INTERVISTE
12 febbraio 2021

La presenza in campo: lo specialista dell’odontoiatria sportiva

Patrizia Biancucci

L’Odontoiatria dello sport è una branca dell’odontoiatria e della gnatologia che si occupa di prevenzione, ricerca e clinica riguardo il legame tra le funzioni orali e l’attività sportiva. Sulla base di diversi studi scientifici che dimostrano l’influenza delle condizioni del cavo orale degli atleti sulle prestazioni durante l’attività sportiva, il Master di II livello in Odontostomatologia dello Sport dell’Università di Chieti è nato per dare una formazione specifica a professionisti che saranno in grado di occuparsi dei possibili traumi diretti ed indiretti sulle componenti dentali, orali e periorali durante l’esercizio atletico, allo scopo di ridurre l’incidenza di infortuni e contemporaneamente migliorare la prestanza agonistica. Un’accurata valutazione odontoiatrica dell’atleta e una stretta collaborazione tra varie figure professionali, quali l’odontoiatra dello sport, il fisioterapista, il medico dello sport e altri, è vivamente consigliata già a partire dalla giovane età e dall’adolescenza, al fine di individuare precocemente problemi respiratori, occlusali, dentali e compensi posturali che potrebbero condizionare negativamente la carriera sportiva. Di fondamentale importanza la corretta posizione e funzione dell’ATM per un adeguato equilibrio posturale corporeo allo scopo di esprimere al meglio le potenzialità fisiche. Il Bite, stabilizzando l’ATM in posizione centrica fisiologica e rendendo simmetrica l’attività muscolare mandibolare, consente di riequilibrare l’occlusione dentale, di migliorare l’assetto posturale e di conseguenza di aumentare il rendimento fisico. Per proteggere l’apparato oro-buccale da eventuali traumi si utilizza invece il Paradenti, dispositivo flessibile rimovibile da inserire nel cavo orale durante le attività sportive agonistiche e non agonistiche per prevenire e/o attutire lesioni o traumi diretti ed indiretti. Per questi motivi è consigliato, e in alcuni casi obbligatorio, negli sport da contatto o con alto rischio di cadute od urti, come ad esempio il rugby, il pugilato, l’hockey, la lotta, ma anche in attività meno “pericolose” come il calcio o il basket. Esempi di sportivi famosi che indossano tali dispositivi sono Cristiano Ronaldo nel calcio, Valentino Rossi nel motociclismo, Tiger Woods nel golf e molti altri. Un esperto che opera in ambito sportivo da decenni è il prof. Franco Di Stasio, medico Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale, attuale presidente della SIOS, Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport e conosciuto come Odontoiatra dello Sport in qualità di Consulente di squadre di calcio nazionali (tra cui il Napoli di cui è accanito tifoso) e internazionali. A lui qualche domanda per saperne di più.

Prof. di Stasio, l’Odontoiatra dello sport è una figura poco conosciuta. Quali sono le peculiarità e le competenze che lo distinguono dagli altri odontoiatri?
L’Odontoiatra Sportivo si differenzia perché una parte del proprio lavoro richiede la “presenza in campo”, avendo talvolta la necessità di monitorare l’atleta durante l’esecuzione dell’atto sportivo. Fondamentalmente il nostro obiettivo è quello di prevenire e curare le patologie che possono interferire con l’attività agonistica. Ci dedichiamo con una particolare attenzione agli sport di contatto per intervenire sui traumi che frequentemente gli atleti subiscono, proteggendo con paradenti e/o bite di ultima generazione, il fiore all’occhiello della nostra Società.

Nel settore calcistico, e comunque nei giochi di squadra, collabora con altri specialisti? Con quali in particolare?
Alla base della cultura odontoiatrica sportiva c’è il concetto della multidisciplinarietà e del lavoro in team. Le figure professionali con le quali ci interfacciamo sono tutte quelle che ruotano intorno al mondo dello Sport: medici sportivi, preparatori, fisiatri, fisioterapisti, osteopati, posturologi, allenatori, ortopedici, otorinolaringoiatri, chirurghi maxillo-facciali e radiologi. Sintetizzando direi che uniti si vince.

Perché sono così importanti la salute orale e l’equilibrio del sistema stomatognatico per un atleta?
La salute orale ha una funzione importantissima nella attività sportiva. Oggi in Italia ci sono milioni di praticanti, un numero triplicato in trent’anni, che abbracciano varie fasce d’età, dal bambino all’anziano. Il nostro compito in età evolutiva è prevenire ed intercettare quelle malocclusioni che influenzano l’atteggiamento posturale del bambino, procurando ripercussioni sulla sua crescita che deve essere quanto più possibile armonica. L’Ortodonzia moderna é di primaria importanza, così come la Gnatologia, senza dimenticare l’ecosistema orale sempre più attuale. L’analisi salivare ci consente infatti di raccogliere una serie di dati molto utili per la valutazione dell’atleta. È recentissima la notizia della possibilità di estendere il campo dell’analisi salivare anche alla diagnostica Covid. La SIOS annovera fra i suoi massimi dirigenti la Prof.ssa Simonetta D’Ercole dell’Università di Chieti, una studiosa di livello internazionale in questo settore sempre più in espansione, sia perché assolutamente non invasivo, sia per l’altissima affidabilità dei dati raccolti.

Prof. di Stasio, la SIOS (Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport), di cui lei è presidente, opera direttamente anche nello sport agonistico e amatoriale?
Operiamo sul campo, qualunque esso sia, dal calcio al nuoto, al basket, allo sci, e ovunque si svolga l’attività agonistica. Ancora più importante la necessità di seguire gli atleti nello sport praticato dai disabili. Federico Ristoldo, collega di Bergamo, sta dedicando la sua vita a questa parte importante dell’attività agonistica con risultati incredibili, anche dal punto di vista sociale non certo trascurabile.

Rispetto a prevenzione, patologie e traumi, quali sono nello specifico i principali obiettivi della Odontostomatologia dello Sport?
Gli obiettivi sono diversi in rapporto all’età dello sportivo. In età evolutiva prevalgono la protezione, l’intercettazione e la prevenzione, mentre nell’adulto e nell’anziano soprattutto la protezione e la terapia. Ma si tratta solo di una differenziazione statistica, perché l’obiettivo è sempre quello della salute dello sportivo, che sia professionista o amatoriale.

Il Master di II livello in Odontostomatologia dello Sport, unico in Italia, è già alla seconda edizione. Lo scopo è preparare i futuri Odontoiatri dello sport? E con quali sbocchi professionali?
Il Master dell’Università di Chieti ha lo scopo di formare odontoiatri sportivi, affrontando tutte le tematiche ed aprendo alle altre figure professionali. Creato e diretto dal Prof. Domenico Tripodi, ha già formato decine di odontoiatri. È un master unico in Italia, nato con lo scopo di divulgare e condividere le esperienze maturate in tanti anni di lavoro sugli atleti, in un mondo variegato, così come é il mondo dello Sport. Tripodi, con lungimiranza, ha svolto inizialmente un ruolo fondamentale che ha permesso di unire tanti professionisti con esperienze diverse per sviluppare un protocollo ed un linguaggio comune. Il Master è stato il passo successivo con l’intenzione di diffondere le esperienze comuni, elaborate e uniformate in un progetto educativo. Il risultato è entusiasmante e vede la partecipazione di colleghi di tutte le età, da tutta Italia e quest’anno anche dalla Spagna. L’obiettivo è anche quello di fornire uno sbocco lavorativo; infatti lo sport cresce, e con esso la necessità di formare professionisti con apposita preparazione che possano fornire risposte adeguate ai milioni di praticanti l’attività sportiva.

Perché un odontoiatra dovrebbe scegliere di dedicarsi all’Odontostomatologia dello Sport?
Innanzitutto c’è la passione per lo sport, a tutto tondo, soprattutto se praticato: questo elemento può essere determinante per comprendere su di sé l’importanza della branca Odontosportiva. Poi l’opportunità per l’odontoiatra di “uscire dalle quattro mura” dello studio dentistico professionale classico, essere spinto a organizzarsi e adattarsi alle varie situazioni nei diversi luoghi di pratica sportiva. Infine il desiderio di lavorare in team (medici dello sport, fisioterapisti, osteopati, kinesiologi, allenatori, preparatori) collaborando per un unico obiettivo: la massima performance dell’atleta garantendogli la massima salute.

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