MEDICINA ORALE
24 novembre 2025

Ozonoterapia e laserterapia, un connubio per il futuro dell’odontoiatria mini-invasiva

Giulio Papa

Le procedure chirurgiche in odontoiatria hanno preso un strada ben definita verso quella che viene denominata mininvasività. La mininvasività è un concetto che in medicina indica tecniche chirurgiche o procedurali che mirano a ridurre al minimo il trauma e il danno ai tessuti, favorendo i meccanismi di guarigione e riducendo al minimo l’uso di farmaci.

Siamo quindi in una tematica scientifica che rispetta in pieno quelli che sono i dettami di questi anni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: ridurre l’uso di farmaci, specie degli antibiotici. La Laser terapia e l’ozonoterapia sono due procedure che vengono utilizzate sempre più spesso dagli odontoiatri nelle loro terapie quotidiane, trattamenti che spesso diventano una peculiarità in realtà sanitarie molto avanzate. Il Laser è una tecnologia che trova ampie applicazioni in medicina e in odontoiatria, le sue proprietà sono ben note e vengono sfruttate nelle procedure chirurgiche, grazie all’enorme precisione e al rispetto massimo dei tessuti, e nelle procedure di supporto sfruttando l’effetto decontaminante e biostimolante. L’ozono è una molecola sempre più diffusa anche nel mondo odontoiatrico, supportata da tantissima letteratura scientifica nel campo della medicina generale, viene utilizzata per applicazioni sia professionali che domiciliari sfruttando le caratteristiche della molecola a 360 gradi: effetto decontaminante, effetto biostimolante. Entrambe queste procedure, Laser e Ozono, negli scorsi anni sono state spesso interpretate da molti clinici come antagoniste, ad oggi invece possiamo dire che: il loro uso combinato rappresenta un ulteriore passo evolutivo di queste due procedure mininvasive.

Case report
Nel caso clinico che riportiamo in questo articolo, viene eseguita una biopsia escissionale per una lesione sospetta individuata nell’area del palato duro (Fig. 1). Clinicamente la lesione presenta caratteristiche che richiedono un approfondimento diagnostico, si concorda quindi con la paziente di procedere con una biopsia per analizzare il reperto. Dopo aver eseguito un esame CBCT pre-chirurgico, si nota che l’area da trattare è a contatto con un vaso sanguigno con calibro abbastanza ampio; quindi, si potrebbe avere il rischio di un’emorragia. Per ridurre al minimo gli imprevisti si opta per questa procedura: escissione chirurgica con bisturi, tamponamento con garza sterile, cauterizzazione del sito chirurgico con Laser diodo, medicamento con gel all’olio ozonizzato per uso professionale PERIORAL 3, e medicamento domiciliare quotidiano con olio ozonizzato ialozon gel.

Dopo l’escissione chirurgica il sito viene quindi cauterizzato con il Laser diodo (Fig. 2), si procede successivamente, per ridurre al minimo la sintomatologia dolorosa e favorire i meccanismi di guarigione al medicamento in office della ferita con gel PERIORAL 3, un olio ozonizzato a rilascio immediato. Successivamente la paziente prosegue il trattamento domiciliare applicando 5 volte al giorno un gel ozonizzato per uso domiciliare, ialozon gel, questo ci garantirà una continuità terapeutica e uno stimolo biologico quotidiano a carico dei tessuti accelerando i meccanismi di guarigione. Alla paziente viene consigliata un’alimentazione prevalentemente liquida nei primi giorni, poi morbida e sempre tiepida.

Dopo 10 giorni, si rivede in studio la paziente e si esamina l’aspetto dell’area trattata (Fig. 3), il sito appare quasi totalmente guarito, si denota ancora un alone rossastro ma, considerando che la procedura ha sfruttato il meccanismo di guarigione per seconda intenzione, possiamo ritenerci soddisfatti del risultato. La paziente riferisce inoltre di non aver assunto antinfiammatori poiché non ha percepito dolore nel post-operatorio, non ha riferito la caratteristica sensazione di bruciore che spesso si ha dopo trattamenti escissioni delle mucose. Possiamo concludere che, nel futuro dell’odontoiatria l’uso del Laser e dell’ozono entreranno sempre di più nella quotidianità dei clinici, tuttavia la strada è ancora lunga e richiede da parte degli odontoiatri l’approfondimento scientifico di queste due discipline in modo da sfruttare a 360 gradi le loro proprietà.

 

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