INTERVISTE
16 settembre 2022

Daniele Cardaropoli: vent'anni nel consiglio provinciale ANDI e oggi Presidente ANDI Torino.

Patrizia Biancucci

Il curriculum professionale del prof. Daniele Cardaropoli è certamente di prim’ordine, a partire dalla laurea con lode in Odontoiatria fino ai molteplici perfezionamenti in giro per il mondo, premi per lavori scientifici e riconoscimenti da parte della comunità odontoiatrica internazionale. Basta dire che è universalmente riconosciuto come un esperto di Parodontologia, e non solo.

Ma in questa occasione è d’obbligo ripercorrere la sua storia sindacale al fianco di ANDI, iniziata una ventina di anni fa con l’ingresso nel Consiglio provinciale ANDI Torino, passando attraverso ruoli di Tesoriere, Segretario, Vicepresidente fino alla recente elezione a Presidente ANDI Torino. Con l’obiettivo primario di riconquistare l’appeal nei confronti dei colleghi più giovani, Cardaropoli ha voluto inserire nella nuova squadra 3 giovani, cercando di realizzare quel ricambio generazionale necessario a proiettare nel futuro un’associazione di categoria che vede andare in pensione i senior, soci storici del sindacato.

Virginio Bobba rimane come vice presidente, Francesco Tabasso Segretario sindacale, Gabriele Falliti Segretario culturale, Stefano Braida Tesoriere, e Bianca Carpinteri Segretario. Cardaropoli ritiene fondamentale rimettere al centro la professionalità: questo significa contrastare una certa pubblicità aggressiva, svilente e non rispettosa della deontologia, oggi molto diffusa sul web e sui social. Ma significa anche curare bene un paziente mettendo al centro la prestazione professionale odontoiatrica, bypassando quei messaggi fuorvianti, che vanno nella direzione opposta.

Prof. Cardaropoli, ANDI Torino è stata brillantemente guidata dal dr. Virginio Bobba per due mandati. Lei come neo presidente pensa ad una linea di continuità? Ha idee nuove da portare avanti a vantaggio dei soci rispetto al passato?

La presidenza di Virginio Bobba ha segnato un momento molto importante per la nostra Associazione, con un impegno molto profondo dal punto di vista sindacale e culturale, creando un costante punto di riferimento per i nostri soci. Ma chiaramente non possiamo dimenticare il grande lavoro che è stato fatto durante i due anni di pandemia, ed in particolar modo del primo lockdown nella primavera del 2020. Ho avuto il piacere e l’onore di essere al fianco di Virginio, come suo vicepresidente, ammirandone la costante dedizione e l’incessante impegno. È naturale che durante il mio mandato ci sarà una linea di continuità con il passato, ma sempre cercando di guardare avanti per il bene futuro della nostra professione.

La sua presenza nel consiglio provinciale ANDI Torino copre un ventennio. Quali sono state le conquiste più significative del sindacato?

 Sicuramente in questi anni ci sono stati molti cambiamenti, come l’aumento della burocratizzazione della nostra professione. ANDI è sempre rimasta vicino ai soci cercando di razionalizzare le incombenze richieste dal legislatore. Più che di conquiste potremmo parlare di riconoscimento del ruolo sociale del medico odontoiatra. L’immagine del classico dentista si è giustamente modificata, il riconoscimento del ruolo fondamentale che ricopriamo nella prevenzione e nella terapia delle malattie della bocca è ormai ampiamente riconosciuto. Ecco, forse questa è stata la conquista più importante, quindi non strettamente sindacale ma una conquista di più ampio respiro: la legittimazione dell’importanza del nostro ruolo per il mantenimento della salute, non solo orale, dei nostri pazienti. E finalmente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la salute orale come parte integrante del benessere della persona.

 Prof. Cardaropoli, quali sono le criticità della sezione torinese e quale il fiore all’occhiello?

A livello locale stiamo vivendo una fase di passaggio, dove un certo numero di soci è andato in pensione anticipatamente anche a causa della situazione collegata alla pandemia da Coronavirus. Contestualmente c’è una certa difficoltà a far capire ai giovani colleghi neolaureati il ruolo e l’importanza di ANDI. Ecco, uno dei punti fondamentali del mio mandato sarà quello di cercare un avvicinamento con i soci più giovani. Il fiore all’occhiello di ANDI Torino è probabilmente rappresentato dall’anima “culturale” della nostra sezione, potendo contare su un considerevole numero di soci attivi delle società scientifiche di riferimento a livello nazionale. Torino ormai rappresenta un riferimento culturale di primissimo piano, e di questo vado fiero.

 Lo scorso 3 maggio 2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.102 il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha reso pienamente operativo l’accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021, riguardante l’individuazione del profilo professionale dell’assistente di studio odontoiatrico (ASO) quale operatore di interesse sanitario. Cosa significa per i dentisti? Cambia qualcosa?

 Sicuramente ha un significato per le nostre Assistenti di studio che vedono riconosciuta la loro figura lavorativa in maniera strutturata, con un profilo ben definitivo dopo aver seguìto un percorso formativo. Si tratta di un grande cambiamento per il dentista, abituato a formare il personale all’interno del proprio studio. Ma, al di là di alcune criticità sicuramente presenti nella nuova normativa, affrancarsi dal vecchio concetto della “signorina” può essere positivo, anche se poi deve essere verificato il livello di preparazione fornito dalle scuole convenzionate.

ANDI nazionale vanta 27mila soci. Ritiene che sia merito della politica sindacale o piuttosto del proporzionale aumento dei dentisti che in Italia sono circa 62mila?

Penso che sia sopratutto merito della politica sindacale degli ultimi anni, del grande lavoro svolto dal nostro presidente nazionale Carlo Ghirlanda e dal suo esecutivo. L’attività di ANDI oggi è realmente a 360 gradi, copre completamente tutte le esigenze dei soci, da quelle strettamente sindacali, a quelle di gestione dello studio e di aggiornamento culturale. Questi numeri sono il giusto riconoscimento ai dirigenti ANDI e al loro impegno quotidiano.

Prof. Cardaropoli, alcuni iscritti all’ANDI fanno la fatidica domanda “Cosa mi dà l’Andi?”. Lei cosa risponde?

Vorrei rispondere a questa domanda citando Kennedy: “Non chiederti cosa può fare ANDI per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per ANDI”. ANDI siamo noi. La nostra associazione è costituita da ogni singolo collega che decide di diventarne socio, e solo contribuendo insieme al bene della nostra professione potremo vincere le difficoltà che incontreremo sulla nostra strada.

Come pensa di organizzarsi per essere un buon presidente di una delle sezioni provinciali più importanti, considerando che si occupa di clinica, ricerca, didattica ed è anche relatore a congressi internazionali? Dormirà la notte?

Ho accolto l’invito a candidarmi alla presidenza perché fondamentalmente amo la mia professione, amo il nostro lavoro. Sono riuscito a coinvolgere in questo progetto un esecutivo giovane, brillante e pieno di energia che mi dà un notevole aiuto e una grande forza. Ma sicuramente non posso non citare mia moglie, collega e ovviamente socia ANDI Torino, che mi ha appoggiato anche in questa avventura e che mi aiuta quotidianamente a far quadrare lavoro e famiglia.

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