INTERVISTE
18 luglio 2022

Giulia Fantozzi e Gianna Maria Nardi in un’intervista doppia sulla loro ultima imperdibile monografia

Redazione Management Odontoiatrico

In occasione dell’uscita della novità editoriale firmata dalla dott.ssa Giulia Fantozzi e dalla prof.ssa Gianna Maria Nardi, la nostra redazione ha avuto il piacere di intervistarle per approfondire obiettivi, contenuti e valori del loro ultimo manuale “Anatomia, ergonomia e tecniche operative in terapia parodontale non chirurgica: la strumentazione manuale”. 

Cosa vi ha spinte a scrivere un libro sulla strumentazione parodontale?

Giulia Fantozzi_ Scrivere questo testo è stato per me come concludere un’importante fase della mia vita professionale. Studio questa materia da ben vent’anni, ne sono stata docente presso diversi Atenei italiani e, ancora oggi, svolgo l’attività di tutor. Sono più di 20 gli articoli che ho scritto, in collaborazione con altri autori, pubblicati su riviste italiane, alcuni anche su riviste straniere, sull’argomento. Inoltre, il periodo storico che stiamo vivendo, mi riferisco alla pandemia Covid 19, ha riportato alla ribalta il valore della strumentazione manuale al fine di ridurre la contaminazione da aerosol. Questa tecnica essendo più complessa, necessita di un’adeguata curva di apprendimento.

Gianna Maria Nardi_ Ho accolto con entusiasmo l’invito della collega e amica Giulia Fantozzi a collaborare alla stesura del testo perché convinta che coniugare la conoscenza dell’anatomia radicolare e dei principi dell’approccio ergonomico dedicati alla strumentazione manuale sia fondamentale per rispondere a criteri di efficienza protocollare durante le fasi operativi della terapia parodontale non chirurgica.

 Come accademiche, ritenete che questo aspetto sia affrontato correttamente a livello universitario?

Giulia Fantozzi_ A questa domanda lascio rispondere la Prof.ssa Nardi che, da accademica, ha ampi titoli. Per quanto riguarda il mio più modesto parere, posso sottolineare che questo è l’unico testo, attualmente in Letteratura, che tratta e descrive minuziosamente l’anatomia radicolare. Tutte le ricerche, infatti, sono state condotte per fini endodontici.

Gianna Maria Nardi_ Personalmente ritengo che la struttura del testo abbia il suo punto di forza nella attenta considerazioni di quei pochi studi incentrati sulla morfologia dell’apparato radicolare degli elementi dentali condivisi con la collega A. Continenza, prof.ssa di Anatomia Umana dell’Università degli Studi dell’Aquila. Altro punto di forza e il giusto equilibrio tra evidenze scientifiche e la nostra evidenza clinica espressa in tanti anni di professione.

Quali sono le innovazioni tecnologiche in riferimento alla strumentazione?

Giulia Fantozzi_ Le innovazioni tecnologiche risiedono nelle diverse procedure a cui viene sottoposto il materiale di costruzione degli strumenti e che variano per ogni azienda. In questo modo si è arrivati a un’ottimizzazione del design della parte lavorante e del manico, ossia: una lama più sottile e affilata che si traduce in un miglioramento della percezione tattile, rendendo alto il grado di taglio; una maggiore durezza dell’acciaio che si traduce in una più elevata resistenza all’usura; la produzione di strumenti sempre più miniaturizzati che si adattano al meglio alle varie porzioni anatomiche, come ad esempio le zone concave (solchi radicolari), le zone convesse (linee d’angolo) o ancora le forcazioni; la possibilità di realizzare strumenti che non necessitano di affilatura.

Gianna Maria Nardi_ Le tecnologie strumentali sono altamente sofisticate per permettere di eseguire un ‘efficace scaling e root planning personalizzato in base alle differenti situazioni cliniche. L’ergonomia è il punto cruciale per il corretto benessere dell’operatore e del paziente.

Come incide un corretto uso della strumentazione manuale su questo aspetto?

 Giulia Fantozzi_ Il Prof Devoto, fondatore della prima clinica del lavoro (inizio ’900) affermava che “Il malato è il lavoro. Se si cura il lavoro, il lavoratore non potrà ammalarsi”. Partendo dal presupposto che occorre adattare il lavoro all’uomo e non far sì che sia l’uomo a doversi adeguare al lavoro e alle apparecchiature, abbiamo posto grande attenzione non solo alla parte clinica, ma anche al benessere dell’operatore. Il testo tratta nel dettaglio le caratteristiche ottimali degli strumenti manuali, la corretta impugnatura, il rispetto delle fasi di lavoro (rilassamento, presa leggera e presa di lavoro), l’importanza della postura bilanciata, gli esercizi di stretching. Solo lavorando nel benessere si possono elargire prestazioni di qualità e quindi donare benessere al paziente.

Gianna Maria Nardi_ La terapia parodontale non chirurgica erogata con strumenti manuali che rispondano a criteri ergonomici evitano il rischio di patologie professionali prima fra tutte la sindrome del tunnel carpale Per la persona assistita tecnologie sofisticate di strumenti manuali evitano una strumentazione invasiva rendendo la seduta professionale piu’ gradita in modo da assicurare un certo follow-up ,spesso disertato per la dolorabilità durante la seduta di pratica clinica.

 Quale valore aggiunto questo manuale garantisce ai futuri operatori odontoiatrici dal momento che le conoscenze anatomiche sono indispensabili per la consapevole operatività?

Giulia Fantozzi_ Le conoscenze anatomiche sono fondamentali soprattutto nella terapia parodontale non chirurgica, in cui si lavora a cielo coperto: consentono di avanzare una stima dell’attacco clinico residuo, permettono all’operatore nel trattamento del forcazioni, di selezionare il versante da cui intervenire, permettono di poter formulare una prognosi a lungo termine, come ad esempio nel caso di: radici corte o lunghe, tronco radicolare corto o lungo, grado di separazione e divergenza più o meno ampi.

 Gianna Maria Nardi_ L’approccio didattico del testo permette in maniera agevole l’attenzione alle differenze morfologiche radicolari e suggerisce il giusto approccio strumentale in modo da metabolizzare i livelli di attenzione del debridment parodontale eseguito con strumentazione manuale.

Quali iniziative avete promosso per permettere agli studenti di igiene dentale e odontoiatria di approfondire le loro conoscenze grazie al vostro libro?

Giulia Fantozzi_ Sicuramente porteremo questo argomento in ambito universitario e sono in progettazione dei corsi teorico-pratici.

Gianna Maria Nardi_ Il testo è stato elaborato per essere una guida alla comprensione dell’approccio clinico ideale per l’uso della strumentazione manuale in terapia parodontale non chirurgica e quindi diventa un prezioso supporto didattico per tutti i colleghi impegnati nella docenza e nel tutoraggio dei Corsi di Studi di Igiene Dentale e per i Corsi di Laurea in Odontoiatria. Organizzeremo dei seminari dedicati in collaborazione con le Università che ne faranno richiesta, ed abbiamo avuto già inviti per trattare l’argomento durante eventi di autorevoli associazioni scientifiche.

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