INTERVISTE
07 luglio 2022

Odontocommerciante o odontocurante: intervista al dott. Scalabrino

Antonio Scalabrino, è un personaggio assolutamente fuori dagli schemi, anche sotto il profilo professionale. Partito da una laurea in medicina e chirurgia, nell’arco di una trentina d’anni ha seguito un percorso a suo tempo avveniristico, ma che, alla luce dei risultati ottenuti, ci conferma quanto sia stato e continui ad essere visionario. Non gli bastava occuparsi delle bocche dei pazienti, fare implantologia e protesi, ma ha voluto indagare su tutto ciò che sta intorno alla bocca, vale a dire l’intero organismo. Autore di tre libri dal titolo “Medicina Odontoiatria e corretti stili di vita”, ormai da anni si occupa di medicina integrata olistica, microbiota orale, posturologia, nutrizione clinica, utilizzo di mesoterapia e ENF (Electro Neuro Feedback). Consulente scientifico di Farmagens e Direttore scientifico di Nutrinews, Scalabrino cerca di analizzare ogni organismo a livello globale, sotto il profilo biochimico, biofisico, psichico ed emozionale. Gli rivolgiamo qualche domanda per saperne di più su un approccio odontoiatrico che potremmo definire semplicemente biologico.

Dott. Scalabrino, lei parla di Medicina Integrata e il suo motto è “Mai andare contro natura”. Cosa significa in termini pratici di diagnosi e terapia?

Mai andare contro natura in Odontoiatria significa ad esempio eseguire corone totali e parziali con un anatomia adeguata: se una corona viene eseguita a un ventenne la forma cuspidale sarà più accentuata, diversamente da una corona a un sessantenne che deve tener conto del rimodellamento dell’ATM verificatosi negli anni. Altro esempio, se eseguo una protesi totale il mio tecnico fa il palato con le rughe palatine, per non alterare la deglutizione del paziente, mentre se si esegue il palato liscio il paziente tende a scivolare in avanti con il collo perché la lingua non “rallenta” sulle rughe (come invece ha voluto madre natura). In Implantologia: se estraggo un molare eseguo la replica anatomica del dente, vale a dire che invio il file della Cone Beam a una ditta tedesca che mi esegue la replica delle radici e del moncone; a questo punto tolgo il dente e inserisco l’impianto fornito di tre radici, come ha fatto madre natura, e non un vitone centrale come l’implantologia tradizionale insegna. In Ortodonzia stesso discorso: se devo spostare i denti sposto anche l’equilibrio muscolare (spinta della lingua - tenuta delle labbra) per evitare recidive, certo non splinto gli incisivi tra di loro, ne andrebbe di mezzo in qualche punto il rachide cervicale (madre natura ha fatto i denti separati!). Se devo fare spazio ai canini inclusi sicuramente non estraggo i premolari, denti importantissimi per la nostra postura corporea (madre natura fa nascere i premolari solo con la dentatura permanente). Questo è il significato di “Mai andare contro natura”.

Nella sua attività professionale si occupa di molte branche della Medicina Odontoiatrica, tradizionali e non, fino alla dentosofia, alla medicina antropomorfa, postura e nutrizione clinica. Non le sembra un po’ troppo? Oppure sono tutte collegate?

Il nostro organismo è uno e unico e come tale dovrebbe essere osservato, visitato e curato. Chi mi chiama “dentista” mi offende in quanto un Medico (volutamente scritto con la M maiuscola) dovrebbe occuparsi di tutto l’organismo, non solo di un “pezzo” di esso! Non ho mai visto nessun paziente portarmi la sua bocca in studio, ma camminare, accomodarsi sulla poltrona e iniziare a spiegarmi i suoi problemi e io cerco di interpretarne il significato. Per esempio se ad un paziente mancano i molari so che avrà dei problemi digestivi, non mastica bene, quindi i suoi problemi non saranno solo odontoiatrici.

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), parola difficile anche solo da leggere, non è una novità ma pochi la conoscono. Possiamo pensare al banale sinonimo di Psicosomatica e c’è dell’altro?

La PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) racconta chi siamo e che predisposizioni abbiamo. Il prof. Bottaccioli, Padre della PNEI in Italia, ha chiosato la seguente frase: “I nostri genitori ci consegnano il foglio bianco (genetica), ma noi ogni giorno ci scriviamo la nostra vita, dove ambiente, cibo e frequentazioni fanno la differenza (epigenetica)”.

Dott. Scalabrino, si parla sempre di più di microbiota orale. Cos’è e a cosa serve conoscerlo?

Il Microbioma e le frazioni di microbiota orale, intestinale, fecale, oculare, vaginale, cardiaco, cerebrale etc., rappresentano un organo in più che non conosciamo, o almeno che conosciamo molto poco, sono circa tre kg di microorganismi (virus, funghi e batteri) che hanno numerose funzioni. Oggi esistono banche dati che possiedono decina di migliaia di diversità microbiche; l’analisi del tampone salivare permette di capire che predisposizioni potremmo avere a livello odontostomatologico e anche a livello sistemico. A ottobre inizieremo un Master sul Microbiota orale e sistemico per far capire agli Odontoiatri e agli Igienisti che possiamo elevarci a specialisti in campo medico partendo dal cavo orale.

Lei consiglia esami epigenetici. Di cosa si tratta e a cosa servono?

L’esame del microbiota orale è già un esame epigenetico, ma in studio possiamo eseguire, con uno scanner particolare, un esame del capello che va oltre al classico mineralogramma e tramite quest’esame (sempre collegandosi ad una banca dati importante) dopo pochi minuti dall’invio mi arrivano via internet 25 pagine di report del paziente con i cibi al quale mostra un’intolleranza, a quali frequenze è particolarmente sensibile, carenze vitaminiche, amminoacidi, stress ossidativo, carenza di minerali. Altro esempio di esame epigenetico: se faccio il classico esame ematologico e mi dicono che ho i lipidi alti, è un esame di valenza 1. Ma se eseguo lipidomica (epigenetica) mi dice quale frazione lipidica è alterata. In altre parole con l’epigenetica possiamo dire di curare “ad personam” e non seguire terapie standardizzate. La biofisica e l’epigenetica rappresentano la medicina e l’odontoiatria del terzo millennio a 4P: Preventiva, Predittiva, Partecipativa e Personalizzata.

Quali sono i recettori posturali più importanti?

I recettori posturali più importanti sono i piedi e gli occhi (oculomotricità), perché madre natura ha programmato un solo nervo cranico per la vista e ben TRE nervi cranici per l’oculomotricità. Già solo questo fa capire l’importanza e le correlazioni con altri distretti dell’oculomotricità, cui seguono l’orecchio medio e l’apparato stomatognatico. Non si può correggere solo un recettore ma bisogna eseguire un RPG (riprogrammazione posturale globale) secondo il metodo del prof. Bernard Bricot.

Dott. Scalabrino, nei casi di Deglutizione atipica qual è il suo approccio e quali le terapie naturali?

La deglutizione e la sua analisi rappresentano un vero caposaldo della funzione dell’apparato stomatognatico e dell’organismo intero. Garlinger, Ferrante e altri hanno scritto testi molto esaustivi sulle funzioni della lingua e a cosa porta la sua disfunzione. La dentosofia (la saggezza dei denti) con i suoi attivatori è in grado di risolvere i casi di maldeglutizione, dato che lavorano sulle tre fasi: conscio, subconscio e inconscio.

Anche gli Odontoiatri in prima visita dovrebbero avere questo sguardo d’insieme rispetto al paziente? E anche il paziente dovrebbe essere in sintonia con il medico dentista da cui mediamente si aspetta interventi solo sui propri denti?

Si parla di zona di confort e più la zona è piccola (vale per odontoiatra e per paziente) più è difficile uscire dai propri schemi. Einstein diceva che “È più facile rompere un atomo che un pregiudizio”. L’odontoiatria è sempre stata considerata una medicina di serie B, ai miei tempi chi si laureava in Medicina e Chirurgia e faceva il dentista era considerato un “cavadenti”; ora gli Odontoiatri sono considerati degli “avvitatori veloci” viste le pubblicità forvianti tipo “in due ore ti tolgo i denti e ti avvito una protesi fissa” oppure “visita gratuita”, il che vuol dire che il tuo sapere è uguale a 0. Bene, se vogliamo uscire dall’essere considerati cavadenti e avvitatori veloci e diventare dei veri specialisti del cavo orale dobbiamo spiegare al paziente che la bocca è l’entrata di molte tossicità, che la bocca non è solo estetica ma funzione masticatoria, ventilazione, deglutizione, dobbiamo parlare di possibile risoluzione di roncopatie e apnee notturne, che se non deglutiamo bene o respiriamo con la bocca e non con il naso andiamo incontro a problematiche in altri distretti. E infine anche che la bocca è lo specchio dell’anima. Non ci sarà mai data una seconda opportunità di fare bella figura durante la prima visita. Cavadenti e avvitatori veloci (odontocommercianti) oppure veri specialisti dell’apparato stomatognatico (odontocuranti)? A voi la scelta!

Suo figlio è iscritto al primo anno di odontoiatria. Quali sono le raccomandazioni che gli fa alla luce del suo approccio all’Odontoiatria?

Mio figlio Jacopo, che ha finito il primo anno di Odontoiatria superando tutti gli esami dell’anno accademico, all’inizio della carriera di studente di Odontoiatria a settembre ho semplicemente detto: “Jacopo ascoltami, quando verranno i pazienti alla tua osservazione avrai due modi di approccio mentale: 

- 1° quanto potrò guadagnare in denaro con questo paziente?

- 2° questo paziente è malato e io devo guarirlo.

Se opterai per la prima ipotesi sarai solo un odontocommerciante camuffato dietro un camice e tanto fumo, se opterai per la seconda ipotesi di pensiero sarai un odontocurante, avrai sempre sete di sapere e di migliorare la tua clinica ed io sarò un padre orgoglioso per averti trasmesso i veri valori della vita!”

Antonio Scalabrino, è un personaggio assolutamente fuori dagli schemi, anche sotto il profilo professionale. Partito da una laurea in medicina e chirurgia, nell’arco di una trentina d’anni ha seguito un percorso a suo tempo avveniristico, ma che, alla luce dei risultati ottenuti, ci conferma quanto sia stato e continui ad essere visionario. Non gli bastava occuparsi delle bocche dei pazienti, fare implantologia e protesi, ma ha voluto indagare su tutto ciò che sta intorno alla bocca, vale a dire l’intero organismo. Autore di tre libri dal titolo “Medicina Odontoiatria e corretti stili di vita”, ormai da anni si occupa di medicina integrata olistica, microbiota orale, posturologia, nutrizione clinica, utilizzo di mesoterapia e ENF (Electro Neuro Feedback). Consulente scientifico di Farmagens e Direttore scientifico di Nutrinews, Scalabrino cerca di analizzare ogni organismo a livello globale, sotto il profilo biochimico, biofisico, psichico ed emozionale. Gli rivolgiamo qualche domanda per saperne di più su un approccio odontoiatrico che potremmo definire semplicemente biologico.

Dott. Scalabrino, lei parla di Medicina Integrata e il suo motto è “Mai andare contro natura”. Cosa significa in termini pratici di diagnosi e terapia?

Mai andare contro natura in Odontoiatria significa ad esempio eseguire corone totali e parziali con un anatomia adeguata: se una corona viene eseguita a un ventenne la forma cuspidale sarà più accentuata, diversamente da una corona a un sessantenne che deve tener conto del rimodellamento dell’ATM verificatosi negli anni. Altro esempio, se eseguo una protesi totale il mio tecnico fa il palato con le rughe palatine, per non alterare la deglutizione del paziente, mentre se si esegue il palato liscio il paziente tende a scivolare in avanti con il collo perché la lingua non “rallenta” sulle rughe (come invece ha voluto madre natura). In Implantologia: se estraggo un molare eseguo la replica anatomica del dente, vale a dire che invio il file della Cone Beam a una ditta tedesca che mi esegue la replica delle radici e del moncone; a questo punto tolgo il dente e inserisco l’impianto fornito di tre radici, come ha fatto madre natura, e non un vitone centrale come l’implantologia tradizionale insegna. In Ortodonzia stesso discorso: se devo spostare i denti sposto anche l’equilibrio muscolare (spinta della lingua - tenuta delle labbra) per evitare recidive, certo non splinto gli incisivi tra di loro, ne andrebbe di mezzo in qualche punto il rachide cervicale (madre natura ha fatto i denti separati!). Se devo fare spazio ai canini inclusi sicuramente non estraggo i premolari, denti importantissimi per la nostra postura corporea (madre natura fa nascere i premolari solo con la dentatura permanente). Questo è il significato di “Mai andare contro natura”.

Nella sua attività professionale si occupa di molte branche della Medicina Odontoiatrica, tradizionali e non, fino alla dentosofia, alla medicina antropomorfa, postura e nutrizione clinica. Non le sembra un po’ troppo? Oppure sono tutte collegate?

Il nostro organismo è uno e unico e come tale dovrebbe essere osservato, visitato e curato. Chi mi chiama “dentista” mi offende in quanto un Medico (volutamente scritto con la M maiuscola) dovrebbe occuparsi di tutto l’organismo, non solo di un “pezzo” di esso! Non ho mai visto nessun paziente portarmi la sua bocca in studio, ma camminare, accomodarsi sulla poltrona e iniziare a spiegarmi i suoi problemi e io cerco di interpretarne il significato. Per esempio se ad un paziente mancano i molari so che avrà dei problemi digestivi, non mastica bene, quindi i suoi problemi non saranno solo odontoiatrici.

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), parola difficile anche solo da leggere, non è una novità ma pochi la conoscono. Possiamo pensare al banale sinonimo di Psicosomatica e c’è dell’altro?

La PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) racconta chi siamo e che predisposizioni abbiamo. Il prof. Bottaccioli, Padre della PNEI in Italia, ha chiosato la seguente frase: “I nostri genitori ci consegnano il foglio bianco (genetica), ma noi ogni giorno ci scriviamo la nostra vita, dove ambiente, cibo e frequentazioni fanno la differenza (epigenetica)”.

Dott. Scalabrino, si parla sempre di più di microbiota orale. Cos’è e a cosa serve conoscerlo?

Il Microbioma e le frazioni di microbiota orale, intestinale, fecale, oculare, vaginale, cardiaco, cerebrale etc., rappresentano un organo in più che non conosciamo, o almeno che conosciamo molto poco, sono circa tre kg di microorganismi (virus, funghi e batteri) che hanno numerose funzioni. Oggi esistono banche dati che possiedono decina di migliaia di diversità microbiche; l’analisi del tampone salivare permette di capire che predisposizioni potremmo avere a livello odontostomatologico e anche a livello sistemico. A ottobre inizieremo un Master sul Microbiota orale e sistemico per far capire agli Odontoiatri e agli Igienisti che possiamo elevarci a specialisti in campo medico partendo dal cavo orale.

Lei consiglia esami epigenetici. Di cosa si tratta e a cosa servono?

L’esame del microbiota orale è già un esame epigenetico, ma in studio possiamo eseguire, con uno scanner particolare, un esame del capello che va oltre al classico mineralogramma e tramite quest’esame (sempre collegandosi ad una banca dati importante) dopo pochi minuti dall’invio mi arrivano via internet 25 pagine di report del paziente con i cibi al quale mostra un’intolleranza, a quali frequenze è particolarmente sensibile, carenze vitaminiche, amminoacidi, stress ossidativo, carenza di minerali. Altro esempio di esame epigenetico: se faccio il classico esame ematologico e mi dicono che ho i lipidi alti, è un esame di valenza 1. Ma se eseguo lipidomica (epigenetica) mi dice quale frazione lipidica è alterata. In altre parole con l’epigenetica possiamo dire di curare “ad personam” e non seguire terapie standardizzate. La biofisica e l’epigenetica rappresentano la medicina e l’odontoiatria del terzo millennio a 4P: Preventiva, Predittiva, Partecipativa e Personalizzata.

Quali sono i recettori posturali più importanti?

I recettori posturali più importanti sono i piedi e gli occhi (oculomotricità), perché madre natura ha programmato un solo nervo cranico per la vista e ben TRE nervi cranici per l’oculomotricità. Già solo questo fa capire l’importanza e le correlazioni con altri distretti dell’oculomotricità, cui seguono l’orecchio medio e l’apparato stomatognatico. Non si può correggere solo un recettore ma bisogna eseguire un RPG (riprogrammazione posturale globale) secondo il metodo del prof. Bernard Bricot.

Dott. Scalabrino, nei casi di Deglutizione atipica qual è il suo approccio e quali le terapie naturali?

La deglutizione e la sua analisi rappresentano un vero caposaldo della funzione dell’apparato stomatognatico e dell’organismo intero. Garlinger, Ferrante e altri hanno scritto testi molto esaustivi sulle funzioni della lingua e a cosa porta la sua disfunzione. La dentosofia (la saggezza dei denti) con i suoi attivatori è in grado di risolvere i casi di maldeglutizione, dato che lavorano sulle tre fasi: conscio, subconscio e inconscio.

 Anche gli Odontoiatri in prima visita dovrebbero avere questo sguardo d’insieme rispetto al paziente? E anche il paziente dovrebbe essere in sintonia con il medico dentista da cui mediamente si aspetta interventi solo sui propri denti?

Si parla di zona di confort e più la zona è piccola (vale per odontoiatra e per paziente) più è difficile uscire dai propri schemi. Einstein diceva che “È più facile rompere un atomo che un pregiudizio”. L’odontoiatria è sempre stata considerata una medicina di serie B, ai miei tempi chi si laureava in Medicina e Chirurgia e faceva il dentista era considerato un “cavadenti”; ora gli Odontoiatri sono considerati degli “avvitatori veloci” viste le pubblicità forvianti tipo “in due ore ti tolgo i denti e ti avvito una protesi fissa” oppure “visita gratuita”, il che vuol dire che il tuo sapere è uguale a 0. Bene, se vogliamo uscire dall’essere considerati cavadenti e avvitatori veloci e diventare dei veri specialisti del cavo orale dobbiamo spiegare al paziente che la bocca è l’entrata di molte tossicità, che la bocca non è solo estetica ma funzione masticatoria, ventilazione, deglutizione, dobbiamo parlare di possibile risoluzione di roncopatie e apnee notturne, che se non deglutiamo bene o respiriamo con la bocca e non con il naso andiamo incontro a problematiche in altri distretti. E infine anche che la bocca è lo specchio dell’anima. Non ci sarà mai data una seconda opportunità di fare bella figura durante la prima visita. Cavadenti e avvitatori veloci (odontocommercianti) oppure veri specialisti dell’apparato stomatognatico (odontocuranti)? A voi la scelta!

Suo figlio è iscritto al primo anno di odontoiatria. Quali sono le raccomandazioni che gli fa alla luce del suo approccio all’Odontoiatria?

 Mio figlio Jacopo, che ha finito il primo anno di Odontoiatria superando tutti gli esami dell’anno accademico, all’inizio della carriera di studente di Odontoiatria a settembre ho semplicemente detto: “Jacopo ascoltami, quando verranno i pazienti alla tua osservazione avrai due modi di approccio mentale: 

- 1° quanto potrò guadagnare in denaro con questo paziente?

- 2° questo paziente è malato e io devo guarirlo.

Se opterai per la prima ipotesi sarai solo un odontocommerciante camuffato dietro un camice e tanto fumo, se opterai per la seconda ipotesi di pensiero sarai un odontocurante, avrai sempre sete di sapere e di migliorare la tua clinica ed io sarò un padre orgoglioso per averti trasmesso i veri valori della vita!”

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