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08 ottobre 2021

Il mondo invisibile: come i microbi cambiano la salute dell’uomo

Patrizia Gatto

Questo è il titolo del libro uscito a maggio 2021 scritto da Luca Viganò edito da Albatros, in formato divulgativo, in quanto, come segnalato nella prefazione di Laura Strohmenger, è appetibile e fruibile anche dal pubblico non medico, “caratteristica che trovo davvero notevole”. L’autore, laurea in odontoiatria e protesi dentaria all’Università di Milano, docente del corso di laurea dell’Università di studi di Milano e Genova, negli ultimi anni ha rivolto grande attenzione alle interazioni tra patologie sistemiche ed orali, divulgando il concetto di “medico orale”, fondando L’Accademia italiana di Ricerca Orale, A.I.R.O.

Questo libro - scrive l’autore nella prima pagina - nasce dall’intento di gettare uno sguardo oltre il visibile e fare conoscere a più persone possibile la vera natura dell’essere umano quale entità simbiotica e integrata, che si manifesta e si sviluppa nell’interazione con un sistema molto più ampio e complesso del mero corpo fisico. Nasce dalla necessità impellente e non più rimandabile di aprire gli occhi, allargare la visuale e cambiare radicalmente il paradigma di chi siamo e da dove veniamo”.

Partendo dall’identikit, semplificando, di batteri e virus, il lettore è accompagnato in un affascinante mondo invisibile sorprendente e ancora poco conosciuto, fondamentale per la nostra sopravvivenza.

Quattro velocissimi capitoli: cap. 1 La storia dei batteri, cap. 2 Le memoria dell’uomo: il microbioma, cap. 3 Batteri e malattia, Cap. 4 La medicina del terzo millennio e per concludere una dettagliata bibliografia, tra cui alcune pubblicazioni scientifiche dello stesso Viganò e dei colleghi dell’Airo.

Un libro interessante dunque sia per l’operatore sanitario che per il paziente-cittadino, con l’obiettivo di motivare la collaborazione tra medici sempre più timorosi di curare e pazienti sempre più diffidenti, per costruire una nuova relazione di reciproca utilità.

Nelle conclusioni si legge l’appassionato messaggio dell’autore ai colleghi dell’odontoiatria: “Nel 2015 decisi che era ora di voltare pagina e dare finalmente seguito all’ambizioso progetto che coltivavo da tempo: sviluppare una nuovo concetto di medicina orale. Porre le basi della medicina orale. L’intento era innanzitutto sensibilizzare il mondo medico e odontoiatrico sull’importanza del cavo orale quale finestra della salute sistemica e su quanto studiarne il microbiota potesse risultare determinante per costruire una nuova metodologia di curare e fare prevenzione. Volevo contribuire a diffondere una nuova visione della medicina in cui i professionisti di ogni area uscissero dal proprio orticello per incontrarsi all’interno di un campo più ampio e ricco di informazioni, dove ognuno potesse apportare un contributo unico al lavoro dell’altro e dove l’integrazione interdisciplinare sostituisse approcci inefficaci e terribilmente obsoleti. Volevo, soprattutto, restituire al medico orale la dignità che meritava e che mai gli era stata riconosciuta”.

Il messaggio ai colleghi continua e rinviamo alla lettura di questa riflessione che certamente può dare nuovo valore, nuove speranze e nuove prospettive alla figura odontoiatrica.

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