INDUSTRY REPORT
26 gennaio 2026

Approccio clinico e strumentale al trattamento di un molare inferiore con tronco canalare comune

A. Zanza*, M. Seracchiani**

Un paziente di 25 anni di sesso maschile si presenta alla nostra osservazione con dolore non meglio specificato in zona IV quadrante. In fase di anamnesi patologica prossima, riferisce di essere stato trattato recentemente, circa 30/40 giorni prima, da un dentista a causa di una sintomatologia diffusa nella parte destra della bocca e di aver trattato un dente in basso a destra riportando che, sebbene in un primo momento la sintomatologia sia migliorata, non è mai scomparsa completamente.

All’esame obiettivo si nota un restauro in composito incongruo sull’elemento 4.7, mentre all’esame radiografico di tipo endorale (Fig. 1) si evidenzia la presenza di materiale radioopaco all’interno della camera pulpare e radiotrasparenza al di sotto del materiale da restauro. Risultano senza segni di patologia o restauro gli altri elementi dell’arcata. Dall’indagine radiografica si evidenzia la presenza di un tronco radicolare di ampie dimensioni, sia come lunghezza che come diametro, e la presenza di due coni radicolari distinti. Viste le evidenze cliniche e radiografiche, si decide di procedere con terapia endodontica dell’elemento 4.7 e restauro diretto in composito a ricopertura cuspale.

Descrizione del caso clinico
Dopo isolamento con diga di gomma, l’accesso cavitario è stato eseguito con frese diamantate e perfezionato con inserti ultrasonici. L’ispezione della camera pulpare sotto forte ingrandimento, 6x e con luce da 150.000 lux, ha evidenziato quattro imbocchi canalari distinti (mesiovestibolare, mesiolinguale, distovestibolare e distolinguale) con un tronco comune a livello del terzo medio fin quasi al terzo apicale apicale (Fig. 2).

La sagomatura, a partire dallo scouting è stata eseguita direttamente con gli strumenti meccanici, utilizzando quindi una strategia interamente Ni-Ti con il sistema HyFlex EDM OGSF nella seguente sequenza:

  • Glider 15/.03;
  • Shaper 18/.045;
  • Finisher 30/.04.

Durante la sagomatura, è stata mantenuta una costante irrigazione con ipoclorito di sodio al 5% combinato con un chelante debole, nel rispetto della tecnica della continous chelation. L’intera strumentazione è stata eseguita utilizzando il motore endodontico CanalPro X Move con rilevatore apicale integrato, con l’utilizzo della funzione di rilevazione della lunghezza di lavoro durante la strumentazione e la funzione di apical stop per la preservazione dei diametri apicali e il rispetto dell’anatomia originale. I parametri utilizzati sono stati:

  • per il Glider 15.03, 300 rpm e 1.8 Ncm di torque;
  •  per lo Shaper ed il Finisher,
  • 400 rpm e 2.5 Ncm di torque.

Al termine della sagomatura, è stata eseguita un’irrigazione finale con ipoclorito di sodio al 5% e un chelante debole, attivati mediante stimolazione sonica per 20 secondi. Il ciclo di attivazione è stato ripetuto tre volte per ciascun canale. L’otturazione è stata eseguita mediante tecnica a cono singolo con sealer bioceramico premiscelato e guttaperca fluida nel tratto di tronco comune (Fig. 3). Il controllo radiografico finale (Fig. 4) ha evidenziato il riempimento tridimensionale completo del sistema canalare e l’assenza di vuoti.

 

Discussione
La presenza di un tronco canalare comune impone una gestione attenta della curvatura e della centratura del canale durante la sagomatura, nonché l’utilizzo di strumenti martensitici per l’imbocco dei canalari radicolari. Gli strumenti HyFlex EDM, grazie al processo di elettro-discharge machining, presentano una superficie microstrutturata che aumenta la resistenza alla fatica ciclica e consente una maggiore flessibilità rispetto ai NiTi convenzionali. Inoltre, il loro trattamento termico, il trattamento termico proprietario Coltene CM, conferiscono allo strumento proprietà avanzate di precurvabilità e plasticità. Difatti, la possibilità di mantenere la precurvatura consente un accesso controllato anche in anatomie complesse, eliminando la necessità di strumenti manuali in acciaio e il rischio di deformazione o trasporto canalare.

Nel presente caso clinico, nella classica sequenza OSGF non è stato utilizzato lo strumento Opener. Sebbene molto efficiente nel preflaring coronale, fase fondamentale di ogni sagomatura con strumenti Ni-Ti, il suo impiego non era necessario in questo caso, poiché il tronco radicolare risultava diamentralmente ampio, eliminando già le interferenze coronali.* Gli strumenti Shaper e Finisher, invece, sono stati introdotti all’interno dei canali radicolari precurvati e non in rotazione meccanica, e attivati solo dopo aver imboccato il canale radicolare. L’utilizzo del sealer bioceramico in associazione a guttaperca fluida permette una sigillatura efficace nei trattati di divergenza radicolare ottenendo al contempo un sigillo preciso e senza vuoti anche nel tratto di tronco comune, dove la confluenza radicolare e l’anatomia dell’elemento portano i diametri molto al di sopra dei coni normalmente utilizzati, garantendo stabilità dimensionale e biocompatibilità elevata.

La variabilità anatomica dei molari inferiori rappresenta una delle principali sfide cliniche in endodonzia. La presenza di un tronco canalare comune, ovvero di più canali che confluiscono in un tratto radicolare condiviso nel terzo medio-apicale, può rendere complesso l’accesso, lo scouting e la detersione completa del sistema. In tali situazioni, l’impiego di strumenti in NiTi trattati termicamente, dotati di precurvabilità e di elevata resistenza alla fatica ciclica, consente un approccio più sicuro e predicibile. Il sistema HyFlex EDM OGSF permette di combinare queste caratteristiche con una corretta efficienza di taglio e una sequenza standardizzata che riduce il rischio di errori iatrogeni.

Conclusioni
L’approccio utilizzato in questo caso dimostra l’elevata versatilità degli strumenti martensitici in endodonzia, che consentono un approccio full rotary mantenendo tuttavia i vantaggi di precurvabilità tipici degli strumenti manuali. Il caso descritto dimostra in conclusione come un approccio clinico e strumentale razionale, associato all’impiego di strumenti NiTi di nuova generazione e di cementi bioceramici, permetta di trattare in modo sicuro e conservativo anatomie canalari complesse. La combinazione tra efficienza, flessibilità e capacità di mantenere la centratura del canale si traduce in una maggiore predicibilità e in risultati clinici stabili anche in presenza di anatomie molto complesse.

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