INTERVISTE
26 giugno 2026

ECM, riforma e intelligenza artificiale: intervista a Roberto Monaco

Biancucci P.

La formazione continua rappresenta uno dei pilastri della professione sanitaria, con implicazioni che riguardano non solo l’aggiornamento delle competenze, ma anche gli aspetti deontologici, assicurativi e organizzativi dell’attività professionale. Dalle novità introdotte con il Decreto Milleproroghe alla riforma del sistema ECM, fino alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nella formazione, ne abbiamo parlato con Roberto Monaco, presidente del COGEAPS, presidente dell’Ordine dei Medici di Siena e segretario della FNOMCeO.

Dott. Monaco, partiamo subito da un tema molto sentito dai professionisti. Negli ultimi anni le scadenze per l’acquisizione dei crediti ECM sono state più volte oggetto di proroga. È accaduto anche quest’anno con il Decreto Milleproroghe?
Più che di una proroga, si tratta di una diversa regolamentazione. Tre anni fa il Decreto Milleproroghe era intervenuto sul tema dei crediti compensativi. Oggi, esaurita quella fase, si è rilevata la difficoltà, per molti professionisti, di completare il fabbisogno formativo del triennio in corso. Per questo motivo, anche in considerazione del percorso di riforma del sistema ECM, è stato deciso di concedere più tempo per l’acquisizione dei crediti, fissando il termine al 31 dicembre 2028.

Stiamo parlando del triennio 2023-2025?
Esattamente. Va però chiarito che, per imputare crediti al triennio 2023-2025, sarà necessario aver assolto anche l’obbligo formativo del triennio 2026-2028. Gli eventuali crediti eccedenti potranno infatti essere trasferiti. Non si tratta quindi di una sanatoria, ma di uno strumento che consente ai professionisti di regolarizzare la propria posizione, in linea con quanto già avvenuto in passato con i crediti compensativi.

Il tema è rilevante anche in relazione alle coperture assicurative.
Certamente. La normativa prevede il raggiungimento di almeno il 70% dell’obbligo formativo ECM. L’obiettivo è garantire ai cittadini dei professionisti costantemente aggiornati e competenti. Detto questo, la formazione non può essere considerata soltanto una questione numerica. I crediti sono uno strumento di misurazione, ma l’aggiornamento professionale rappresenta prima di tutto un valore etico e una responsabilità nei confronti dei pazienti. Come presidente del COGEAPS, il Consorzio che gestisce l’anagrafe nazionale dei crediti ECM, ho il compito di sovrintendere a un sistema che raccoglie i dati formativi di circa un milione e mezzo di professionisti sanitari: medici, odontoiatri, infermieri, veterinari, farmacisti, biologi, fisioterapisti e molte altre figure. Si tratta di un’infrastruttura essenziale per il funzionamento della formazione continua in Sanità.

Un impegno certamente significativo.
Un impegno che coinvolge non solo il presidente, ma soprattutto le persone che lavorano quotidianamente all’interno della struttura e che ne garantiscono il funzionamento.

Durante un recente evento dedicato all’intelligenza artificiale, organizzato dalla CAO Nazionale e da UNIDI, lei ha parlato delle prospettive offerte dall’IA nell’ambito della formazione ECM. Quali novità sono previste?
Coordino il gruppo ministeriale incaricato della riforma del sistema ECM e tra i risultati raggiunti vi sono importanti misure di valorizzazione della formazione. Chi costruisce un dossier formativo individuale può ottenere un bonus di 40 crediti; chi aderisce a un dossier formativo di gruppo può ottenerne 30. I bonus non sono cumulabili e viene riconosciuto quello più favorevole. Abbiamo inoltre introdotto meccanismi premiali per i professionisti che hanno mantenuto regolare la propria posizione formativa nei trienni precedenti: 20 crediti aggiuntivi per chi ha completato regolarmente gli ultimi tre trienni e 15 crediti per chi ne ha completati due. La novità più significativa riguarda però l’intelligenza artificiale. Oggi non parliamo più di una tecnologia del futuro, ma di uno strumento già presente nella pratica professionale e formativa. L’utilizzo di simulazioni avanzate, avatar digitali e ambienti immersivi consente di sviluppare nuove modalità di apprendimento ad alto valore educativo. Per queste attività è previsto un riconoscimento fino a 3 crediti ECM per ogni ora di formazione, rispetto al credito normalmente attribuito. Inoltre, quando la formazione viene svolta in contesti multidisciplinari e multiprofessionali, è previsto un ulteriore incremento di 0,3 crediti per ogni ora. Si tratta di un cambiamento importante, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche culturale, perché favorisce la collaborazione tra professionisti diversi e promuove un approccio integrato alla formazione.

Passiamo a un tema pratico che interessa molti colleghi: come funzionano i crediti ECM quando si va in pensione?
Quando il professionista cessa definitivamente l’attività, il sistema COGEAPS registra l’esenzione dall’obbligo formativo. Diverso è il caso di chi, pur essendo pensionato, continua a esercitare. In questa situazione è necessario accedere alla piattaforma COGEAPS, anche tramite l’app dedicata, autenticarsi con SPID e aggiornare la propria posizione. In questo modo il professionista mantiene attivo il proprio percorso formativo e continua a maturare crediti ECM.

E mantiene anche i requisiti richiesti per la copertura assicurativa?
Esatto, purché siano soddisfatti gli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente.

Per chi ha poca familiarità con gli strumenti digitali esistono modalità alternative, ad esempio tramite PEC?
No, la procedura è esclusivamente telematica. Tuttavia, gli iscritti possono rivolgersi al proprio Ordine professionale, che può fornire assistenza e supporto operativo.

Vorrei chiudere con una riflessione sul significato della formazione continua. Molti professionisti si aggiornano da sempre, ben prima dell’introduzione dell’obbligo ECM. Qual è oggi il dovere di un professionista sanitario nei confronti dell’aggiornamento?
Il primo dovere è quello deontologico. Il Codice di deontologia professionale stabilisce chiaramente l’obbligo di aggiornamento continuo e il mancato adempimento può comportare conseguenze disciplinari. Ma esiste anche una responsabilità più profonda. La medicina evolve rapidamente e i pazienti hanno diritto a ricevere cure basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili. Per questo ogni professionista sanitario ha il dovere di mantenere aggiornate le proprie competenze. La formazione continua, dunque, non è soltanto un obbligo normativo: è un impegno etico, professionale e sociale nei confronti dei cittadini che si affidano alle nostre cure.

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