NORMATIVE
09 gennaio 2026

Nomenclatore Odontoiatrico: l’Ordine di Padova propone un documento di riferimento per il Triveneto

Biancucci P.

La storia del Nomenclatore Odontoiatrico in Italia è strettamente intrecciata con l’evoluzione della professione e con il progressivo processo di regolamentazione del settore. Un percorso lungo e complesso che trova un momento chiave nel 2008, anno in cui la FNOMCeO presentò ufficialmente uno strumento standardizzato per la codifica delle prestazioni odontoiatriche, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, correttezza e fiducia nel rapporto tra professionista e paziente.

Negli anni successivi, l’aumento del numero dei professionisti, l’evoluzione tecnologica e il progressivo irrigidimento del quadro normativo, dalle direttive europee fino alla liberalizzazione delle tariffe introdotta dal Decreto Bersani, hanno reso evidente la necessità di strumenti condivisi capaci di garantire maggiore chiarezza e uniformità. Dopo un primo aggiornamento nel 2013 e una nuova versione nel 2017, il nomenclatore nazionale è stato progressivamente considerato superato, anche alla luce dei rapidi cambiamenti tecnologici e organizzativi della professione, dall’odontoiatria digitale all’integrazione interdisciplinare delle cure. Un ulteriore fattore di accelerazione è rappresentato dalla crescente diffusione dei fondi sanitari integrativi e delle coperture assicurative, che impongono una definizione sempre più puntuale delle prestazioni erogate e dei relativi costi. In assenza di una terminologia condivisa, il rischio è quello di generare ambiguità, disomogeneità valutative e contenziosi nei rapporti tra professionisti, pazienti, fondi e istituzioni.

Nel dicembre 2025, la CAO nazionale ha avviato ufficialmente un nuovo gruppo di lavoro, presieduto da Gian Paolo Damilano (presidente CAO Cuneo e componente della CAO nazionale), con l’obiettivo di elaborare una versione più moderna e aderente alla realtà clinica attuale, includendo l’odontoiatria digitale, le nuove tecnologie, l’odontoiatria estetica e l’evoluzione delle prestazioni interdisciplinari. In questo scenario, e nell’attesa di un aggiornamento nazionale, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova, attraverso la Commissione medico-legale dell’Albo Odontoiatri, ha elaborato un Nomenclatore delle prestazioni odontoiatriche con indicazione delle tariffe medie, presentato il 10 dicembre 2025. Il documento è stato concepito come strumento di riferimento e non come tariffario vincolante, nel pieno rispetto della normativa vigente.

È infatti noto che i tariffari minimi nazionali sono stati aboliti dal D.L. 223/2006, convertito nella Legge 248/2006, che ha liberalizzato le tariffe professionali. Resta tuttavia fermo l’obbligo, in vigore dal 29 agosto 2017, di fornire al paziente un preventivo di spesa dettagliato, da accettare preventivamente in forma scritta o digitale. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di fornire uno strumento tecnico a supporto dell’equità, della trasparenza e dell’uniformità di giudizio, senza interferire con l’autonomia professionale dell’odontoiatra. Tra i protagonisti del progetto figura la dott.ssa Marialetizia Toderini dei Gagliardis dalla Volta, odontoiatra forense e fiduciaria INAIL, con una formazione accademica articolata e una consolidata esperienza in ambito medico-legale. Alla dott.ssa Toderini abbiamo chiesto di raccontarci la genesi e le finalità del lavoro svolto.

Dott.ssa Toderini, chi ha pensato a questo progetto?
Il progetto è stato pensato ed elaborato dalla componente odontoiatrica della Consulta medico-legale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Padova, istituita nell’aprile di quest’anno e di cui sono membro attivo. Il gruppo degli odontoiatri, organizzato dal presidente CAO Marco De Berardinis, da Francesco Pradella e dalla sottoscritta, era composto da sei colleghi di Padova e provincia. Per completare il progetto sono stati coinvolti colleghi di altre province del Triveneto (Venezia, Vicenza, Verona, Trento, Pordenone, Udine), così da estendere il consenso e il valore del documento a un’area più ampia.

Quale iter avete seguito per estrapolare i valori medi?
L’analisi statistica è stata condotta su un campione molto ampio, poco meno di un migliaio di documenti provenienti dall’intera regione e dalle province del Triveneto: circa il 60% fatture, il 35% preventivi e il 5% tariffari completi di studio. Da questo materiale abbiamo dedotto le voci di spesa relative alle prestazioni odontoiatriche più comuni. Le 85 voci selezionate sono state poi elaborate sulla base di una media discussa collegialmente, alla quale è stata applicata una ponderazione. Il lavoro è il risultato di incontri periodici in presenza e di una riunione finale, in presenza e da remoto, con i colleghi delle altre province. Una volta concluso, il documento è stato sottoposto e approvato dal Consiglio dell’Ordine dei Medici di Padova e quindi pubblicato sul sito istituzionale dove è possibile scaricarlo.

Da quali esigenze è nato il progetto “Nomenclatore” e a quale scopo?
La premessa è l’abolizione delle tariffe minime con il D.L. 223/2006 (Decreto Bersani), che ha liberalizzato le tariffe professionali, lasciando agli odontoiatri piena autonomia nella determinazione degli onorari. Questo ha inevitabilmente generato una certa variabilità nelle voci di spesa. L’idea del nomenclatore nasce proprio dall’esigenza di avere un riferimento condiviso, in grado di garantire una maggiore uniformità valutativa, almeno nell’area del Triveneto. Lo scopo era creare uno strumento di rapida consultazione e di semplice utilizzo, utile non solo agli odontoiatri, ma anche alla Commissione Albo Odontoiatri per l’espressione di pareri di congruità e agli organi giurisdizionali ai fini della liquidazione del danno, garantendo equità e uniformità di giudizio.

 

Immagine di copertina by wutzkoh/Adobe Stock.

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