MEDICINA ORALE
01 dicembre 2025

Efficacia del Complesso Zn-L-Carnosina/Alginato di Sodio nel trattamento delle manifestazioni atipiche della mucosa del cavo orale

Alessandro Cipollina*, Adriano Piattelli**, Natalia Di Pietro***

Introduzione
I fenomeni che interessano la mucosa orale sono estremamente diffusi e hanno una variabilità legata alle molteplici cause che li possono determinare. Di fronte a una lesione singola o multipla che può interessare la bocca spesso si pongono numerosi quesiti perché questa è, dal punto di vista anatomico, parte integrante del sistema digerente; in realtà è anche coinvolta nella funzione respiratoria non come via principale, rispetto al naso che ne è la parte essenzialmente deputata.

In aggiunta nella bocca si possono manifestare lesioni primarie, ossia a partenza da cause che la interessano direttamente e che in alcuni casi si estendono in maniera sistemica, ovvero ci possono essere manifestazioni secondarie di patologie di origine sistemica che si estendono alla bocca. Il ruolo dell’odontoiatra è anche quello di intercettare i segni di queste manifestazioni che oltre all’esame obiettivo poi possono richiedere indagini di livello superiore. Nella pratica clinica dell’odontoiatra si annoverano anche azioni che direttamente, come nella chirurgia, o indirettamente, come in eventi traumatici accidentali, possono provocare lesioni che richiedono trattamenti terapeutici per lenire i sintomi che ne conseguono e per favorire la guarigione clinica.

In sintesi fenomeni che interessano la mucosa orale e le gengive possono essere manifestazioni traumatiche, infettive, infiammatorie, erosive, ulcerative, bollose, proliferative, vegetanti, precancerose o tumorali conclamate. In quanto parte dell’apparato digerente troviamo spesso la mucosa orale, come tessuto di rivestimento della bocca e della lingua interessata secondariamente da quei fenomeni legati al metabolismo, alle disbiosi, alle disvitaminosi o a fatti prettamente macroscopici di tipo discromico, di erosione (legati al reflusso gastroesofageo) od ulcerazioni (col ruolo attivo del sistema immunitario), come nella Stomatite Aftosa Ricorrente (SAR) che interessa sia la bocca che il tubo digerente. In questo quadro sicuramente incompleto per la vastissima congerie di interconnessioni che trovano campo esteso nella mucosa di tutto il sistema digerente, dalla bocca all’ano, si innesta tra i presidi terapeutici la Zinco-L-Carnosina che è un prodotto farmaceutico che sfrutta le sue proprietà antiossidanti, stabilizzatrici delle membrane e modulatrice delle citochine determinando effetti citoprotettivi e anti-infiammatori sulla mucosa.

In gastroenterologia viene usata per il trattamento della ulcera peptica o delle mucositi ed esofagiti indotte da radio-chemio-terapia. Il suo uso oggi è stato esteso anche alla prevenzione delle coliti ulcerose, ulcere iatrogene da endoscopia, problematiche emorroidarie. Lo zinco è un elemento presente in vari sistemi enzimatici compreso le metalloproteasi della matrice zinco dipendente implicata nella attività del sistema immunitario, la sintesi di proteine e DNA e nella divisione cellulare. Il suo deficit può provocare infertilità, eruzioni cutanee o incapacità di guarigione delle ferite senza dimenticare la sua azione antiossidante rivolta alla eliminazione dei radicali ossigeno1-4. La L-Carnosina è un dipeptide principalmente presente, ma non esclusivamente, nel muscolo animale e agente tampone idrosolubile composta da beta-alanina ed L-Istidina. Con tre gruppi ionizzabili compresi un gruppo carbossilico e un anello imidazolico. È presente in molte funzioni fisiologiche che riguardano il tessuto scheletrico, il muscolo cardiaco e sistemi neuronali. È stato visto che stimola le azioni enzimatiche e non-enzimatiche antiossidanti nel fegato, rene, cervello e muscolo scheletrico e esercita effetti terapeutici sulla guarigione delle ferite, controllo della glicemia, danni ischemici, neurodegenerazione e proliferazione delle cellule tumorali1-4.

In definitiva questo dimero è un chelato tra zinco ed L-Carnosina che venne usata come farmaco antiulcera. Oggi viene riproposto con nuovi obiettivi terapeutici che vanno dalla eradicazione dell’Helicobcter Pylori alla protezione della mucosa gastrointestinale da insulti chimici e infiammatori. Quando ingerita, in modelli animali, sarà altamente presente nello stomaco per almeno 4 ore con picchi superiori alle sole L-Carnosina o Solfato di Zinco dove rimane non come riempitivo di un lume ma con grande capacità di adesione sulla mucosa ulcerata, molto più che sulla mucosa sana. Questo fenomeno è riportabile esattamente sulla mucosa orale con evidente predilizione per le mucose lese dove le reazioni di scambio dei ligandi sono efficaci; in pratica lo zinco si lega alle proteine carrier e la L-carnosina è resa disponibile sul sito.

Oggi questa molecola per uso orale si trova nella sua formulazione insieme ad eccipienti in un collutorio (Hepilor, Azienda Farmaceutica Italiana, Sant’Egidio alla Vibrata, Teramo) che ha la caratteristica di essere gradevole al gusto, non altera la sensibilità della lingua, non crea pigmentazioni sui denti e mucose e mantiene gradevolmente umidificata la bocca. Se ne può fare un uso quotidiano senza effetti indesiderati per cui nella nostra pratica clinica lo abbiamo usato su numerosi pazienti dalla semplice gengivite al trattamento delle lesioni post chirurgiche fino ad alcune manifestazioni patologiche. Descriviamo brevemente un caso clinico recentemente giunto alla nostra osservazione e trattato con questo collutorio.

Caso clinico
Paziente di 35 anni di sesso femminile, in buono stato di salute generale, si presenta con fastidi alla lingua tipo dolore, bruciore e sensazione di lingua gonfia. Alla osservazione clinica sono presenti alterazioni non uniformi nel normale rivestimento della lingua con accentuazione di alcuni solchi; le lesioni leggermente arrossate alternate ad aree con macchie biancastre (Fig. 1). Quadro clinico, questo, indicativo, in ogni probabilità, di glossite migrante o lingua a carta geografica. È stato prescritto Hepilor Collutorio tre volte al giorno consigliando di trattenere in bocca per più di un minuto prima di eliminarlo. È stato anche detto di non risciacquare con acqua per favorire l’azione prolungata della Zn-L-Carnosina/Alginato di Sodio sulla mucosa. Dopo tre giorni è stata rivista la paziente che non aveva alcun sintomo e la mucosa linguale appariva quasi completamente guarita (Fig. 2).

 

Conclusioni
La breve descrizione di questo caso clinico può dimostrare la notevole efficacia di questo collutorio a base di Zinco-L-Carnosina (Hepilor) nel trattamento sia di patologie delle mucose orali sia nel favorire la guarigione di ferite del cavo orale, consentendo una più veloce e rapida riepitelizzazione della lesione mucosa.

Bibliografia

  1. Efthymakis K, Neri M. The role of Zinc L-Carnosine in the prevention and treatment of gastrointestinal mucosal disease in humans: a review. Clin Res Hepatol Gastroenterol. 2022;46:101954.
  2. Hewlings S, Kalman D. A Review of Zinc-L-Carnosine and Its Positive Effects on Oral Mucositis, Taste Disorders, and Gastrointestinal Disorders. Nutrients. 2020 Feb 29;12:665.
  3. Hayashi H, Kobayashi R, Suzuki A, Yamada Y, Ishida M, Shakui T, Kitagawa J, Hayashi H, Sugiyama T, Takeuchi H, Tsurumi H, Itoh Y. Preparation and clinical evaluation of a novel lozenge containing polaprezinc, a zinc-L-carnosine, for prevention of oral mucositis in patients with hematological cancer who received high-dose chemotherapy. Med Oncol. 2016;33:91.
  4. Watanabe T, Ishihara M, Matsuura K, Mizuta K, Itoh Y. Polaprezinc prevents oral mucositis associated with radiochemotherapy in patients with head and neck cancer. Int J Cancer. 2010;127:1984-90.

 

 

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