INTERVISTE
19 settembre 2022

La professione odontoiatrica e i progetti futuri della CAO. L'intervista al Dott. Raffaele Iandolo

Patrizia Biancucci

Al 4° congresso Internazionale di Bari organizzato dal dott. Inchingolo dal titolo “Innovazioni tecnologiche e protocolli sperimentali in parodontologia, chirurgia orale e ortognatodonzia”, abbiamo avuto il piacere di incontrare il dott. Raffaele Iandolo, presidente nazionale Commissione Albo Odontoiatri.

Dott. Iandolo, affrontiamo un tema insolito come quello della linguistica: ci può spiegare la differenza tra i termini “odontoiatra” e “dentista”?

Ancora si discute sul fatto che “odontoiatra” significhi “medico dei denti”. Questo presuppone un'ignoranza di tipo etimologico ma anche dal punto di vista della cultura scientifica perché non c’è discussione sul fatto che l’odontoiatria sia, dal punto di vista scientifico, una branca della medicina con tutti gli annessi e connessi, quindi le questioni legate all’accesso ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale, al conseguimento della doppia laurea, all’impossibilità ad oggi di iscriversi contemporaneamente all’albo dei medici chirurghi e all’albo degli odontoiatri. Di questi aspetti e di altri abbiamo parlato a questo congresso affrontando anche le criticità da sottoporre al prossimo governo, in particolare in riferimento alla costituzione di società in campo odontoiatrico, alla regolamentazione della questione del terzo pagante e dei convenzionamenti e alla crisi per la quale sono da richiedere incentivi per poter condurre in porto nel corso della prossima legislatura l’obiettivo di favorire l’accesso dei pazienti agli studi odontoiatrici e di miglioramento dei servizi di cura offerti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto l’odontoiatria italiana sia quasi completamente privata vedremo cosa lo Stato sarà in grado di fare. Come pensate di gestire il passaggio dalle Srl alle StP (Società tra Professionisti)? C’è già un progetto?

È già in essere una proposta che abbiamo presentato sotto forma di emendamento ad una legge dello Stato che prevede un periodo transitorio di adattamento di circa due anni nel passaggio da Srl a StP-Srl. Dal punto di vista degli adempimenti questi sono veloci e lasciano intatte le conveniente nella costituzione di una srl. L’importante è che i due terzi della società sia costituita da professionisti sia in ordine alle teste che in ordine al capitale.

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