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01 ottobre 2020

Il digitale come strumento di lavoro quotidiano

Redazione Tueor Servizi



A conclusione del Summer Meeting della Digital Implant & Restorative Academy, evento che ha fatto da apripista alla riapertura dei congressi Medici residenziale, abbiamo avuto il piacere di intervistare uno dei soci fondatori della DIRAcademy, il dott. Riccardo Scaringi.

Buongiorno dott. Scaringi. Innanzitutto, com’è stato ritornare ai convegni in loco?
“La ripresa è sempre faticosa” e questo è un luogo comune a cui ci si riferisce da un periodo di vacanza. Non lo è stato per noi dove l’entusiasmo che ci accomuna e la voglia di voler riprendere non ha fatto sentire stanchezza. Eppure la ripresa con le attuali ristrettezze e accortezze ha reso tutto più complesso. La grande soddisfazione è stato vedere negli occhi di tutti quei colleghi che fidandosi di quanto da noi promesso sul web, hanno occupato i posti segnalati riempendo la sala e seguendo entrambe le giornate con il desiderio di vivere questa intensa esperienza culturale.

Entrando nello specifico di alcune relazioni del congresso, ci potrebbe illustrare quali sono stati i focus per quanto riguarda l’utilizzo del digitale in ambito chirurgico associato a quello protesico?
Difficile stilare una classifica sulla base dell’interesse, della novità o della comunicazione. Un grosso ringraziamento va a tutti i relatori che hanno saputo ottimizzare il tempo a loro dedicato in una giornata ancora molto calda di piena estate e con argomenti rinnovati nella tecnica, nella procedura e nella tecnologia degli strumenti impiegati. Non è facile esporre argomenti così specifici nella consapevolezza di dover usare un linguaggio semplice e diretto. Il linguaggio digitale è apparso uno strumento importante anche al fine della sicurezza personale oltre che dello staff e soprattutto dei pazienti. Altrettanto importante è stato il confronto delle diverse tecniche e i limiti che se pur presenti sono in continua modifica. È emersa l’importanza di aggiornamento tecnico scientifico oltre che il confronto clinico che riduce i gap generazionali tra i nativi digitali e i digitali “giurassici”.

Ci piacerebbe fare un riferimento particolare alla relazione intitolata “Assicurarsi nel post Covid-19: l’importanza della consulenza”. Quali sono stati i punti fondamentali su cui si è basata la relazione?
Abbiamo pensato che fosse interessante poter avere un consulente esperto che affrontando l’aspetto assicurativo nel post Covid potesse dare una specifica visione. Come liberi professionisti abbiamo dovuto sopportare un periodo difficile non solo per il contraccolpo economico ma soprattutto per l’alta esposizione alla carica batterica e virale cui siamo sempre sottoposti. In un contesto così travagliato è importante potersi affidare a un consulente globale in grado di analizzare la singola situazione patrimoniale, famigliare e lavorativa potendo gestire attivamente i rischi dei liberi professionisti sanitari e garantendo loro progetti di lungo periodo, con la possibilità di innovarsi, al mutare del contesto socio economico e del quadro normativo di riferimento.

Durante il congresso è stata affrontata la tematica relativa all’utilizzo del digitale sia come strumento di comunicazione con il paziente che di ottimizzazione dei tempi dello studio?
Il digitale è uno strumento che tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere meglio durante il lockdown. Per noi operatori del settore non è una novità poter affermare che nel linguaggio digitale riusciamo ad arrivare alla compliance del paziente suscitando interesse e coinvolgimento. Possiamo pre-visualizzare un risultato clinico anche complesso prevedendo le possibili variabili, limitando i costi ma soprattutto limitando l’invasività chirurgica e migliorando il risultato estetico. Tutto ciò è frutto di un lavoro meticoloso che richiede grande capacità clinica e conoscenza delle varie interazioni dei software utilizzati. Anche grazie agli odontotecnici che hanno vissuto con noi questi anni nella ricerca e nell’approfondimento delle tecnologie applicate.

Dai feedback che avete ricevuto durante e a seguito dell’evento, ritiene che il trend di utilizzo del digitale nella pratica quotidiana sia in crescita?
Si è innescato un processo di sviluppo che inevitabilmente porterà a un uso sempre maggiore del flusso digitale applicato. Sono ancora pochi gli studi dentistici mono dedicati al digitale mentre possiamo affermare che sono molti gli operatori affascinati da tali sistematiche che progressivamente si avvicinano introducendo singoli sistemi. Siamo abbastanza sicuri che la svolta avverrà nel tempo anche grazie a un minor costo delle attrezzature impiegate e a una maggior conoscenza divulgata e conseguentemente a un maggior investimento nella ricerca da parte dei produttori che saranno in grado di realizzare strumenti e software più semplici e performanti.

Concludendo, potrebbe riassumerci i “Take Home Message” che il Congresso ha fornito ai partecipanti?
La DI&RA (Digital Implant & Restorative Academy) nella persona del presidente Dott. Maurizio De Francesco ha chiuso i lavori delle due giornate del Summer meeting di Otranto toccando sommariamente i vari argomenti trattati che hanno portato un grande valore scientifico a tutti i colleghi partecipanti coinvolgendoli sempre più. Le novità portate nella chirurgia guidata, nella chirurgia navigata, nella chirurgia avanzata rigenerativa e nella maxillo-facciale oltre alle interazioni studio laboratorio, l’uso di fresatori e di stampanti e alle valutazioni protesiche d’eccellenza presentate in un’ineccepibile presentazione “serale sotto le stelle” hanno portato a un confronto globale di difficile reperimento in una parentesi temporale così breve. Credo che gli sforzi compiuti dal Direttivo della DI&RA (Dott. M. De Francesco, Dott.ssa G. Dalmaschio, Dott. F. Tomarelli, Dott. F. Maltese), abbia dimostrato che nonostante la difficoltà del momento chi come noi è appassionato del proprio lavoro coglie nel momento di difficoltà un’opportunità da condividere, pensando anche ai meno fortunati.

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