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22 maggio 2020

Anelli (FNOMCeO): “Decreto Rilancio grandissima occasione, pensare anche ai liberi professionisti, ora penalizzati”

By Redazione Management Odontoiatrico


In un comunicato stampa del 20 maggio, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), torna a chiedere aggiustamenti al Decreto Rilancio.

Roberto Speranza, Ministro della Salute, in un video pubblicato sul sito rivolto ai cittadini, illustra nel dettaglio i provvedimenti per la sanità contenuti del decreto rilancio dopo l'approvazione del 13 maggio scorso a Palazzo Chigi. “Con i 3 miliardi e 250 milioni di euro per la sanità stabiliti nel decreto rilancio si potrà rafforzare in maniera profonda e duratura il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Tante cose contano, ma avere un SSN di qualità è la cosa che conta di più. Poter vivere in un Paese in cui se stai male non conta quanti soldi hai, non conta di chi sei figlio, non conta in che territorio vivi ma hai diritto a essere curato, penso che sia il valore più straordinario che dobbiamo tutti saper riconoscere e difendere con ogni energia”. “Il Decreto Rilancio, nella sua stesura definitiva, sarà portato all’attenzione del Comitato Centrale, già nella seduta di venerdì (22 maggio) e poi in quella della prossima settimana – spiega il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli –. Ma, sin da ora, ci sentiamo di fare alcune considerazioni”.

“Gli stanziamenti per il Servizio Sanitario Nazionale, che restano confermati, costituiscono una grande occasione, della quale rendiamo merito al Ministro della Salute Roberto Speranza che è riuscito laddove nessun Ministro della Salute era riuscito. Ora dobbiamo pensare a investire le risorse nella maniera migliore” afferma Anelli.

Dopo un commento su tutte le misure che riguardano il SSN, Anelli prosegue e conclude, commentando negativamente, l’esclusione di tutti i medici e odontoiatri liberi professionisti dai bonus e contributi.
“Risulta invece per noi incomprensibile l’esclusione dei professionisti iscritti alle casse di previdenza dai contributi a fondo perduto a favore dei lavoratori autonomi che nel mese di aprile abbiano avuto un calo del fatturato rispetto al corrispondente periodo del 2019– conclude Anelli. Questo comporta l’esclusione dal bonus di tutti i medici e odontoiatri liberi professionisti, che sono stati messi a dura prova dall’emergenza Covid-19. Per favorire il distanziamento sociale, molti di loro hanno, per scelta, limitato l’attività alle sole urgenze. Questa scelta, non in tutte le Regioni libera e autoimposta, non ha messo i professionisti al riparo dal rischio di infezioni, visto che i pazienti sono stati ricevuti in base al solo criterio dell’urgenza, senza distinzioni di altro genere, tanto che molti professionisti sono rimasti contagiati e dodici odontoiatri hanno perso la vita. Tale scelta, compiuta, lo ripeto, nel solo interesse dei cittadini, per limitare gli spostamenti e quindi le occasioni di contagio, ha tuttavia avuto un costo elevatissimo a livello economico. I liberi professionisti si sono trovati, da un giorno all’altro, privi della loro principale fonte di reddito, restando invariate le spese fisse, in particolare quelle per il personale di studio, al quale solo in parte sono applicabili gli ammortizzatori sociali. Chiediamo quindi al Governo che per i medici e gli odontoiatri liberi professionisti sia previsto un accesso ai bonus, magari con fondi dedicati, per non doversi trovare di fronte a scelte di tagli di risorse e, soprattutto di personale, con notevoli ricadute sia sui livelli di assistenza sia in termini di diritto al lavoro dei dipendenti”.

Per quanto riguarda specificatamente gli odontoiatri, L’Associazione Italiana Odontoiatri pubblica sul suo sito un articolo, dove il Presidente Fausto Fiorile minaccia una possibile manifestazione a Montecitorio. Al “tesoretto” - si legge nell’articolo - possono accedere gli altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva non iscritti a casse di previdenza obbligatorie e le imprese. “Una disparità di trattamento probabilmente intenzionale ma anche un clamoroso autogol” dice Fausto Fiorile. “Siamo veramente stufi e valutiamo forme di protesta clamorose. Non si può escludere una pesante manifestazione di 56 mila Odontoiatri e perché no, di tutta la filiera davanti a Montecitorio. Quando il decreto sarà in fase di conversione la nostra voce si leverà alta. Il nostro settore, che provvede alla salute orale e alla prevenzione di tutti gli Italiani, attraversa una grave crisi e non merita un governo Conte che sembra proprio non volere la sua ripresa». L’agevolazione prevista dal Governo consente di tirare il fiato a chi ad aprile ha fatturato oltre un terzo in meno di quanto introitato lo stesso mese dello scorso anno. Il contributo governativo è calcolato in percentuale sul decremento di fatturato: per i soggetti che hanno totalizzato nel 2019 ricavi o compensi entro i 400 mila euro arriva al 20% mentre scende al 15% per chi ha avuto ricavi o compensi nel 2019 compresi tra 400 mila e un milione di euro. Sarebbe stato un soffio d’aria pura per chi ha dovuto chiudere lo studio odontoiatrico per due o più mesi e vive una ripartenza non certo “sprint”. “Le agevolazioni devono essere dirette a tutti. Molti di noi in questi mesi hanno continuato a pagare lavoratori, fornitori, senza portare a casa una lira”, sottolinea Fiorile. “AIO ha scritto al Ministro dell’Economia Gualtieri già prima dell’uscita del decreto. Tutti sforzi inutili. La versione definitiva esclude tutti i professionisti nonostante le gravissime difficoltà di questa ripresa. Il governo rischia grosso. Rischia di fermare il Paese tra le proteste”.

Per quanto riguarda le strutture sanitarie di ogni tipo, comprese quelle odontoiatriche, organizzate sotto forma d’impresa, non si ritrova alcun commento ma certamente rientrerebbero nei contributi a fondo perduto per le imprese di minori dimensioni.

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