INTERVISTE
18 febbraio 2021

Intervista a Michel Cohen, CEO DentalPro

Redazione Management Odontoiatrico

A seguito dell’acquisizione di Vitaldent Italia da parte del gruppo DentalPro, abbiamo intervistato il dott. Cohen per approfondire questa notizia e i piani futuri del gruppo.

È di pochi giorni la notizia della vostra acquisizione di Vitaldent Italia. Come cambierà ora DentalPro?
Nascerà un grande gruppo sotto l’insegna DentalPro, che conterà oltre 260 centri dentistici, di proprietà, 2.000 dipendenti e oltre 1.500 medici odontoiatri e igienisti.
Saremo ancora più solidi e avremo una presenza più capillare sul territorio, in 14 regioni italiane, nei centri commerciali ma anche direttamente sulle strade delle principali città.
Confidiamo inoltre che questa operazione possa contribuire a consolidare il mercato dell’odontoiatria: da un lato, garantirà maggiore sicurezza ai pazienti, che potranno contare su un gruppo forte, affidabile, sinonimo di qualità e modernità del servizio; dall’altro, offrirà interessanti opportunità di sviluppo professionale ai collaboratori e ai dipendenti.
Un elemento fondamentale della strategia DentalPro sono infatti la formazione e l’aggiornamento professionale continuo dei nostri odontoiatri e del personale: a seguito dell’integrazione con il nostro gruppo, ad esempio, gli specialisti Vitaldent potranno usufruire della DentalPro Academy, ente formativo certificato, riconosciuto dalla regione. Nei prossimi mesi, lavoreremo per allineare processi e protocolli operativi delle due aziende.
Per il resto, continueremo a puntare sui nostri fattori distintivi - attenzione al paziente e professionalità del servizio, innovazione e qualità delle cure - con il vantaggio che diventare più grandi ci consentirà anche di fare economie di scala e offrire ai pazienti condizioni sempre migliori.

Il vostro azionista di maggioranza è il fondo di private equity BC Partners. Che ruolo ha nella gestione delle attività del gruppo?
BC Partners è un fondo europeo estremamente solido e strutturato, guidato anche da italiani. Si tratta di una delle società d'investimento più importanti al mondo che controlla il gruppo DentalPro per l’85% ma non ha un ruolo diretto nell'attività quotidiana di gestione dell'azienda. Il resto delle quote è detenuto da un gruppo di soci storici: il sottoscritto e i due odontoiatri che con me hanno fondato la società nel 2010, il dottor Samuele Baruch e il dottor Paolo Tonveronachi.
Il fatto di essere supportati da un fondo del calibro di BC Partners - interessato peraltro a continuare a investire nel settore odontoiatrico, come ha dimostrato con l’apporto di ulteriore capitale per l’acquisizione di Vitaldent Italia - contribuisce a incrementare la forza del nostro gruppo, consentendoci di prevedere costanti investimenti anche in innovazione, per dotarci di attrezzature sempre più moderne.
Da tempo ormai gli investitori strutturati sono entrati a pieno titolo, e con successo, in numerose grandi realtà della sanità privata, inclusi grandi gruppi ospedalieri, centri diagnostici e poliambulatori. Non si capisce perché vi sia ancora qualcuno che abbia da eccepire sul loro ingresso nell’odontoiatria, dove oggi si sono raggiunti livelli di complessità tali da richiedere un’avanzatissima dotazione tecnologica, i cui costi difficilmente sarebbero sostenibili dai singoli professionisti.

Il management del gruppo rimarrà quello classico che ha contraddistinto in questi anni la DentalPro?
Sì, il management DentalPro rimane quello creatosi sin dal primo giorno di fondazione del gruppo. Come dicevo, circa 10 anni e mezzo fa ho fondato DentalPro insieme a due odontoiatri di grande successo, quali Paolo Tonveronachi e Samuele Baruch, e con loro abbiamo dato vita al gruppo. Oggi logicamente il management si è allargato e si è creata una struttura in cui io svolgo il ruolo di amministratore delegato supportato da 11 responsabili, tra cui Tonveronachi e Baruch per l’area medica e altri che fanno riferimento a diversi settori aziendali quali marketing, sviluppo, manutenzione, finanza, costruzione delle cliniche, formazione, ricerca del personale e dei medici. Questo team sarà il medesimo che andrà a gestire il gruppo proveniente da Vitaldent, integrandosi con alcune persone che già occupavano quei ruoli.

Come sarà l’integrazione dei team medici? Seguiranno dei protocolli DentalPro?
I medici dovranno innanzitutto seguire i protocolli internazionali. Ad esempio, in DentalPro usiamo la diga e tutti sono tenuti a seguire questa indicazione, se vogliono lavorare in uno dei nostri centri. Su queste regole non prescindiamo; poi, però, il medico ha autonomia totale nel fare quello che crede più appropriato per il paziente, sempre in scienza e coscienza, andando a valutare il piano di cura più adeguato anche del punto di vista del suo margine di spesa, perché è inutile proporre preventivi che non sono sostenibili dal paziente.
La struttura medica del gruppo DentalPro è molto particolare e continuiamo a migliorare ogni anno, implementandola in un’ottica di continuo miglioramento. In ogni clinica abbiamo un responsabile dell’odontoiatria, un direttore sanitario e, al di sopra, c’è un direttore “medico-scientifico” che si occupa di un sottogruppo di 10 cliniche. Esiste quindi una gerarchica organizzativa anche nella parte clinica che serve prima di tutto ad avere una seconda opinione. Abbiamo 20 direttori medico scientifici di area che abbiamo inserito nel gruppo e che lavorano con Paolo Tonveronachi e Samuele Baruch. Sono i nostri migliori medici e hanno un’esperienza in tutti gli ambiti dell’odontoiatria: possono quindi supportare i vari team, fornendo consigli e suggerimenti per far crescere i medici più giovani e meno. Dal punto di vista clinico, abbiamo una struttura organizzativa che in Italia non ha nessun’altra grande realtà sanitaria.
Inoltre i nuovi medici inseriti nel gruppo, che siano giovani o più esperti, devono seguire un nostro protocollo interno in cui viene richiesto di certificare pre e post intervento ogni primo caso affrontato, di ogni specialità, coordinandosi con il proprio referente medico scientifico che controlla tutti i casi, per evidenziare gli eventuali problemi ed eventuali errori. Questo primo controllo permette di formare il medico e gli consente di poter affrontare successivamente anche le diverse specialità odontoiatriche, dandoci la possibilità di garantire al paziente la migliore professionalità possibile. Questi protocolli saranno quindi applicati anche dai team provenienti da Vitaldent e potrebbero essere implementati, qualora ci accorgessimo che all’interno dei team Vitaldent ci dovessero essere delle procedure che possano essere considerate migliorative rispetto alle nostre attuali, sempre nell’ottica di un continuo perfezionamento.

Di recente avete celebrato i vostri primi 10 anni di attività: lo considera più un punto di arrivo o un nuovo inizio?
Il nostro decennale è sicuramente un traguardo di cui siamo orgogliosi e rappresenta anche l’occasione per ripartire con ancora più slancio dopo un anno così complesso, capitalizzando l’esperienza maturata sul campo e i risultati raccolti finora.
In 10 anni, un milione di persone ci ha accordato la sua fiducia, riconfermandola nel tempo. Questo è un importante riconoscimento non solo verso la qualità delle cure in DentalPro ma anche per il valore di tutti i nostri professionisti, che seguono ogni paziente con competenza e gentilezza, prima, durante e dopo i trattamenti.

Il 2020 è stato un anno inevitabilmente segnato dall’emergenza pandemica anche in ambito odontoiatrico. In che misura ne ha risentito il gruppo DentalPro?
Per DentalPro, come per tutti, il 2020 si è rivelato un anno di certo impegnativo. A onor del vero, rispetto agli studi odontoiatrici tradizionali, la decisione in diverse regioni di chiudere nei weekend alcune attività all’interno dei centri commerciali, riducendo l’afflusso di pubblico, ha particolarmente penalizzato le nostre strutture, che erano aperte al loro interno.
Ciononostante, abbiamo deciso di ricorrere alla cassa integrazione soltanto nei mesi di chiusura totale, a marzo e ad aprile, senza usufruire di ulteriori agevolazioni.
Ci siamo anche preoccupati del sostegno economico ai dipendenti, anticipando l’importo corrispondente alla cassa integrazione ed erogando, a chi ne aveva necessità, una parte del TFR o prestiti.
Alla luce dell’emergenza sanitaria, l’obiettivo principale è stato naturalmente garantire la sicurezza dei pazienti e dei nostri operatori: per questo motivo, ci siamo dotati di protocolli ancora più stringenti, messi a punto dal Comitato Medico-Scientifico DentalPro insieme a una commissione esterna, composta dal prof. Gherlone del Gruppo San Donato e da Ernst & Young.
Questa attenzione ha ulteriormente rassicurato i pazienti, che dopo il primo lockdown sono tornati a visitare i nostri centri. L’attività è ripartita con incoraggianti segnali di ripresa e ci ha permesso, in parte, di recuperare. Sicuramente abbiamo risentito della pandemia ma il gruppo è in salute e ha dimostrato una buona resilienza, riuscendo nel 2020 ad aprire anche 6 nuovi centri.

A proposito di sicurezza: nell’ultimo anno, la vicenda Dentix ha riportato all’attenzione il problema di come tutelare i pazienti, garantendo la continuità delle cure, e ha riacceso le polemiche tra società di capitali e società tra professionisti. Qual è la vostra posizione in merito?
Qualunque impresa può fallire, un grande gruppo organizzato ma anche un singolo odontoiatra: anzi, più una società è piccola e più rischia di essere “fragile”.
Il dibattito tra le presunte tutele offerte dalle StP rispetto a quelle che sarebbero o meno in grado di garantire le società di capitali suona ormai alquanto pretestuoso e strumentale, tant’è che nessuno solleva la questione in settori della sanità diversi dall’odontoiatria.
Detto ciò, anche noi all'interno di ANCOD, associazione che riunisce i migliori gruppi odontoiatrici organizzati, ci siamo più volte confrontati su come tutelare i pazienti, per evitare che corrano il rischio di ritrovarsi senza cure, dopo averle pagate, con un conseguente danno di immagine per l’intero settore.
La proposta di ANCOD è quella di verificare l’affidabilità e la solidità della struttura odontoiatrica, che siano grandi società o piccoli studi professionali, adottando un processo di certificazione dei bilanci. L’accesso ai contratti di finanziamento dovrebbe poi essere concesso soltanto a coloro che abbiano il proprio bilancio certificato da una società di consulenza esterna, terza e trasparente.
Tutte le società ANCOD hanno bilanci certificati, DentalPro dal 2013: a nostro giudizio, è questa per il paziente la vera garanzia di solidità aziendale e di continuità delle cure.

Parliamo ora del futuro. Dopo l’integrazione di Vitaldent, prevedete altre acquisizioni quest’anno? E, in generale, quali progetti avete per il 2021?
DentalPro è un’azienda sana, con ampi margini di sviluppo, per cui abbiamo diversi progetti in cantiere anche per il 2021. Grazie alla solidità del nostro gruppo, possiamo proseguire nel nostro percorso di crescita: vediamo un forte potenziale di sviluppo in Italia, dove oggi i centri odontoiatrici organizzati rappresentano poco più del 2% del mercato, in termini di numero di strutture.
Innanzitutto, contiamo di inaugurare 10 ulteriori sedi. Creeremo nuove opportunità di lavoro formative anche per giovani neolaureati che vorranno far parte del nostro staff e avvieremo solide collaborazioni con i migliori medici odontoiatri e igienisti sul territorio.
Non solo; ci sono pervenute oltre cento richieste da parte di studi dentistici già esistenti, che sarebbero interessati a cedere la loro attività a DentalPro, anche continuando a collaborare con noi. Le stiamo attualmente valutando. Nei prossimi mesi, penso che acquisiremo diversi singoli studi, in continuità con il dentista titolare. Al di là di quello che potrà succedere, comunque, siamo lieti di queste “candidature”: evidentemente il nostro gruppo ha saputo guadagnarsi la fiducia non solo dei pazienti ma anche di molti professionisti dell'odontoiatria.

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