INTERVISTE
04 ottobre 2021

Obbligo vaccinale anti-Covid per i sanitari: intervista al prof. Vittorio Barosio

La vaccinazione anti-Covid obbligatoria per i sanitari, ai sensi del DL 44/2021, ha provocato una lunga serie di polemiche, dubbi, rivolte, manifestazioni di piazza, divisioni tra Sì Vax, No Vax, indecisi, prese di posizione pro e contro, e tante fake news volte a scardinare i principi fondamentali del Codice di Deontologia Medica, facendo spesso dimenticare il giuramento ippocratico.

Ma se tutto questo sarebbe comprensibile da parte di categorie varie, lo è un po’ meno da parte della categoria dei sanitari che, di fronte a un’emergenza pandemica di portata mondiale, fanno appello alla “libertà” e alla “autodeterminazione”, fregandosene dei pazienti, della loro sicurezza e della loro salute. Senza parlare dei costi che i ricoverati, con sintomatologia più o meno importante, finirebbero per gravare sulle già precarie finanze del Sistema Sanitario Pubblico e metterebbero a rischio tutte le altre terapie in atto.

Per fortuna la percentuale di medici e odontoiatri non ancora vaccinati è esigua: al 1 ottobre 2021 sono soltanto 1.100 su 460mila iscritti agli Ordini, o meglio 1.390 sospensioni, delle quali 290, vale a dire il 20%, revocate perché nel frattempo si sono vaccinati. I medici che fanno propaganda contro i vaccini sono circa un centinaio, numero irrisorio e quasi tutti appartenenti ai No Vax. In 500 hanno fatto ricorso alla CCEPS (Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie) che peraltro dovrà essere a brevissimo rinnovata; nel frattempo la sospensione dei ricorsisti rimane nel limbo in attesa del pronunciamento della Commissione.

Ma intanto la FNOMCeO, Federazione degli ordini dei medici e degli odontoiatri, non rimane a guardare e promuove la campagna “Il vaccino ci salva la vita”, presentata il 29 settembre 2021 nella sede nazionale dell’Ordine dei Giornalisti alla presenza del Ministro della Salute, Roberto Speranza. Partendo dal successo delle campagne vaccinali contro vaiolo e difterite, di cui saranno divulgate foto color seppia e video, la campagna mira a consolidare la fiducia nelle vaccinazioni come chiave per sconfiggere le malattie infettive e a dare una “spinta gentile” a coloro che ancora esitano a vaccinarsi contro il Covid.

Sentiamo cosa ne pensa il prof. Vittorio Barosio, avvocato patrocinante di varie ASL piemontesi ed esperto di diritto amministrativo, che il 13 settembre ha partecipato al Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Torino. In quell’occasione Barosio ha acquisito e fatto proprio il parere formale dell’avvocato Roberto Longhin, in merito alla natura giuridica della sospensione disposta dall’Ordine su 164 iscritti per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale previsto dalla legge per il personale sanitario: 111 iscritti all’Albo dei Medici, 25 all’Albo degli Odontoiatri, 28 doppi iscritti (dati aggiornati al 1 ottobre 2021). Si tratta di sospensioni “cautelative”, fino al 31 dicembre 2021, per i professionisti che non abbiano assolto all’obbligo vaccinale e che dunque non possono svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

Prof. Barosio, i primi dati molto parziali forniti dalla FNOMCeO ci dicono che al 1 ottobre 2021 i medici e gli odontoiatri non vaccinati sospesi dai rispettivi albi sono 1.100 su 460mila iscritti. In ogni caso questa percentuale che si aggira intorno allo 0,3% le sembra una notizia allarmante? Se sì, perché?
La percentuale dello 0,3% di sanitari non vaccinati non mi sembra di per sé allarmante. Ciò che invece mi stupisce e mi allarma, è il fatto che ci siano dei sanitari che non si vaccinano. Questo mi sembra contrario a qualunque loro principio deontologico e a una minima sensibilità professionale. Il dovere dei sanitari è quello di curare i loro pazienti e non di metterli in pericolo, rischiando di infettarli.

La sospensione riguarda l’attività professionale in toto oppure solo l’attività che comporta un contatto diretto con i pazienti?
In base al chiarissimo disposto dell’art. 4 comma 6 del decreto-legge n. 44 del 2021, la sospensione dei sanitari “no vax” riguarda solo le attività che li portano a contatto diretto con i pazienti. Nulla impedisce che i sanitari non vaccinati continuino a fare le attività che non comportino questo contatto interpersonale. Solo per fare un esempio, un medico può benissimo dare consulti e inviare ricette dal suo studio.

Prof. Barosio, lei ha avuto un incarico legale da parte delle ASL piemontesi nei ricorsi fatti dai sanitari contrari al vaccino. Quali sono le principali argomentazioni dei ricorsisti?
I ricorsi proposti dai sanitari no-vax si fondano essenzialmente su una pretesa “rivendicazione della libertà di scelta della cura e sulla libertà della ricerca scientifica”. In particolare, secondo gli stessi sanitari no vax, l’obbligo della vaccinazione anti-Covid imposto dall’art. 4 del d.l. 44/2021 sarebbe illegittimo principalmente:

  • per contrasto con le norme del diritto europeo e convenzionale CEDU che prevedono il “Diritto all’integrità della persona” e il “Diritto al rispetto della vita privata e familiare”;
  • perché rivolto anche nei confronti di coloro che hanno già contratto la malattia Covid-19 e pertanto posseggono già la cosiddetta “immunità naturale”;
  • perché violerebbe la Costituzione, e segnatamente: la “libertà di autodeterminazione” dei sanitari in merito alle cure a cui sottoporsi, il principio di precauzione in ambito sanitario, nonché i princìpi di uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità, sotto i profili dell’inidoneità di tale misura a tutelare la salute pubblica e a garantire la sicurezza delle prestazioni sanitarie ai cittadini.

Gli Ordini, prima di ratificare la sospensione, aspettano di ricevere le relative comunicazioni dalle ASL. Come possiamo definire questo ruolo dell’Ordine?
Gli Ordini dei medici devono aspettare la comunicazione con cui le Aziende Sanitarie indicano loro il nome dei sanitari per cui hanno accertato il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale. Di questa comunicazione, che implica automaticamente la sospensione dei sanitari non vaccinati dalle attività di cui si è detto sopra, gli Ordini devono solo prendere atto. Gli Ordini dei Medici devono poi comunicare ai sanitari la sospensione disposta dalla legge. Gli Ordini non devono stabilire essi stessi alcuna sospensione perché, come ho detto, questa deriva già automaticamente dalla legge. La funzione dell’Ordine, in parole semplici, è solo quella di fungere da “passacarte” e da “organo di trasmissione” ai sanitari non vaccinati.

Prof. Barosio, alla luce della sua esperienza, prevede che sarà una battaglia lunga quella dei sanitari contro i vaccini?
 
Non ritengo che la battaglia dei sanitari contro i vaccini possa essere molto lunga. È prevedibile che le questioni davanti ai TAR si risolvano nei primi mesi del 2022. Non so se poi i sanitari interessati proporranno ricorso al Consiglio di Stato.

In alternativa alla sospensione possiamo immaginare una qualche soluzione, anche per garantire le prestazioni sanitarie pubbliche e private?
 
Per garantire le prestazioni sanitarie non vedo, in concreto, altra possibilità che la sospensione, nei limiti sopra detti, dei sanitari non vaccinati. L’importante è che queste sospensioni scattino veramente.

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