IMPLANTOPROTESI
08 luglio 2024

Riabilitazione implantare con pilastri transmucosi one abutment one time

Maurizio Colombo*, Elena Longoni**

Introduzione
Nel corso degli ultimi anni, in implantologia, è stata posta grande attenzione agli effetti prodotti sui tessuti, duri e molli, dalla gestione dell’abutment. Il platform switching dapprima e poi il concetto di “one abutment-one time” hanno reso possibile un notevole miglioramento del mantenimento sia dei tessuti molli che duri. L’utilizzo di pilastri transmucosi, che permettono di poter smontare il manufatto protesico mantenendo inalterata la congiunzione tra impianto e fixture, sono un’ottima possibilità per ottemperare al concetto di “one abutment-one time” mantenendo la possibilità di intervenire sul manufatto protesico.

Caso clinico
Il paziente di anni 30 non fumatore in buona salute generale si presenta in visita per riabilitazione dell’arcata superiore per mancanza di 14 e 15 per pregresse estrazioni. Dopo gli esami diagnostici del caso, ceratura diagnostica e consulto con ortodontista, si concorda con il paziente un piano terapeutico che prevede una terapia ortodontica per creare i corretti spazi nella sella edentula sulla base della ceratura diagnostica e la riabilitazione degli elementi mancanti tramite posizionamento di 2 impianti. Al termine della terapia ortodontica è stata eseguita la CBCT (Hyperion X5, Myray), rivista la ceratura diagnostica e programmato l’intervento in chirurgia guidata (RealGUIDE, 3DIEMME) (Fig. 1), con inserimento di impianti in zona 14 ed in zona 15.

Per questo caso si è scelto di utilizzare impianti a connessione conometrica che presentano la possibilità di poter utilizzare pilastri transmucosi di varie altezze in funzione dei tessuti molli presenti. La scelta di impianti a connessione conometrica con pilastri transmucosi è stata dettata dal fatto che tale connessione permette di solidarizzare l’abutment e la fixture riducendo notevolmente le possibili infiltrazioni. I pilastri transmucosi ottemperano al concetto di “one abutment-one time” rendendo più predicibile la gestione dei tessuti duri e molli. La procedura chirurgica ha previsto osteotomia in chirurgia guidata a cielo aperto vista la necessità di aumentare i volumi vestibolari per ottenere un profilo di emergenza protesico migliore (Fig. 2). Dopo aver posizionato la guida chirurgica sono stati inseriti due impianti in posizione 15 (ImpLassic FTP 3,75 x 10 mm – Dental Tech) e in posizione 14 (ImpLassic FTP 4,25x11,5 – Dental Tech); il torque di inserimento è stato rilevato in 40 Ncm per l’impianto in zona 14 e in 55 Ncm per l’impianto in zona 15 (Fig. 3). Si decide quindi per un carico immediato con inserimento di pilastri transmucosi (Ref. 003335 – Dental Tech), presa delle impronte e confezionamento di provvisori avvitati che sono stati consegnati il giorno successivo (Fig. 4).

 

A sei mesi dall’inserimento degli impianti sono state prese le impronte di precisione e confezionate due corone in zirconia avvitate sui pilastri transmucosi. Sono stati eseguite controlli a sei, dodici, ventiquattro mesi e a 4 anni dal posizionamento degli impianti (Figg. 5-9). Dalle immagini radiologiche si è evidenziata una progressiva crescita dei picchi ossei tra gli impianti con un miglioramento della papilla interdentale a tutto vantaggio dell’estetica e del successo della terapia.

 

Conclusioni
L’utilizzo della tecnica “one abutment-one time” permette una migliore gestione dei tessuti sia duri che molli in termini di stabilità nel tempo. L’utilizzo di pilastri transmucosi, come quelli utilizzati in questo caso, permetto di poter intervenire sul manufatto protesico senza dover smontare l’abutment dalla fixture a tutto vantaggio della stabilità dei tessuti perimplantari. Questa sistematica permette di trasformare un impianto bone level in un impianto tissue level mantenendo tutti i vantaggi di una e dell’altra metodica, avendo la possibilità di poter scegliere l’altezza del pilastro transmucoso in funzione dei tessuti molli presenti. Inoltre, la connessione conometrica dell’impianto utilizzato permette di ottenere un sigillo ottimale della connessione rendendolo del tutto simile a un impianto one piece.

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