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25 novembre 2019

Fare i furbi non paga

L’industria degli eventi e della Live Communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza
Milano, 27 aprile 2020: senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.
Un grido d’allarme che arriva non solo dalle voci note di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Laura Pausini, ma soprattutto da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

By Maria Sofia Rini, Pres. Nazionale Accademia Italiana di Odontoiatria Legale.



Nel settembre 2019 ho visitato per motivi assicurativi un ragazzo ventiquatrenne, disoccupato, vittima di un sinistro stradale pochi mesi prima. È accompagnato da persona di sua fiducia, un fantomatico “cugino dell’avvocato”(!), verosimilmente un impiegato dell’infortunistica intervenuta. Non vi sono relazioni di valutazione di parte del danno e non vi sono certificazioni odontoiatriche. Dal referto di PS e dal verbale della polizia municipale si evince chiaramente il sinistro, la modalità dello stesso (investimento sulle strisce pedonali da parte di un ciclomotore condotto da diciassettenne che ammette le proprie responsabilità) e gli esiti: frattura smalto-dentinale di 1.1 e 2.1, ferita lacero contusa mucosa labbro superiore con lievi esiti cicatriziali di modestissima entità, blocco articolare dopo qualche giorno e persistenza di importante limitazione funzionale.
Non risultano effettuati accertamenti diagnostici radiografici in PS o dall’odontoiatra intervenuto a ripristinare gli elementi dentari fratturati (odontoiatra dal nome ignoto!). I due incisivi, mai radiografati o fotografati dopo il traumatismo, risultano ripristinati mediante un minimale intervento conservativo, per altro di buona fattura. Un’indagine radiografica endorale, eseguita con il consenso dell’avente diritto in sede di consulenza, mostra esiti di piccola frattura smalto-dentinale e esclude segni di aree radiopache periapicali. I test di vitalità depongono per risposte nella norma. Relativamente alle ATM esistono una buona oggettività clinica di conferma del disturbo lamentato (limitazione funzionale e importante coinvolgimento muscolare) e un referto di RMN con evidenza di “Aspetto smusso del condilo mandibolare destro da infrazione corticale con sublussazione posteriore in fossa. Il disco corrispondente appare fissurato per lesione trasversale”. Sono prodotti certificati multipli redatti da un neurochirurgo di ente pubblico di dubbia logica clinica (compromissione del nervo alveolare?), ma nessuna certificazione odontoiatrica, nessun programma terapeutico e nessuna ricevuta sanitaria, nessun preventivo… niente. Le richieste avanzate riguardano un costoso ripristino implantoprotesico dei settori 1.1 e 2.1 e diversi rinnovi protesici. Il tentativo di approfittare del risarcimento assicurativo è palese, il dato certo è che nessuno si è focalizzato sui veri ed importanti esiti del traumatismo, che verosimilmente non saranno mai risarciti (e probabilmente mai trattati!), anche perché non richiesti e maldestramente accennati.
La giovane vittima del sinistro si vedrà risarcire con alta probabilità il costo medio di due ripristini conservativi e qualche rinnovo (poche centinaia di euro); l’infortunistica percepirà un’importante percentuale di tale cifra, ma non risulterà tutelato il bene salute e il diritto di ad un equo riconoscimento del vero danno prodottosi: quello sull’ATM. Tanto più importante in quanto soggetto leso è giovane (possibilità di esiti artrosici/anchilotici a distanza). L’assicurazione, nota per non essere un ente benefico, probabilmente ignorerà l’evidenza clinica. Fare i furbi non conviene. In termini economici non conviene al ragazzo e all’infortunistica (una corretta valutazione e stima del danno avrebbe aumentato gli utili!), ma soprattutto offende il diritto al riconoscimento e a ottener ragione di un danno reale alla salute.

Articolo pubblicato sul sito Dental Tribune Italia.

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