INTERVISTE
16 gennaio 2023

La formazione made Lake Como Institute: intervista al prof. Tiziano Testori

Redazione Tueor Servizi

Il Lake Como Institute, Centro di Alta Formazione in Implantologia da più di 30 anni è un punto di riferimento per l’educazione degli implantologi nazionali e internazionali, è stato insignito, dall’Academy of Osseointegration, del titolo di “Centro di Formazione Autorizzato AO”. Abbiamo incontrato Tiziano Testori, fondatore, direttore e docente del Lake Como Institute e dialogato con lui circa i nuovi orientamenti dell’educational odontoiatrica.

Come è cambiata in questi anni l’educational odontoiatrica?
Molte cose sono cambiate da quando nei lontani anni ‘90 decidemmo di costituire un Centro di Formazione specifico per le tematiche inerenti l’implantoprotesi odontoiatrica. Erano gli anni in cui l’implantologia moderna metteva solide basi con le prime evidenze scientifiche internazionali, le aziende con i loro reparti di Ricerca e Sviluppo si prodigavano ad innovare i prodotti e a scoprirne di nuovi, gli atti chirurgici si confinavano in protocolli clinici ripetibili e predicibili. Si iniziava, di fatto, a definire la figura dell’implantologo come un vero e proprio specialista delle problematiche legate alla risoluzione delle atrofie e delle edentulie con l’utilizzo degli impianti osteointegrati. Come tutte le fasi embrionali si sono corsi dei rischi, si sono ottenuti grandi risultati e fatti grandi progressi, anche i fallimenti hanno contribuito a creare le basi per l’implantoprotesi moderna. Si era partiti dall’osservare la zona che riceveva le attenzioni dell’operatore di turno curandone e apprendendone gli aspetti anatomici e fisiologici, ma con il progredire delle tecnologie e delle tecniche si andava sempre più verso un mondo “micro”. Le suture si assottigliavano, le lame si riducevano, le nuove superfici implantari ci imponevano osservazioni e ragionamenti a livelli finanche nanometrici, i microscopi ci facevano vedere cose che l’occhio umano non poteva percepire, anche l’educational ha seguito questa tendenza proponendo corsi di formazione sempre più monotematici e specifici.

Come giudica questo fenomeno?
Penso che abbiamo corso un grosso rischio: l’attenzione al micro dettaglio ci ha portati a perdere di vista il paziente nel suo insieme, abbiamo rischiato di concentrarci sul dito che la indicava ma di non guardare più la luna. Il paziente non è il dente che sostituiamo o la papilla che tentiamo di conservare, è un insieme complesso di fattori correlati tra di loro, nel bene e nel male. È importante ricordare, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Salute, che “avere un buono stato di salute orale è molto più che avere denti sani: si tratta infatti di una condizione che influenza fortemente tutto lo stato di salute e di benessere della persona e che può avere effetti anche molto pesanti sulla vita quotidiana degli individui”. Noi odontoiatri abbiamo la grossa responsabilità di operare in un’area così importante per il paziente e così fortemente correlata a tantissime altre funzioni e patologie dell’organismo umano.

Cosa è cambiato con il Covid?
Anche la pandemia ha dato certamente una svolta determinante e, secondo me, contraddittoria ai modelli di educational fino ad allora utilizzati. L’impossibilità di incontrarsi in presenza, perdurata per quasi due anni, ha dato vita a un proliferare consistente di educational online, la parola “webinar” ha fatto irruzione nei nostri vocabolari sostituendo termini consolidati ed evocativi dei rapporti personali. Chiunque ha avuto la possibilità di proporre modelli formativi senza alcun controllo da parte delle Società Scientifiche e, allo stesso tempo, chiunque ha avuto la possibilità di seguire con grande facilità e senza alcuna validazione scientifica qualsivoglia programma di formazione. Non bisogna certo generalizzare, i grandi relatori e le Società Scientifiche si sono prodigati per garantire ai propri studenti e ai propri associati una continuità nei programmi educativi ma mi sono sovvenute spesso in quel periodo le parole di Umberto Eco che, opportunamente addolcite, recitavano: “I social media danno diritto di parola a legioni di persone che prima parlavano solo fra di loro, senza danneggiare la collettività, ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È un invasione”.

Come ha affrontato il Lake Como Institute il ritorno agli incontri in presenza?
Abbiamo intanto fatto tesoro delle riflessioni che le ho condiviso poc'anzi e abbiamo deciso di ritornare a insegnare ai nostri studenti partendo dal “macro”, grazie al riconoscimento ottenuto dall’Academy of Osseointegration, abbiamo avuto l’onore di strutturare un programma internazionale estremamente completo e immersivo per gli studenti. Si tratta di un programma di Master in Implantologia certificato che, oltre a rilasciare un titolo internazionale molto prestigioso, permette a chi partecipa di ricevere una formazione completa nell’ambito della chirurgia implantoprotesica. Abbiamo scelto, inoltre, di avvalerci di esperti riconosciuti internazionalmente per far vivere ai corsisti un’esperienza, non solo formativa, ma di vera e propria totale condivisione delle più attuali conoscenze in campo implanto-protesico.

Si parla dunque esclusivamente di Implantologia?
L’implantoprotesi, per quanto sia molto diffusa, è una delle opzioni terapeutiche a disposizione di noi clinici per la riabilitazione dei pazienti, ma senza le conoscenze di base fondamentali per l’atto chirurgico resta solo una sequenza di azioni manuali che potrebbero risultare pericolose. Abbiamo scelto di partire dalle basi fisiologiche e patologiche della guarigione ossea e dall’anatomia per arrivare ad una fase diagnostica e progettuale moderna, efficace ed efficiente. Nei vari moduli che compongono il percorso di Master accompagneremo i corsisti nel raccogliere tutte le informazioni, i dati e a classificarli secondo protocolli scientificamente consolidati. Affronteremo i vari scenari clinici e le relative soluzioni a partire dai casi clinici semplici fino a complesse riabilitazioni impreviste. Daremo inoltre un considerevole spazio a tutto ciò che avviene a valle dell’inserimento implantare: dal management dei tessuti molli ai protocolli protesici sia provvisori che definitivi. Una particolare attenzione abbiamo deciso di dedicarla alla gestione delle complicanze, i nostri corsisti quando ritorneranno nei propri studi dovranno essere in grado di condurre ogni situazione in piena conoscenza e autonomia.

Come vede il futuro dell’educational odontoiatrica?
Personalmente vedo sempre di più la responsabilità di condurre gli studenti ad una visione d’insieme del paziente. Le sue abitudini, le sue patologie, il contesto in cui vive sono tutti elementi determinanti per la valutazione del caso e per la prognosi del nostro intervento. Le tecnologie ci verranno in aiuto, le intelligenze artificiali ci supporteranno nelle scelte, ma non dobbiamo abbandonare la visione “macro” dell’insieme di fattori che il paziente porta con sé quando giunge alla nostra osservazione, questo penso sia l’obiettivo di noi docenti.

 

Immagine di copertina by Lake Como Institute

Advertising
Advertising
Advertising
Advertising
Advertising