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10 dicembre 2020

Norma di comportamento in ordine alla applicazione dell’art.124 DL 34/2020, per quanto concerne le CONE BEAM ODONTOIATRICHE

Comunicato ANCAD

In considerazione di alcune interpretazioni che hanno generato aspettative che vanno al di là della ragionevolezza e della certezza del Diritto, fondate su letture superficiali di parti di norme completamente estrapolate dal contesto, e che hanno essenzialmente creato forti turbative di mercato, la scrivente Associazione al di là dei numerosi pareri giuridici richiesti, ha ritenuto doveroso coinvolgere i maggiori protagonisti Italiani del settore, per una profonda discussione sul tema in oggetto.

Riportiamo dunque, in sintesi, gli esiti della riunione tenutasi il 1° dicembre, e che in conclusione sono sostanzialmente i seguenti:
1) Le CBCT ad uso odontoiatrico (comprese nel codice doganale TARIC 9022 12 00) non rientrano nelle previsioni dell’articolo 124 DL.34/2020 per le motivazioni riportate successivamente in questo documento.
2) Conseguentemente, in conclusione, riteniamo corretta l’applicazione dell’IVA alla aliquota standard, e questo sia per l’anno in corso, sia dal 1/1/2021.

Considerazioni preliminari:
DL.34 Articolo 124
Il Decreto Legge 19 maggio 2020 n.134 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, con l’articolo 124, comma 1, sostanzialmente ripropone quanto già deliberato in sede Europea (Bruxelles, 3/4/2020 C_2020_2146), in ordine ad “Agevolazioni IVA connesse alle forniture di beni necessari a contrastare l’emergenza da COVID-19", cioè a dire la istituzione, mediante l’inserimento nella normativa IVA (Tabella A Parte II-BIS, DPR 26/10/72 n.633, di un elenco di beni dove è inserito il ...TOMOGRAFO COMPUTERIZZATO;... ai sensi del quale sono soggette all’aliquota IVA del 5 per cento le cessioni dei beni elencati dal primo comma dell’articolo 124, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2021. Il successivo comma 2 del medesimo articolo prevede, in via transitoria e sino al 31 dicembre 2020, il riconoscimento a dette cessioni di un regime di maggior favoreconsistentenell’introduzionediunregimediesenzionedaIVAc enonpregiudicaildiritto alla detrazione in capo al soggetto passivo cedente n pertanto, in qualità di operazione esente, influenza il calcolo del pro-rata di cui all’articolo 19-bis del d.P.R. n. 633 del 1972.

l successivo comma 3 recita “Alle minori entrate derivanti dal presente articolo valutati in 257 milioni di euro per l'anno 2020 e 317,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

Circolare ADM n.12 del 30 maggio 2020
Al fine di dare una definizione il più possibile puntuale dei beni indicati all’articolo 124, interviene, con la Circolare 12 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, portante il titolo
“RIDUZIONE ALIQUOTA IVA PER LE IMPORTAZIONI DI BENI NECESSARI PER IL CONTENIMENTO E LA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID-19”
La circolare, riportando i beni già indicati nell’articolo 124 del DL 34, per quanto concerne il “TOMOGRAFO COMPUTERIZZATO”, indica la voce TARIC “ex 9022 12”.
Come noto, al di là della interpretazione neologistica della dizione “ex”, riandando alle origini latine della parola, devesi intendere come “una parte di” (concetto peraltro ribadito dalla CM 26 di cui si dirà in seguito), il che significa che, per identificare il bene potenzialmente agevolabile in termini di applicazione di aliquota IVA, è necessario ricercarlo nell’ambito (una parte di) del codice TARIC 9022 12. Ma il 9022 12 è soltanto il capostipite generico di una gamma di 4 tipologie di tomografi destinati ad usi diversi, tra i quali si collocano anche i tomografi ad uso odontoiatrico.

Relativamente alla circostanza che tali apparecchi nulla hanno a che vedere con la “Gestione ed il contenimentodellapandemiaCovid-19”(concettoc estaallabasedelleindicazioniUE,deltitolo del DL 34, del titolo dell’articolo 124, del titolo della circolare ADM n.12) non può esservi dubbio alcuno, tanto che i pareri delle consulenze giuridiche di importanti studi di consulenza fiscale nazionali sono concordi che per tali tipologie di beni è corretta l’applicazione dell’Iva secondo l’aliquota standard, cosa fatta da quasi tutti i rivenditori e senza dubbio dalla stragrande maggioranza delle società di leasing e di noleggio.

Una situazione assestata e fondata su solide argomentazioni e pareri che, per quanto non piacevole dal punto di vista dell’utilizzatore finale, che, nella maggior parte dei casi, effettuando operazioni esenti, per effetto del pro-rata totale non potrà portarsi in detrazione l’Iva addebitata, non presta il fianco ad altri tipi di interpretazione.

Invero, in questo ultimo mese, abbiamo assistito ad interpretazioni che per quanto possano sembrare suggestive, sembrano basate su elementi contraddittori, nel senso che spesso si sono utilizzate risposte da parte degli organi preposti su altri temi e tipologie di beni e che si pretenderebbe di utilizzare “per assimilazione”, il c e non a una logica Giuridico-Fiscale.

Nella fattispecie, la CM 26 del 15/10/2020, al numero 2.10, con una formulazione non effettivamente felicissima, sembrerebbe da una prima superficiale lettura, “aprire” ad erronee interpretazioni. Tuttavia, essa deve essere letta integralmente e nel contesto in questo modo interpretata:
a) La domanda concerne “prodotti per sala operatoria” e terapia intensiva
b) Il senso letterale lo danno le ultime due righe della risposta
“stante l’impossibilità di determinare con criteri oggettivi la specifica destinazione di contrasto al COVID-19 e alle pandemie in generale”.

È evidente che ciò che può valere per un prodotto destinato all’utilizzo in sala operatoria, non può altrettanto valere per una TAC odontoiatrica, poiché è pacifico che tale tipo di apparecchiatura non rientra nel principio generale della norma agevolativa: “BENI NECESSARI PER IL CONTENIMENTO E LA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID-19”, in questo senso: (i) norma di indirizzo UE (ii), Titolo e testo dell’art.124 del DL 34, (iii) Circolare ADM 12 del 30/5/2020, (iv) Circolare ADE n.26 Altro elemento che questa associazione ritiene di dover sottolineare è che la norma (art. 6, comma 8, D.lgs. 471/1997) stabilisce che il cliente (ove soggetto passivo IVA, come è il caso dei rivenditori e dei loro clienti) che riceve una fattura irregolare, senza provvedere a regolarizzarla, è specificamente e autonomamente sanzionato, a prescindere dalla responsabilità del fornitore (il quale risponderà a sua volta delle proprie mancanze): fra le irregolarità di cui sopra rientra anche l’eventuale errore nell’applicazione della aliquota IVA o nell’applicazione di un titolo di esenzione IVA non corretto da parte del fornitore. Nel caso, pertanto, il rivenditore (e, nel caso, il suo cliente) saranno formalmente tenuti ad attivarsi per evitare contestazioni di ordine fiscale. Per tutte queste ragioni ed allo stato attuale delle interpretazioni ufficiali delle autorità competenti (Agenzia delle Entrate ed Agenzia delle Dogane), si ritiene che le CBCT odontoiatriche non rientrino nella norma agevolativa, pertanto continuerà ad applicarsi l’IVA nella sua modalità ordinaria anche nel 2021, come attualmente avviene.

Tuttavia, nell’interesse della nostra clientela finale su cui l’IVA grava come costo, auspichiamo che sopraggiungano modifiche da parte del potere Legislativo o risoluzioni da parte delle Agenzia delle Entrate che possano modificare l’orientamento descritto nella presente circolare.

Speriamo che il confronto chiarificatore con tutte le parti in causa che ha portato a redigere questo documento, possa aver finalmente chiarito i dubbi in coloro che non riuscivano ad interpretare la selva di normative in essere.

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