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17 luglio 2020

La bocca, una cartina geografica della comunicazione

By Carola Murari, Psicologa del Lavoro e Benessere delle Organizzazioni



Nelle relazioni interpersonali e, in particolare, nella comunicazione, il linguaggio non verbale occupa il suo 50% di rilevanza e il 70% della quantità di informazioni che trasmettiamo deriva proprio dalla comunicazione non verbale (CNV).
Se il linguaggio del corpo riveste un ruolo importante, nondimeno la mimica facciale è forse ancora più di immediato impatto trattandosi di una zona che viene osservata generalmente per prima tra due persone in relazione tra loro: occhi e bocca sono i due punti di accesso immediato. Il linguaggio labiale è uno dei gesti comunicativi per eccellenza; infatti, attraverso il movimento dei muscoli facciali, le persone sono in grado di classificare, fin dai primi anni di vita, i diversi tipi di smorfie e sorrisi.
Negli ultimi mesi, la maggioranza della popolazione mondiale ha dovuto indossare le mascherine come dispositivi di protezione individuale nella prevenzione del contagio da Covid-19: così, i volti parzialmente nascosti, hanno reso difficile la decifrazione delle espressioni facciali, oltre ad aver compromesso l’acustica. Le persone più sensibilmente danneggiate sono state senz’altro i bambini, gli anziani e i sordomuti per i quali l’interpretazione dei movimenti delle labbra è di vitale importanza per la comprensione del linguaggio.
In ambito sanitario, poi, le espressioni labiali di un medico, indicatori di un sorriso rassicurante piuttosto che di un’espressione preoccupata, sono di vitale importanza per i pazienti. Per queste ragioni, un team di ricercatori svizzeri del Swiss Federal Laboratories for Materials Science and Technology (Empa) e del Swiss Federal Institute of Technology (EPFL) hanno sviluppato un prototipo di mascherina completamente trasparente composta da polimeri organici al 99%: utilizzando l’energia elettrica viene prodotto un tappetino di fibre polimeriche caratterizzare da sottili membrane elettrospun con una dimensione dei pori di circa 110 nm, quindi uno spazio sufficiente per il passaggio dell’aria ma non sufficiente per quello di virus e batteri.
Il progetto, chiamato HelloMask, ha trovato recentemente nuovi investitori e i ricercatori confermano che il lancio del prodotto è previsto ad inizio 2021, con una distribuzione inizialmente concentrata sul settore medico, e qundi anche odontoiatrico, per poi potersi allargare alla commercializzazione al grande pubblico.
Questo sarebbe un grande passo avanti a livello relazionale e psicologico, consentendo ai pazienti di poter di nuovo osservare la minima facciale e i sorrisi dei propri medici e viceversa. Un traguardo della scienza in vista di nuove disposizioni sanitarie che, molto probabilmente, ci accompagneranno ancora per parecchio tempo. Di fronte ai cambiamenti è necessario cambiare anche il proprio modo di pensare adattandosi alle nuove prospettive ma senza, con questo, dimenticare o ignorare gli assunti di base di ciò che è la relazione umana. Uno di questi è proprio il linguaggio non verbale che, presto, non sarà più nascosto e limitato dalle attuali mascherine.

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