratura) dell’accesso per le miniviti da utilizzare per il fissaggio dell’impianto.

 

Una volta preparato il sito, l’impianto personalizzato (AB Dental Device) è stato rimosso dalla sua confezione sterile, posizionato sul sito per verificarne l’adattamento sull’osso residuo, quindi fissato con l’ausilio di miniviti. Il sito chirurgico è stato suturato e, mediante incisioni di rilascio del periostio, è stata eseguita la passivazione del lembo e l’utilizzo della bolla del Bichat per coprire tutta la struttura in titanio e ottenere una guarigione di prima intenzione. Nella sutura è stata posta particolare attenzione a evitare un’eccessiva tensione, mantenendo una corretta quantità di gengiva cheratinizzata attorno ai monconi emergenti, necessaria per il successo clinico, sia chirurgico che protesico. Al termine dell’intervento è stata prescritta una terapia antibiotica (amoxicillina acido clavulanico 1 g ogni 12 h per 6 giorni), antidolorifici (ibuprofene 600 mg da assumere nei due-tre giorni successivi) e una terapia antibatterica (collutori con clorexidina 0,12%, due o tre volte al giorno, per cinque o sei giorni) (Figg. 5a-9). Dopo 5 mesi è stato poi consegnato al paziente il ponte avvitato definitivo in ceramica, attentamente controllato in occlusione (Figg. 10-13).

 

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