INTERVISTE
02 settembre 2021

Comunicare di più per curare meglio. Il valore aggiunto dell’odontoiatria narrativa. Intervista a Gian Piero Torresi

Patrizia Biancucci

La curiosità scientifica del dott. Gian Piero Torresi parte da lontano, con una laurea in Scienze Naturali ad indirizzo Biologico, passando per la seconda laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, vari master e certificazioni di implantologia, patologia orale, odontologia legale e forense, odontoiatria penitenziaria, fino a vincere la borsa di studio per il Master in Medicina Narrativa ed Etica della Cura, presso l’Università di Ancona anno accademico 2019-2020. La sua tesi dal titolo “Il ruolo dell’odontoiatra forense nella violenza sessuale femminile attraverso la medicina narrativa” abbina per la prima volta la medicina narrativa all’Odontoiatria prendendo come spunto la violenza sulle donne, sempre attuale e non ancora identificato nella sua pericolosa estensione. Le donne non denunciano per paura, il medico odontoiatra spesso è il primo a poter intercettare l’abuso, visto che nel 50% dei casi di violenza si riscontrano lesioni al distretto oro-facciale. Quella del dott. Torresi sembra essere una “denuncia” dei vuoti formativi, anche nei corsi di laurea in Odontoiatria che dovrebbero allargare gli orizzonti e andare oltre l’insegnamento tecnico per spaziare in senso “olistico”, vale a dire il prendersi cura della persona in toto, anche quando non si registrino sintomi imputabili a malattie dentarie. Sentiamo cosa ne pensa il dott. Torresi, libero professionista e libero pensatore.

Dott. Torresi, lei ha concluso il Master in medicina narrativa, comunicazione ed etica della cura con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’odontoiatra forense nella violenza sessuale femminile attraverso la medicina narrativa”. Che cosa l’ha portato a scandagliare un argomento così delicato?

Nel giugno 2018 il laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, su pronunciamento del Ministero della Salute, può essere chiamato Medico Odontoiatra, quindi deve avere una conoscenza a 360 gradi che non riguarda soltanto la cavità orale. Citando Ippocrate, ”L’arte ha tre momenti: la malattia, il malato e il medico”: il Medico dunque è ministro dell’arte. Partendo da questi principi filosofici e scendendo verso la vita reale e professionale, mi è capitato di relazionare in casi di violenza sessuale. Mi misi a studiare questi fenomeni, senza immaginare quanti casi di violenza avrei trovato. L’OMS definisce la violenza sessuale come una delle maggiori cause di morte a livello mondiale per le persone comprese tra 5 e 45 anni, un fenomeno di proporzioni epidemiche, invisibile e scarsamente segnalato, specie se è avvenuto tra le mura domestiche.

Nel 50% dei casi di violenza sono presenti lesioni oro-facciali o al capo in genere. Fra le competenze dell’odontologo forense vi è l’analisi dell’impronta di morsicatura, i cosiddetti “bitemarks”. Di cosa si tratta e quali altri segni devono farci insospettire?

Per prima cosa dobbiamo controllare le tumefazioni alle labbra, gli incisivi superiori e inferiori, per fare diagnosi differenziale con eventuali ascessi, perché molte volte il violentatore mette la mano davanti alle labbra per evitare che la vittima urli; dobbiamo ispezionare le mucose interne, perché una fellatio imposta con violenza può causare irritazione della lingua e di altre parti della mucosa orale, controllare eventuali tumefazioni sul cranio, e poi ispezionare i vari morsi (bitemarks) che il violentatore preso dall’ira provoca sul corpo della vittima.

 Ritiene che debbano aumentare le competenze “narrative” degli odontoiatri che spesso sono i primi a intercettare la violenza?

Premesso che la bocca non è un elemento avulso dal corpo e dall’anima e sono numerosi gli ambiti che si sovrappongono nella pratica odontoiatrica fra situazioni sistemiche e orali come ad esempio il diabete, le cardiopatie, le cervicalgie, i tumori oppure le patologie da un punto di vista comportamentale, come anoressia, bulimia, demenza senile, Alzheimer. La sfera dell’atto medico, anche allopatico, ha sempre più connotazioni olistiche, il medico odontoiatra può essere considerato una risorsa. Per creare un rapporto empatico con la vittima di violenza sessuale basta inoltre applicare il metodo Calgary Cambridge, dove si ricostruisce il vissuto della persona.

 Quale il valore aggiunto della odontoiatria narrativa nei casi di violenza?

Risulta evidente come la medicina narrativa possa funzionare molto bene in contesti multidisciplinari e ci ricorda come questo possa aiutare non solo il percorso di malattia, ma anche la fase diagnostica. Dal mio punto di vista sento il bisogno di indici di outcome che aiutano a confrontare le varie esperienze e a far identificare meglio alle ASUR, alle Amministrazioni e alle Università, come la medicina narrativa sia uno strumento virtuoso a più livelli, umano e di efficienza nella risposta al bisogno di salute. Anche il Codice Deontologico e la più recente revisione delle raccomandazioni cliniche in odontoiatria, sotto profili diversi enfatizzano la comunicazione medico-paziente come passaggio essenziale del processo di cura, inteso non solo come terapia della malattia ma come “prendersi cura” della persona. Dunque il valore aggiunto è comunicare di più per curare meglio.

 Sappiamo che le denunce di violenza da parte delle donne sono solo la punta dell’icerberg. Cosa e come possiamo fare perché questo dato aumenti?

È doveroso ricordare che le vittime non sempre hanno il coraggio di raccontare la propria esperienza negativa. Per questo è necessario creare un team di professionisti (ginecologo, odontoiatra forense, medico legale, psichiatra, psicologo) che traccino un percorso narrativo con la paziente, ciascuno per la propria competenza, per poi assemblare i vari racconti ed avere un quadro più preciso del trauma e trovare insieme il percorso migliore per uscire dal trauma.

Dal suo punto di vista si dovrebbe inserire la medicina narrativa nei corsi di laurea in odontoiatria?

Certamente si. È di fondamentale importanza inserire nel corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria un esame di Medicina Narrativa.

Advertising
Advertising
Advertising
Advertising
Advertising
'