IMPLANTOPROTESI
16 marzo 2026

Trattamento di un sito mascellare posteriore severamente compromesso con deiscenza completa della porzione ossea vestibolare

O. Fedorets1, T. Romasco,2, A. Piattelli3, A. Cipollina4, N. Di Pietro5

Il trattamento dei difetti ossei delle ossa mascellari può essere molto complesso, soprattutto in presenza di notevoli perdite di tessuto osseo, in particolare della teca vestibolare. Lo scopo di questo case report è la risoluzione di uno di questi difetti mediante una terapia combinata, con l’impiego di impianti immediati e di rigenerazione ossea guidata con un biomateriale (OsteoBiol GTO) e una membrana (OsteoBiol Evolution), di origine suina (Tecnoss, Giaveno).

Descrizione
Il paziente si presenta all’osservazione clinica con l’assenza del primo molare mascellare di destra e una frattura coronale del secondo molare. La CBCT mostrava una perdita completa della teca vestibolare a livello del secondo molare mascellare (Figg. 1a-1c). Viene pertanto effettuata l’estrazione atraumatica delle radici del secondo molare. È possibile osservare l’importante deiscenza a livello della teca vestibolare (Figg. 2a, 2b).

 

A livello del primo molare viene inserito un impianto con diametro di 6,5 mm e un collare di 2,8 mm di altezza (Prama, Sweden & Martina Prama, Due Carrare, Padova). A livello del secondo molare viene inserito un altro impianto Prama di 8,5 mm di diametro e con un collare di 2,8 mm di altezza (Figg. 3, 4). Sull’impianto inserito a livello del primo molare viene applicato un abutment di 4 mm di altezza, mentre a livello del secondo molare viene applicato un abutment individualizzato, costruito alla poltrona, partendo da un abutment temporaneo in titanio e ricoperto da materiale composito lucidato, in modo da poter funzionare come profilo di emergenza. Il difetto peri-implantare viene riempito con OsteoBiol GTO e ricoperto da una membrana OsteoBiol Evolution (Figg. 5, 6). L’abutment individualizzato, realizzato alla poltrona a partire da un abutment temporaneo in titanio e rivestito con materiale composito, viene utilizzato come sigillo coronale al fine di stabilizzare l’innesto di tessuto connettivo (Figg. 7, 8).

 

Dopo 5 mesi, si procede alla presa dell’impronta e all’inserimento di una protesi in PMMA, per creare un profilo di emergenza ottimale mediante il condizionamento dei tessuti molli (Figg. 9a-9c). Viene, quindi, eseguito un lembo a riposizionamento apicale a livello del secondo molare, per eliminare eventuali tensioni tissutali. Successivamente vengono consegnate le protesi definitive con corone in zirconia, ottenendo un risultato funzionale ed estetico ottimale (Figg. 10-12).

 

Conclusioni
Il presente caso clinico dimostra come una deiscenza di notevole entità nella regione posteriore del mascellare superiore possa essere trattata efficacemente mediante l’utilizzo di impianti immediati associati a rigenerazione ossea guidata con biomateriale e membrana di origine suina, innesto di tessuto connettivo e riabilitazione protesica mediante provvisorio in PMMA e protesi definitive in zirconia. Il trattamento ha consentito di ottenere un risultato funzionale ed estetico ottimale e stabile nel lungo termine.

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