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25 giugno 2019

La tecnologia nella diagnostica: un asset strategico

L’industria degli eventi e della Live Communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza
Milano, 27 aprile 2020: senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.
Un grido d’allarme che arriva non solo dalle voci note di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Laura Pausini, ma soprattutto da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

By Maurizio Quaranta



Le nuove frontiere scientifiche e tecnologiche non solo hanno già trasformato, ma continueranno a trasformare il mondo dell’odontoiatria e dell’odontotecnica, dandoci sempre più certezze, speranze, illusioni, e lasciandoci “spaccati in due” nel solito dualismo italico: apostoli o agnostici.
Mi spiace per gli agnostici, che vedo allontanarsi velocemente dallo specchietto retrovisore da queste opportunità, seduti come sono sulle proprie posizioni, certi che nessuna di queste diavolerie robotiche potrà mai funzionare; non hanno nemmeno intenzione di riprogrammare il proprio mental brain, pur di non aver nulla a che fare con qualsiasi extra brain robotico dal quale farsi supportare.
Mi spiace perché io, proprio come paziente e aldilà della posizione che occupo nel dentale, sono felice dei progressi tecnologici ottenuti sia in odontoiatria che nella medicina dove, addirittura, robotica e intelligenza artificiale ci hanno definitivamente portato su nuove frontiere diagnostiche, oltre che a fornirci trattamenti più confortevoli, meno invasivi, con tempistiche più adeguate alle nostre esigenze lavorative attuali e con una prognosi meno infausta.
In odontoiatria, ma questo vale tecnologicamente parlando anche per il laboratorio odontotecnico pur per quanto su un piano diverso, è chiaro che l’odontoiatra rimane la figura centrale con la Sua testa, le sue conoscenze, il suo mental brain e le Sue mani per governare procedimenti, anche complessi ma sempre più obiettivi da condividere con il paziente e con tutto il Suo team, grazie anche al supporto di questo drone, un vero e proprio extra brain, indipendentemente dal fatto che si parli di uno scanner intraorale, di un chairside, di un cad-cam, di una CBCT, ma anche di un laser o di apparecchio per la piezochirurgia.
Alla luce di questi sviluppi è chiaro che, per restare professionisti di successo, le scelte diventano fondamentali; non solo perché questi “droni”, per quanto siano sempre più economicamente abbordabili, non hanno costi così ininfluenti, ma anche perché gli operatori devono prepararsi in maniera diversa per saper scegliere il percorso che decidono di intraprendere, prima ancora di scegliere gli stessi, prediligendo il partner giusto che possa supportarli nelle scelte e, con un coaching corretto, sappia ridurre al giusto la curva di apprendimento.
Scegliere e scegliersi per accogliere e governare nuove competenze al fine di saper essere nuovi davanti al nuovo; quel nuovo che oramai ci appare quasi ogni giorno ma che dobbiamo saper governare con mano ferma da nocchiero.

Il dott. Maurizio Quaranta affronterà il tema durante il Congresso del 27/28 settembre 2019 a Marina di Carrara dal titolo “La diagnosi come chiave di successo dello studio odontoiatrico”.

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