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11 ottobre 2021

Ronca beat: una canzone internazionale per promuovere prevenzione e salute orale

Patrizia Biancucci

Discutendo di contagio da Covid-19 e della sua prevenzione, potremmo utilizzare lo slogan “a volte basta poco” per introdurre l’attività della dr.ssa Marisa Roncati che da anni si occupa di prevenzione in ambito odontoiatrico. Non solo riguardo la malattia parodontale di sua competenza, ma anche nel riproporre i più moderni concetti di eubiosi del cavo orale e nell’applicarli alla prevenzione del contagio da Covid-19, attraverso un semplice e originale protocollo attuabile da tutta la popolazione. Laureata in Lettere Classiche, in Odontoiatria e Protesi Dentaria e in Igiene Dentale alla Forsyth School of Dental Hygiene di Boston, la dr.ssa Roncati è docente presso prestigiose Università (Alma Mater Studiorum di Bologna, la Sapienza di Roma e Parma) e referente incaricata in diversi corsi di aggiornamento a livello internazionale dalla Harvard School of Dental Medicine per il trattamento parodontale non chirurgico di malattie parodontali e peri-implantari. Instancabile professionista ed estrosa ricercatrice, nel 2010 ha pubblicato “GET SHARP”, un libro e un DVD sull’affilatura degli strumenti parodontali e nel 2015 è uscito il suo libro: “Terapia parodontale non chirurgica. indicazioni, limiti e protocolli clinici con l’uso aggiuntivo di laser a diodo”, tradotto in spagnolo, inglese, russo, giapponese e croato. È coautore del Testo Atlante pubblicato nel 2019 “Malattie peri-implantari: Trattamenti Chirurgici”. Ha di recente realizzato un DVD, in italiano e in inglese, sull’utilizzo del laser a diodi, associato a strumentazione parodontale non chirurgica. È Socia Ordinaria SIdP e si occupa esclusivamente di parodontologia non chirurgica. Sentiamo di cosa si tratta.

Dr.ssa Roncati, la pandemia da Covid-19 è ancora in atto. Ritiene che si faccia adeguata prevenzione?

La prevenzione è sempre la migliore cura e tutti concordano che è necessaria. Come è necessario il vaccino per combattere la pandemia. Oltre al vaccino, ci sono anche altri modi per proteggersi da virus e batteri. In questo periodo di pandemia molte più persone hanno imparato a lavare e disinfettare frequentemente le mani. Vorrei tanto che a questo comportamento corretto si aggiungesse un ulteriore atto di prevenzione semplice e alla portata di tutti: strofinare denti, gengive e mucose con una garza bagnata (anche solo di soluzione salina). Di sicuro si prevengono carie, infiammazioni alle gengive e perdita di denti, e soprattutto si guadagna in salute generale. Nella nostra cavità orale ci sono almeno 700 specie diverse di batteri e virus, che si moltiplicano e minacciano condizioni di equilibrio e oggi, come mai prima d’ora, possiamo avvertire la potenziale aggressività e ferocia di batteri e virus. Uno sciacquo, con qualsiasi collutorio, non è sufficiente per rimuovere il biofilm, ma è necessario eseguire manovre di sfregamento. Un giovane naufrago potrebbe vivere una lunga vita su un’isola deserta, senza carie e infiammazione alle gengive, semplicemente strofinando con cura la propria bocca con un brandello di stoffa e acqua di mare. La performance di igiene domiciliare è l’elemento più significativo nell’impattare sulla salute orale che a sua volta condiziona moltissime condizioni sistemiche.

Abbiamo ancora l’obbligo di indossare le mascherine che proteggono solo bocca e naso, ma lei ha pensato anche agli occhi. Perché?

La mascherina ci protegge e dobbiamo continuare a indossarla, nei luoghi chiusi, come è pure necessario rispettare il distanziamento sociale. Oltre a questo bisogna detergere gli occhi e le narici in quanto possibili vie di contagio del virus. Ricordo che un’amica di Rimini, guarita dopo aver contratto il virus che l’aveva costretta a una lunga degenza ospedaliera, mi raccontava al telefono che tutto era cominciato con un fortissimo bruciore agli occhi, quindi probabilmente il contagio era avvenuto in questa sede.

Dr.ssa Roncati, il protocollo RONCA, acronimo di Rimozione Ottimale Nuovo Contagioso Aerosol, richiama il suo cognome. Di cosa si tratta?

Il protocollo Ronca, acronimo che può essere declinato anche in inglese: RONCA Protocol Reduction of New Contagious Aerosol. Il nome vuole richiamare soprattutto il soprannome di mio papà, 95 anni, in piena forma fisica e mentale, vero fenomeno biologico al quale sono legata da un affetto immenso, che tra l’altro ha anche una dentatura integra a eccezione dei denti del giudizio. Oltre a garantire adeguati dispositivi di protezione personale, ritengo sarebbe utile promuovere anche una cosiddetta terapia eziologica: cercando, cioè, di disinfettare la cavità orale, una delle principali fonti di infezione da Covid-19, virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline prodotte dal respiro delle persone infette. Il protocollo R.O.N.C.A. necessita soltanto di una salvietta imbevuta di clorexidina 0,12% (Digital Brush, Enacare, Micerium, Avegno, GE), oppure Digital Brush Baby, acquistabili su Internet o in alcune farmacie. Gli step sono i seguenti:

  • Dopo aver lavato e sanificato le mani, si apre la Digital Brush. La salvietta, prelevata dalla confezione monodose, può essere lacerata in 4 parti, di cui 2 di dimensioni maggiori; 
  • Utilizzare un frammento piccolo della garza per detergere delicatamente le palpebre degli occhi, con un’estremità diversa della Digital Brush per ciascun occhio, per una prevenzione del rischio di contagio attraverso i dotti lacrimali;
  • Con un altro frammento minore di Digital Brush, si detergono le narici, utilizzando una diversa estremità della Digital Brush per ogni narice, lo scopo è quello di ridurre il rischio di contagio attraverso le mucose nasali;
  • Si mette l’indice della mano al centro di uno dei due frammenti più grandi della garza, per poi avvolgerla completamente intorno al dito;
  • Eseguire un movimento a rullo, dal rosso della gengiva alla corona di denti, in maniera sistematica, cercando di interessare un dente alla volta, iniziando dagli elementi più posteriori e soprattutto dalle superfici interne (linguale/palatale);
  • Con l’ultimo frammento maggiore della garza, sempre dopo averla avvolta attorno all’indice della mano, si detergono le mucose orali, vale a dire la parte interna del labbro, sia superiore che inferiore, le superfici interne di entrambe le guance, lingua, aspetto dorsale e ventrale, e palato duro.

In questo modo si ottiene un’efficace “scrub” (strofinamento), analogo a quello che viene eseguito in ospedale prima di un intervento chirurgico odontoiatrico. Dal momento che lo sciacquo con collutorio è inefficace sulla placca microbica, è importante una rimozione meccanica del biofilm.

Quali le evidenze scientifiche del protocollo RONCA? Ci sono studi in proposito?

Secondo uno studio recente, uno sciacquo di 30 secondi con clorexidina allo 0,12% produce un’immunità di 2 ore da Covid-19. Verosimilmente disinfettare con sciacqui, gargarismi e soprattutto procedure di scrub potrebbe prolungare il tempo di immunità. In uno studio in vitro, condotto nel Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Ferrara, abbiamo valutato che le salviette (Digital Brush), in confezioni monouso, abitualmente utilizzate per detergere il biofilm dentale, sono in grado di rimuovere e inattivare virus incapsulati presenti sulla superficie dei denti. I risultati hanno dimostrato che lo strofinamento di 30 secondi con salviette imbevute di clorexidina allo 0,12% rimuove e inattiva più del 99% del coronavirus umano CoV-229E (simile al SARS-CoV-2) e del virus herpes simplex 1 dalla superficie dei denti. Eventuali futuri studi in vivo, porterebbero indiscussi benefici per la salute orale. La quasi assenza di effetti collaterali di tali protocolli, associata a bassi costi economici, sono fattori vantaggiosi per la salute globale.

È indicato solo per chi è contagiato dal Covid-19 o si può consigliare a tutti?

Il protocollo di detersione delicata di occhi e narici, di strofinamento di denti, gengive e mucose, con una garza imbevuta di soluzione salina, è assolutamente indicato per tutti, privo di controindicazioni e/o di effetti collaterali. Piuttosto si associa a comprovati benefici anche per la salute generale, come ad esempio nel soggetto cardiopatico che presenta un rischio 3 volte superiore di infarto, in caso di patologie infiammatorie nel proprio cavo orale.

Dr.ssa Roncati, perché l’igiene orale ha un ruolo così importante nei malati di Covid-19?

 Il virus pandemico SARS-CoV-2 viene trasmesso attraverso droplets (goccioline di saliva) da un soggetto all’altro, e utilizza come sito d’ingresso il cavo orale e il naso/faringe. Un efficace e regolare intervento di rimozione/inattivazione del virus dalle superfici dentali potrebbe quindi potenzialmente avere un duplice effetto: evitare nel soggetto infettato una ulteriore penetrazione del virus nelle vie aeree più profonde, limitare il rischio di emissione di droplets contaminate e quindi abbassare il rischio di trasmissione ad altri soggetti. L’igiene orale ha un ruolo prioritario, anche e soprattutto nei pazienti Covid-19. Una disbiosi del microbioma orale associata all’infiammazione gengivale e alla parodontite è risultata significativamente correlata all’aggravarsi della patologia Covid-19. Secondo un recente articolo l’associazione tra infiammazione gengivale e infezione da SARS-CoV-2 aumenta di quasi 9 volte la probabilità di decesso (8.8), di 4.6 volte il bisogno di ventilazione assistita e di 3.5 volte il rischio di ricovero in terapia intensiva. Una corretta igiene orale è assolutamente cruciale e deve meritare un’adeguata priorità nei pazienti contagiati da SARS-CoV-2, specialmente se intubati.

La salute orale condiziona moltissime malattie sistemiche. Ci può fare qualche esempio?

 Nel 2009, l’Associazione Americana di Parodontologia e l’Associazione Americana di Cardiologia hanno pubblicato un documento di consenso sul noto legame tra infiammazione intraorale e malattie cardiovascolari. Dalla letteratura basata sull’evidenza scientifica emerge con certezza il nesso tra condizioni di salute orale e numerosissime patologie sistemiche, quali cardiopatie, diabete, artrite reumatoide, asma, patologie epatiche, Alzheimer, fino a influenzare le metastasi nel paziente oncologico. Le società scientifiche organizzano congressi su questi importantissimi argomenti, si scrivono corposi tomi, si pubblicano articoli di accertato valore scientifico, editoriali, i massimi esperti rilasciano interviste come quella fatta al dr. Luca Landi, presidente della società italiana di parodontologia, sulla relazione tra diabete e malattia parodontale e pubblicata su questa rivista. Peccato che questi concetti siano sconosciuti alla maggior parte degli individui.

Lei ha scritto una canzone per divulgare la prevenzione del contagio da Covid-19 all’insegna di “Torniamo alla vita sociale”. È davvero convinta che basti così poco?

Innanzitutto mi permetta di precisare che io ho solo curato il protocollo Ronca, mentre la musica della canzone è stata composta da un mio paziente, Giangi Cappai che vive in Sardegna, e il testo è stato scritto e interpretato da una cantante nata in Texas e che vive in Spagna. C’è anche un editoriale nel quale si racconta la breve storia che ha portato alla realizzazione del “Ronca beat”, con l’etichetta discografica di Betty Wrong collegata alla Sony. Per quanto riguarda la sua domanda, sono convinta che basterebbe poco per ridurre l’incidenza delle carie nei bambini, ad esempio insegnando nei corsi pre-parto alle future mamme che non è mai troppo presto per detergere le mucose di un neonato, come indicato nelle linee guida del Ministero della Sanità aggiornate al 2013. La carie infatti è in sensibile aumento (15%) in Italia nei bambini dai 2 ai 5 anni. Analogamente basterebbe poco per migliorare le condizioni del cavo orale di molti soggetti vulnerabili, come gli ospiti delle residenze per anziani, con indiscussi benefici sulla loro salute generale. Alcuni pazienti mi hanno riferito che avendo perso la propria autonomia durante il ricovero ospedaliero l’igiene orale era stata trascurata. Certo, sarebbe bello se una canzoncina orecchiabile aiutasse a diffondere una raccomandazione che può migliorare la salute e la qualità di vita. Il messaggio della canzone è quello di detergere con un’azione meccanica occhi, naso e bocca, per ridurne la carica microbica. Richiama infatti una gestualità semplice per diffondere concetti dimostrati scientificamente, e per promuovere comportamenti di prevenzione della salute generale, compreso il rischio di contagio da Coronavirus.

Dr.ssa Roncati, cosa ne pensa dei vaccini? Ritiene che una maggior consapevolezza delle azioni preventive di disinfezione possa dare un duro colpo alla pandemia?

Naturalmente in qualità di operatore sanitario sono vaccinata con entrambe le dosi e sono convinta sia doveroso sostenere l’importanza della vaccinazione. Come scritto in un editoriale, pubblicato nell’agosto del 2020 quando ancora il vaccino non era disponibile, nel quale raccomandavo le manovre di prevenzione e di strofinamento delle mucose orali, in attesa del vaccino. Cruciale infine stimolare la popolazione a recarsi dal proprio dentista per l’igiene professionale e controlli clinici e radiografici, previa corretta valutazione diagnostica delle necessità individuali.

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