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11 ottobre 2021

Prevenire le carie nella prima infanzia

Anna Nilvéus Olofsson

La carie dentale è una delle malattie non trasmissibili più comuni al mondo. Colpisce tutte le fasce d’età, anche i bambini in età prescolare, e ha un forte impatto negativo sui bambini, sulle loro famiglie e sulle comunità. La ricerca evidenzia che per fermare questa malattia e per promuovere la salute, ne sia fondamentale la conoscenza e sia importante intervenire sulla prevenzione.

Cos’è la carie della prima infanzia?

La carie della prima infanzia (ECC) è definita come “la presenza di una o più lesioni cariose (lesioni cavitarie o non cavitarie), superfici dentali mancanti (a causa di carie) o superfici riempite in composito in uno dei denti decidui di un bambino in età prescolare, dalla nascita ai 6 anni di età”. L’elevata assunzione di zucchero, la mancanza di igiene orale e una scarsa assunzione di fluoro sono alcuni dei parametri più importanti, responsabili dello sviluppo dell’ECC. La carie nella dentatura decidua ha una velocità di progressione maggiore rispetto ai denti permanenti, probabilmente a causa dello smalto relativamente più sottile. Inoltre, la carie nelle prime fasi della vita è un fattore predisponente per l’incidenza della carie in età avanzata.

Cause e prevenzione

La carie dentale è attualmente la malattia cronica più comune dei bambini; colpisce il 60-90% dei bambini in tutto il mondo, il che significa che circa 600 milioni di bambini soffrono di ECC. La distribuzione della carie nei vari paesi del mondo, all’interno dello stesso paese o in una città, non è omogenea; infatti, questo problema si concentra maggiormente in aree più vulnerabili. Nel 2017-2018, le percentuali di bambini di cinque e sei anni affetti da carie evidenziano un livello elevato in alcuni paesi dell’Europa orientale e del Medio Oriente, Asia, Africa e America Latina (oltre il 70%). Il Nord America e l’Europa occidentale hanno una percentuale con livelli moderatamente alti (35-69%), mentre l’Europa settentrionale mostra i punteggi più bassi (meno del 35%). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato un obiettivo per la salute dentale in Europa: entro il 2020, l’80% dei bambini di sei anni non dovrebbe più soffrire di carie. C’è da dire che questo obiettivo sarà molto difficile da raggiungere. Infatti, purtroppo, i dati indicano che la prevalenza di ECC sta aumentando rapidamente nei paesi a basso e medio reddito. L’aumento dell’incidenza della carie nei bambini ha un’imminente impatto sulla salute pubblica.

Impatto sulla qualità della vita

La salute orale è una componente fondamentale della salute generale e incide sulla qualità della vita. Indipendentemente dal modo in cui valutiamo la qualità della vita e dalla consapevolezza dell’importanza della salute orale, l’ECC sembra avere un impatto negativo sui bambini colpiti, sulle loro famiglie e sulla comunità. Se non viene trattata, cosa non rara anche nei paesi in via di sviluppo, la carie influenza il benessere del bambino perché può portare dolore, infezioni dentali croniche e infiammazioni, disturbi del sonno e ridotta capacità di masticazione, il che a lungo andare, potrebbe portare a malnutrizione e problemi di crescita. D’altra parte, il trattamento dell’ECC ha dimostrato di avere un impatto positivo sulla qualità della vita e sulla salute orale.

Un approccio preventivo

La prevenzione primaria è fondamentale per condizionare la prevalenza globale dell’ECC. È importante sensibilizzare gli operatori sanitari, i professionisti dentali e tutti gli altri professionisti sanitari sull’uso dello spazzolino da denti con un dentifricio al fluoro di almeno 1000 ppm. (per i bambini di età inferiore a tre anni, si consiglia uno strato sottilissimo di dentifricio e per la fascia di età 3-6, si raccomanda una quantità paragonabile alla “dimensione di un pisello”). Inoltre, dovrebbe essere evitata l’assunzione di zuccheri semplici per i bambini di età inferiore ai due anni e dovrebbe essere limitata l’assunzione di zuccheri negli alimenti e nelle bevande per tutti i bambini. Sulla base di raccomandazioni incentrate sulla famiglia e personalizzate, è molto importante, in un’ottica preventiva, effettuare una visita odontoiatrica precoce durante il primo anno di vita. La visita odontoiatrica dovrebbe concentrarsi sulla valutazione del rischio di sviluppare carie, le istruzioni di igiene orale, la consulenza dietetica, la definizione di una guida preventiva per abitudini sane fin dall’inizio della vita.

Una sfida futura

Per ridurre le disparità e per garantire una buona salute orale per tutti i bambini, viene lanciata una sfida per trovare nuove strategie di lavoro. I bambini in giovane età dipendono dal livello di conoscenza dei genitori e dall’atteggiamento nei confronti degli interventi sanitari, compresa la salute dentale. I genitori, in un ambiente socialmente vulnerabile, per partecipare alla prevenzione delle malattie del cavo orale, possono aver bisogno del sostegno della comunità per stabilire buone abitudini alimentari, di igiene orale e assunzione di fluoro. Nelle aree socialmente vulnerabili, i problemi di salute dentale e orale possono far parte di una serie di altri problemi sociali. La ricerca evidenzia che promuovere la salute orale insieme alle parti interessate attraverso riflessioni e dialogo con i cittadini della comunità, può influenzare il cambiamento comportamentale. Inoltre, coinvolgendo le équipe di assistenza primaria, tra cui gli operatori sanitari di comunità, può essere un modo facile per identificare i bambini a rischio di problemi orali e può essere un buon approccio collaborativo nella prevenzione e nel controllo della carie in questi gruppi di giovane età.

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